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Gallarate | 14 febbraio 2026, 18:28

Remigrazione, Gallarate torna in piazza: “Sessantamila firme e quorum superato”

Il comitato “Remigrazione e Riconquista” rivendica il successo della petizione online e rilancia: «Servono misure strutturali contro l’immigrazione incontrollata». Al centro del dibattito sicurezza, stazione ferroviaria e futuro della città

Remigrazione, Gallarate torna in piazza: “Sessantamila firme e quorum superato”

«Sessantamila firme arrivate nelle prime ore e un quorum ampiamente superato». È con queste parole che il referente cittadino di “Remigrazione e RiconquistaGiorgio Rizzitano ha aperto il pomeriggio in piazza Libertà, dove è stato allestito un gazebo informativo per promuovere la proposta di legge sulla remigrazione.

Secondo gli organizzatori, il risultato della petizione online rappresenterebbe un segnale chiaro di consenso, maturato grazie a una partecipazione trasversale e, in particolare, all’adesione di molti giovani. In centro città, mentre a pochi metri un duo acustico accompagnava con note romantiche la giornata di San Valentino, i volontari dell’associazione distribuivano volantini e illustravano ai passanti i contenuti del programma.

Il Comitato Remigrazione e Riconquista nasce come iniziativa congiunta di quattro realtà – CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani – unite dall’obiettivo di tradurre in azione politica il principio della remigrazione e di contrastare quella che definiscono immigrazione incontrollata. Il programma si articola in dieci punti che spaziano dal controllo dei flussi migratori all’espulsione degli stranieri che commettono reati, dall’istituzione di un fondo nazionale per la remigrazione allo stop alle ONG impegnate nei soccorsi in mare, fino a misure per la natalità italiana e nuovi criteri di priorità per case popolari e asili nido.

Ma il cuore dell’intervento ha riguardato la sicurezza. «La risposta della piazza è stata positiva già nei mesi scorsi – ha dichiarato il referente –. Alla precedente manifestazione eravamo partiti in poche decine e ci siamo ritrovati in duecento». Un segnale, secondo il comitato, di un disagio diffuso che non riguarderebbe soltanto Gallarate ma l’intera Lombardia e, più in generale, l’Italia.

Particolare attenzione è stata riservata alle condizioni della stazione ferroviaria, indicata come uno dei punti più critici della città. «Ben vengano presidi della polizia locale e controlli – è stato sottolineato – ma non bastano interventi spot. Servono misure strutturali e una cornice legislativa che consenta di intervenire alla radice del problema».

Il tema della remigrazione a Gallarate non è nuovo. A maggio ricorrerà un anno dal convegno ospitato al Teatro Condominio Vittorio Gassman con l’autorizzazione del sindaco Andrea Cassani, evento che aveva suscitato ampie polemiche in Lombardia. E a novembre 2025 il comitato era tornato in piazza dopo i fatti di via Pegoraro.

Un confronto che resta acceso e che continua a dividere l’opinione pubblica cittadina, tra chi vede nella remigrazione una risposta necessaria e chi la considera una deriva ideologica incompatibile con i principi costituzionali.

Alice Mometti

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