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Varese | 29 aprile 2026, 19:36

Bello, funzionale, ma costoso. E allora per il nuovo canile di Varese si procederà a step

Aggiornamenti in commissione sulla nuova struttura ai Duni che ospiterà cani, gatti e fauna selvatica: «I 550 mila euro stanziati da Comune, Provincia e Ats non sono sufficienti - ha dichiarato l'assessora San Martino - Palazzo Estense aggiungerà risorse copiose. In concreto, almeno inizialmente, rifugio e parte sanitaria saranno negli stessi spazi». Emersi altri dettagli del progetto: ecco come verrà ricavato il corridoio ecologico

La via dove verrà realizzato il nuovo canile

La via dove verrà realizzato il nuovo canile

Il nuovo canile di Varese nell’area dei Duni compie un passo avanti, ma il suo percorso sarà a tappe: i costi delle progetto superano quelli preventivati.

Nella giornata di ieri la giunta del Comune di Varese ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, primo passaggio formale verso la realizzazione dell’opera, a cui seguirà ora la fase esecutiva. Ma c’è appunto un nodo risorse: i 550 mila euro stanziati in condominio tra Comune, Provincia di Varese e Ats Insubria per il tramite di Regione Lombardia (300 mila più 150 mila più 100 mila) non saranno sufficienti. «Il Comune nella prossima variazione di bilancio aggiungerà nuovi contributi copiosi» ha annunciato l’assessora ad Ambiente, Sostenibilità Sociale ed Economia Circolare Nicoletta San Martino.

L’amministratrice, insieme all’architetto comunale Gianluca Gardelli, hanno fatto il punto della situazione nell’odierna commissione ambientale. La strategia condivisa con gli altri enti è quella di procedere per fasi: «Si andrà avanti a step - ha dichiarato San Martino - realizzando una prima parte di canile e rimandando il completamento in un secondo momento». In concreto nella prima fase verrà realizzato il canile rifugio (cioè la struttura che ospita stabilmente gli animali), ma non la parte sanitaria come struttura autonoma. «Per ovviare al fatto che non riusciremo a fare tutta l’opera subito – ha chiarito l’assessora – nel canile rifugio verranno ospitate anche le funzioni sanitarie, in attesa del secondo step». 

A entrare nel dettaglio tecnico è stato Gardelli, che ha spiegato come il progetto si sia evoluto anche in accordo con ATS e Provincia. «Nel progetto esecutivo riserveremo degli spazi da canile sanitario e gattile sanitario all’interno delle strutture del canile e del gattile, invece che realizzare edifici autonomi». Una scelta che punta alla funzionalità: «L’animale, se possibile, potrà essere curato direttamente lì e poi rimanere negli spazi del rifugio senza ulteriori spostamenti». Resterà comunque attiva la struttura sanitaria attuale di via Ottorino Rossi, oggi utilizzata proprio per le prime cure: «ATS continuerà a operare lì, ma avrà anche un appoggio nei nuovi spazi».

La struttura  includerà anche spazi per la fauna selvatica. «Una parte sarà destinata ad animali selvatici feriti – ha spiegato Gardelli – con strutture prefabbricate a un piano, alte massimo tre metri, e spazi per mangimi e per la gestione degli animali». Accanto a questa area, sorgerà il corpo principale dei servizi: ambulatori per visite veterinarie, uffici amministrativi, spazi di attesa, servizi igienici per personale e pubblico, depositi, sala preparazione pasti e locali tecnici. Prevista anche una dotazione di parcheggi tra i 25 e i 28 posti auto, che potrebbe però essere ridimensionata in fase esecutiva.

Per quanto riguarda il canile vero e proprio, il progetto è calibrato sulla realtà attuale: «Stiamo progettando una struttura per circa 40 cani – ha dichiarato l’architetto – sulla base dei dati reali del canile di Varese». Non tanto per limiti fisici dei box, ma per esigenze gestionali: «Molti cani sono di taglia medio-grande e spesso problematici, quindi è necessario prevedere spazi adeguati, spesso per uno o due animali per box».

Il tema economico resta centrale: «Ci siamo accorti subito che i costi erano esorbitanti rispetto agli stanziamenti – ha ammesso Gardelli – ma non abbiamo voluto stravolgere l’idea progettuale». L’obiettivo è mantenere una visione completa e di qualità, realizzandone però solo una parte iniziale. Questo comporterà modifiche: «Nel progetto esecutivo non realizzeremo tutti gli edifici previsti, ma una parte funzionale, rinviando il resto a un secondo lotto».

Un elemento delicato riguarda la presenza di un corridoio ecologico per la fauna selvatica nell’area dei Duni, problematica molto discussa nei mesi e negli anni scorsi anche a livello politico. «Si tratta di un varco della rete ecologica provinciale – ha detto ancora  Gardelli – utilizzato dagli animali per spostarsi tra diverse aree naturali». Ecco allora che verrà prevista una fascia libera di circa 10 metri per favorire il passaggio e l’arretramento delle recinzioni. Inoltre, saranno installate barriere fonoassorbenti per ridurre l’impatto del rumore dei cani. «Ci è stato anche indicato di allontanare il più possibile i cani da questo varco – aggiunge – proprio per limitare il disturbo alla fauna».

Ora la palla passa alla fase esecutiva, legata anche all’approvazione delle nuove risorse da parte del Consiglio comunale.

F. Gan.

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