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Basket | 04 aprile 2026, 18:41

Trieste è pazza, ma Varese lo è ancora di più. Ramsey nel finale fa piangere i biancorossi

A Valmaura finisce 90-89: decisivi i liberi dell'americano su fallo netto di Stewart a un secondo dalla fine, seguiti dall'errore di Moore su disperato tentativo. Poco prima Alviti aveva segnato la tripla dell'illusorio +1. Ma la Openjobmetis non la perde solo nel finale: prima trova la chiave per mettere in scacco i padroni di casa, tra zona e triple, poi si fa prendere dalla foga del ritmo triestino e si smarrisce in troppi errori

Immagine simbolo del finale a Trieste: Moore intento a scagliare il pallone a terra con rabbia dopo aver fallito il canestro della vittoria, sullo sfondo della panchina di Trieste che esulta

Immagine simbolo del finale a Trieste: Moore intento a scagliare il pallone a terra con rabbia dopo aver fallito il canestro della vittoria, sullo sfondo della panchina di Trieste che esulta

Viene sconfitta nel modo peggiore la Varese che a Trieste accarezza il sogno di una vittoria chiave per conquistare i playoff per poi perdere all'ultimo respiro.

A Valmaura finisce 90-89: decisivi (sotto la cronaca) i due liberi segnati da Ramsey (fallo netto di Stewart) con un secondo rimasto sul cronometro e il successivo errore di Moore su un tentativo più che disperato andato non lontanissimo dal bersaglio. Pochi secondi prima di tutto questo, Alviti, con una tripla devastante, aveva trovato l'ultimo sorpasso.

Nei quasi 40 minuti precedenti la Openjobmetis era sembrata trovare la chiave di volta del match, con una zona che ha spesso messo in crisi i padroni di casa e con le brillanti prestazioni balistiche di Alviti (19 punti), Nkamhoua (23) e Stewart (18). Era stato un crescendo, quello biancorosso, arrivato al +11 nella seconda metà del terzo quarto: da qui in poi, però, gli uomini di Kastritis si fanno prendere dalla foga del ritmo triestino, sbagliano l'impossibile e rimettono in partita la squadra di Taccetti, il cui talento offensivo - nonostante le numerose assenze - si dimostra come sempre cristallino (Ramsey 24 punti, Sissoko 18, dominante sotto le plance, Ross 14 e 6 assist).

È lì che la perde Varese, molto più che nel rocambolesco finale. Una Varese con un Renfro completamente fuori uso per i falli (solo 10 minuti per il lungo), un Librizzi da 0 punti in 22 minuti e un Freeman troppo prono all'errore.

Ma con un po' di attenzione in più, staremmo parlando di una vittoria.

La cronaca

4° quarto

Mentre l’unico che resiste contro la zona di Kastritis è il dominante Sissoko, Varese deve ringraziare Nkamhoua se rimane davanti (76-78 al 33’). Dopo il centro maliano a prendersi la scena è Stewart, 5 punti in fila, facendo pensare a una possibile nuova fuga esterna. Non è così: 6 punti in fila di Ross e Uthoff rimettono i padroni di casa in vantaggio (82-81) dopo più di un tempo. Anche Toscano-Anderson trova il bersaglio grosso e, sul -5, gli ospiti iniziano a sbagliare di tutto (non fa meglio Trieste) prima del libero di Iroegbu dell’85-82. Lo stesso fa Toscano-Anderson, quindi prosegue il “ciapa no” fino al fallo di Librizzi (il quinto: Renfro già fuori da minuti) che manda in lunetta Ross. L’ex fa 1/2, si riparte dall’87-82, Nkamhoua sbaglia ancora, Bannan pasticcia ma permette a Ramsey di lucrare un altro fallo. Altro 1/2 ai liberi: ritorna finalmente a segnare Varese, prima con Iroegbu, poi con Alviti. È -2 a 23” dalla fine: dopo il timeout Trieste sbaglia la tripla con Ross, Stewart scappa in contropiede e subisce fallo. La squadra di Taccetti non è in bonus: altro minuto di sospensione e palla alla Openjobmetis. Si riprende ed è Alviti che mette la tripla costruita benissimo: +1 Varese. L’ultimo tiro è di Trieste: lo prende Ramsey, Stewart fa fallo, l’americano fa 2/2 e poi, con un secondo a disposizione, Moore prova la magia e sbaglia. Vince Trieste, 90-89.

3° quarto

Qualche palla persa di troppo, ma i canestri di Alviti e Renfro valgono ancora un +5 (52-57), che diventa +7 con Nkamhoua e di nuovo +5 con Ramsey. Oggi però Varese tripleggia a più non posso: Nkamhoua e Alviti da 9 metri valgono addirittura un +11, così come la prodezza di Iroegbu un +10, ma i padroni di casa, con il loro ritmo forsennato non si arrendono e rientrano subito in partita: a segno Ramsey, due volte, poi Ross, poi Bannan. Al 26’ è 65-67 con Renfro al quarto fallo. La Openjobmetis però è brava a ripartire: Nkamhoua si fa trovare ed è di nuovo +5. I padroni di casa segnano il -3, seguono minuti interi di errori e confusione da parte di entrambe le contendenti, con il punteggio fisso sul 67-71. Uthoff la mette da fuori, poi nell’ultima azione è Stewart a sbagliare dalla media. Al 30’ è 70-71.

2° quarto

Kastritis ordina la zona, i suoi la eseguono bene e intanto scoppiettano in attacco: a segno le triple di Freeman e Stewart, poi la schiacciata di Ladurner su gran giocata del compagno Allerik. Per Trieste segna solo Candussi: dopo un 8-2 di parziale Taccetti chiama timeout (27-28 al 13’). Uthoff e Ruzzier ripartono di slancio, ma Varese rimane lì con le bombe di Iroegbu e ancora di Stewart e poi sprinta con un parziale di 6-0 tutto zona, Nkamhoua (che classe contro Sissoko) e Iroegbu: 36-41 al 16’ e altro timeout Taccetti. Si va verso l’intervallo: la Openjobmetis, anche sfruttando le amnesie difensive di casa, continua a segnare con Alviti (tripla), Stewart ed Nkamhoua, volando anche a +9, prima di un parziale che riporta Ross e soci a -5. Ultimo minuto: Stewart fa ammattire Toscano-Anderson, Bannan segna due liberi e l’ultimo possesso - post timeout - viene sbagliato da Freeman. Al 20’ è 48-53.

1° quarto

Varese in campo con il consueto starting five Iroegbu, Moore, Alviti, Nkamhoua e Renfro. Ritmi altissimi fin dall’avvio, quasi difficile starvi dietro: Renfro, Moore e Alviti sono vivi e arrivano al ferro, ma così fa anche Ross, mettendosi in proprio o attivando Sissoko (8-6). Nella rumba entra anche Ramsey, ma sono Nkamhoua e di nuovo Moore a scrivere il primo vantaggio biancorosso (10-11 al 3’). Dura poco: in men che non si dica Trieste vola a +5, rimediato dalla tripla di Tazé Moore (16-14 al 5’). Sissoko domina sia davanti che dietro: Nkamhoua lo soffre ma ci pensa un’altra volta da 3 Moore a tenere lì la Openjobmetis, prima di un momento di confusione che - complici i ritmi dei padroni di casa - la schiacciata di Candussi certifica in un -6 (23-17). Nkamhoua la mette da fuori, Toscano-Anderson fa en plein dalla linea dei liberi, Librizzi sbaglia contro la zona e nessuno segna più. Al 10’ è 25-20.

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Trieste come un pezzo di passato che oggi "torna" meno di un tempo: sarà per le assenze in casa giuliana (in campo, tra gli ex, solo Colbey Ross: fuori Markel Brown e Davide Moretti. A bordo campo, come sempre, l'abbraccio a Michael Arcieri), sarà perché mai come ora Varese ha lo sguardo puntata verso il futuro.

Triesye come un pezzo di playoff, il primo dei sogni, quello immediato, forse anche quello più semplice, anche se tutto da conquistare sul campo. Se la Openjobmetis desidera ardentemente la post season non c'è occasione più funzionale di dimostrarlo, al cospetto di un'avversaria diretta che con una vittoria verrebbe agganciata e superata in virtù di un 2-0 nei confronti diretti e su un parquet difficilissimo (solo due sconfitte per la squadra di Francesco Taccetti in casa in tutto il campionato).

Non si segnalano assenze dell'ultima ora: nei ranghi anche Tazé Moore, che giovedì aveva saltato l'allenamento per una forte emicrania. Oggi è anche il compleanno di coach Ioannis Kastritis: vediamo se i suoi giocatori avranno la forza di fargli un regalo.

Il prepartita

Ioannis Kastritis sabato 4 aprile compirà 44 anni, ma non ha chiesto regali speciali ai suoi giocatori. Non è nel personaggio mettersi sotto i riflettori o aggiungere qualcosa di personale o di sentimentale al magistero della sua professione: per lui, la Trieste-Varese (palla a due ore 19) che si giocherà proprio quel giorno sarà una partita come un’altra.

O quasi.

Perché espugnando il palazzetto di Valmaura, impresa riuscita solo a Virtus e Venezia in questo campionato, la Openjobmetis il regalo non lo farebbe solo al coach, ma soprattutto a se stessa, alle sue ambizioni, a un ambiente che ha un fortissimo desiderio di tornare a guardare in alto.

E allora, a sintesi di una settimana in cui “l’indicibile” ha messo le basi per diventare realtà (leggi QUI e QUI) si torni a pensare al campo, ovvero ciò che in questo momento conta di più: «Sì sono circolate molte informazioni che onestamente possono far sentire molte persone, compresi noi, entusiasti - non si nasconde il coach davanti alla stampa nella conferenza post allenamento odierna al Campus - Cosa possiamo dire su questo? Noi siamo qui, dobbiamo giocare le nostre partite. Questo è il nostro dovere principale, il nostro compito principale. È su questo che siamo concentrati adesso. Ci interessa solo la prossima partita con Trieste. Sarà molto dura. Non penso che sia saggio o intelligente pensare ad altro». Esame di realtà intesi e superato.

Che poi, parquet e futuro, trovano una sintesi nel bisogno di vincere il più possibile da qui alla fine del campionato. In palio c’è l’Europa, viatico di tutto: «Ogni volta possiamo controllare quello che è nelle nostre mani - afferma l’allenatore greco - Stiamo arrivando alla fine di una stagione molto impegnativa per tutti noi. I nostri ragazzi hanno fatto del loro meglio per portare la squadra in una posizione in cui possiamo lottare per i nostri obiettivi e competere per questo. Quindi questa è l’unica cosa che dobbiamo fare e continueremo a farla. Dal momento in cui faremo il nostro lavoro, possiamo avere una stagione molto positiva e poi tutto il resto non sarà importante».

Tornando al match contro gli ex Brown, Ross, Moretti e Michael Arcieri: «Sarà una partita molto dura. Guardando la classifica possiamo tutti capire l’importanza di questa gara. Loro conoscono sicuramente l’importanza. Noi sappiamo quanto vogliamo continuare a essere in un buon momento. Quindi mi aspetto ancora una volta una battaglia dura. In ogni possesso i giocatori devono lottare per il possesso, per la palla. E come mi piace sempre dire, chi lo vuole di più vincerà la partita. Questo è quello che mi aspetto. Il fattore decisivo sarà il desiderio e il modo in cui affronteremo la partita».

L’ultima trasferta, Napoli, è un incubo da cancellare: «Ogni volta che siamo al livello che vogliamo, non abbiamo nulla da temere. E ogni volta che non siamo a quel livello, allora ci sono molte cose che possono essere difficili per noi. Questo è il nostro piano. Nessun dubbio. I ragazzi sanno cosa dobbiamo fare adesso. Sono molto concentrati. Sono molto ottimista che ci presenteremo nel modo giusto, con partite più complete e più consistenti».

Ci sarà Tazé Moore? Oggi la guardia americana non si è presentata all’allenamento, ma la ragione non è grave e non ci sono allarmi: «Sì, niente di grave, si spera - risponde a domanda diretta Kastritis - Spero che abbia avuto solo una forte emicrania. Quindi era meglio per lui restare a casa oggi e riposare. Ma speriamo che non sia nulla e che torni con noi domani. Se ci sarà sabato? Sì, penso di sì. È solo un’emicrania, mal di testa».


 

F. Gan.


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