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Hockey | 31 dicembre 2025, 00:09

Bastille, Bertin, Vanetti e Piroso non puoi concederli a questo Aosta (2-5). Eppure siamo alle final four. Alla faccia di chi irride il pubblico giallonero

Troppe e troppo pesanti le assenze contro la super prima linea aostana, ma il Varese ferito approda lo stesso a giocarsi la 30ª Coppa Italia. Inconcepibile e vergognoso il gesto finale dell'allenatore aostano arrivato sotto il pubblico varesino a mimare un gesto provocatorio. Sabato all'Acinque Ice Arena l'ultima di regular season con il Pergine: ci sono ancora in ballo secondo e terzo posto

Bastille, Bertin, Vanetti e Piroso non puoi concederli a questo Aosta (2-5). Eppure siamo alle final four. Alla faccia di chi irride il pubblico giallonero

Stasera e stanotte, ma anche domani, stateci al largo. Da 1 a 100, siamo incazzati 101.

Bisogna avere cuore, testa e cohones. Nella vittoria e nella sconfitta. E noi li abbiamo. L'hockey è spietato ma, solitamente, giusto. Vince il più forte. E così  è stato.

Quindi non serviva un genio per capire una banale verità. Questa.

Vanetti, Piroso, Bastille, Bertin: concedere 4 uomini così a questo Aosta ritrovato è troppo per tutti e lo è perfino per il Varese, che fa spesso delle assenze la benzina per tirare fuori il cuore giallonero, ma non sempre può bastare. Non basta contro un avversario alla quarta vittoria consecutiva che ha appena trovato una prima linea infernale - degna della squadra arrivata in finale un anno fa - come quella composta dal neo attaccante canadese Plouffe-Dubé e da Nimenko e Nardella (aggiungete Lysenko e Perla, e il gioco è fatto). Così ne esce fuori un 5-2 (prima del gol fondamentale di Ghiglione, il più importante del campionato, era 5-1, e 2-0 prima ancora di quello di Marcello Borghi) su cui c'è poco da dire. Nemmeno ci aggrappiamo a certe penalità e a taluni fischi arbitrali un po' così, come farebbe qualcun altro a risultato e parti invertite.

C'è però un'altra verità, che supera il risultato di stasera, le assenze e qualunque altra menata: i Mastini si qualificano alle final four di Coppa Italia a Milano (l'Aosta avrebbe dovuto vincere con 4 gol di scarto per ribaltare lo 0-3 dell'andata e sopravanzare il Varese, ancora a +3 e in nettissimo vantaggio per 18-5 nella differenza reti totale, in caso di arrivo a pari punti dopo l'ultima giornata in programma sabato) e lo fanno nonostante un ko meritato di fronte a una squadra che - se a sfidarsi sono gli organici di questa sera (Bastille e Bertin torneranno, e sarà già un'altra storia, ma agli infortuni e al peso di Vanetti e Piroso andava forse trovato un contrappeso per evitare che si rivelassero ancor più insostituibili di quanto già lo fossero)  - ha alcune individualità superiori per non spuntarla in questo momento. Eppure siamo a Milano e l'Aosta non lo è. Siamo a Milano e centriamo il primo traguardo stagionale. Siamo a giocarci la Coppa per il quarto anno consecutivo. Ci siamo, punto e basta. Ed è un traguardo che vale più di questa sconfitta. E diremo la nostra, c'è da scommetterlo.

Siamo incazzati perché il pubblico giallonero presente, numeroso e caldissimo, avrebbe meritato tutto tranne che un ko simile. E noi siamo sempre dalla parte della gente: se soffrono loro, soffriamo anche noi. Se si arrabbiano, lo facciamo con loro e per loro. Quindi se basta un 5-2 contro un Varese ferito e privo di uomini chiave (Bertin, silenziosamente, è il difensore più continuo e decisivo forse dell'intero campionato; Bastille è il numero uno dei marcatori) che, comunque, è alle finali di Coppa per andare a fine partita sotto al pubblico giallonero a mimare con le mani un gesto provocatorio ("Parlate, parlate..."), come ha fatto un aostano, significa non avere capito nulla dei Mastini, dell'hockey e della vita. Senza pubblico, non c'è partita. Se lo metta in testa chi non è riuscito a stare al suo posto e a fare il professionista dell'Aosta, sul ghiaccio e in panchina. La gente paga il biglietto e va rispettata. Soprattutto quando perde. Perché non siamo nel calcio: questo è hockey. Ce le diamo, ma alla fine stringiamo la mano agli avversari. Per chi non lo capisce, come l'allenatore Luca Giovinazzo, questa sarà solo una vittoria di Pirro. Come quelle di un anno fa.

Ps: sabato contro il lanciatissimo Pergine ci sono ancora in ballo secondo e terzo posto, attualmente in possesso di Appiano e Alleghe a pari punti a +1 sui Mastini con i Pirati avanti per il doppio vantaggio negli scontri diretti, l'ultimo vinto stasera, con le Civette.

Restano da onorare trent'anni di Federation Cup vinta nel gelo di Trencin il 30 dicembre 1995 grazie all'Armata di Paul Theriault. Noi lo facciamo con le parole di Paolo Del Grande e riproponendovi uno degli articoli più emozionanti che ci sia mai capitato di scrivere e, cioè, quello della trasferta che si rivelò un'epopea per gli unici due tifosi varesini presenti in Slovacchia.

Da trenta lunghi, lunghissimi anni, soltanto noi in Italia. Fino a questo preciso istante essere un Mastino, un giallonero, un varesino dell'hockey significa fregiarsi fieramente di questo prestigioso trofeo. Aver vinto la Federation Cup è quel qualcosa che dà lustro ad una squadra che ogni traguardo lo ha raggiunto con le proprie forze, senza la spinta di nessuno, costruendosi e ricostruendosi da zero. Quella formazione era una sorta di nazionale italiana, senza stranieri (solo oriundi) che penso avrebbe potuto battere chiunque in Europa, giocava a memoria, e sulla propria panca aveva un vero e proprio condottiero, senza paura e senza peli sulla lingua, Paul Theriault, il nostro "Sergente di Ferro".
Paolo Del Grande

Vivere per l'hockey: se c'è un significato per queste tre parole, lo trovate qui. Bastano l'incoscienza dei vent'anni, la passione di una vita per il Varese e l'amicizia per partire con la sciarpa della Gioventù Giallonera al collo, superare montagne di neve e dogane e percorrere mille chilometri su un Maggiolone per arrivare da Varese a Trencin, in Slovacchia, dove la Shimano scrisse il "miracle on ice" varesino, unica squadra italiana nella storia a imporsi in una coppa europea, la Federation Cup: è l'emozionante e romanzesca avventura mai raccontata degli unici due tifosi varesini al seguito dei gialloneri che abbatterono l'orso russo del Metallurg Magnitogorsk. Clicca QUI per leggere l'intervista completa
 
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Aosta-Varese 5-2 (2-1, 3-1, 0-0)
Reti: 7’27” Plouffe-Dubè (Lysenko) in sup. 1-0, 18’15” Oberholler (Nardella, Lysenko) in sup. 2-0, 19’35” M.Borghi (M.Mazzacane) 2-1; 21’03” Gesumaria (Nardella, Plouffe-Dubè) 3-1, 22’42 Nimenko (Plouffe-Dubè, Lysenko) 4-1, 31’34” Nardella (Plouffe-Dubè, Nimenko) 5-1, 34’41” Ghiglione (Tilaro, Makinen) in sup. 5-2.
Aosta: Perla (Montini); Lysenko, Sukhytskyi, Plouffe-Dubé, Nimenko, Nardella; Gesumaria, De Santi, Badoglio, Fraschetti, Minniti; Oberhoeller, Capra, Verza, Movchan, Helfer; Blanc, Lenta, Martello, Terranova. Coach: Luca Giovinazz.
Varese: F.Matonti (Pisarenko); Schina, Makinen, M.Borghi, M.Mazzacane, Terzago; Re, Erik Mazzacane, Perino, Ghiglione, Tilaro; F.Crivellari, M.Matonti, Peterson, Fornasetti, Venturi; Xamin, P.Borghi, A.Crivellari. Coach: Massimo Da Rin
Arbitri: Aleksandr Petrov, Willy Vinicio Volcan (Giorgio Brenna, Davide Picco)
Note - Tiri Ao 37, Va 37. Penalità Ao 18', Va 14'. Spettatori: 810 spettatori.

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La cronaca del match e i gol raccontati da Max Airoldi

Finisce 5 a 2 per Aosta, con alcune decisioni arbitrali che hanno probabilmente condizionato la gara dei Mastini, ma anche con qualche imprecisione di troppo nelle fila giallonere. Oltre a Vanetti e Piroso, assenti negli ospiti anche Bastille per squalifica e Bertin per impegni lavorativi. Filippo Matonti schierato tra i pali e quattro linee di attacco a disposizione.

Mastini un pochino timidi nell’approccio ma presenti ad occupare bene le zone della pista. Una penalità inflitta a Tilaro spalanca l’occasione del vantaggio ai padroni di casa che passano in vantaggio con un’azione solitaria di Plouffe che batte con un tiro secco Filippo Matonti a mezz'altezza. Varese alza ritmo e baricentro: Perla è bravissimo a deviare la conclusione di Tilaro a botta sicura e poco dopo a inchiodare a terra il disco dopo una conclusione di Marcello Borghi. Ci provano anche Ghiglione e Terzago, senza fortuna.

Il collega varesino non si fa certo attendere: la botta di Lysenko è bloccata con grande sicurezza e poi ancora il portiere giallonero spegne un tentativo in mischia degli attaccanti aostani.

Una penalità molto dubbia e al tempo stesso molto generosa, costringe Marco Matonti in penalty box e qui l’Aosta raddoppia, ancora con l’uomo in più tra le proteste.

Prima della sirena, Michael Mazzacane disegna un assist meraviglioso per Marcello Borghi, il quale scarica in rete il disco che dimezza lo svantaggio.

L’inizio del secondo drittel è determinante per l’andamento del match. Passa subito la formazione di casa anche se nell’occasione del gol di Gesumaria pesa come un macigno un mancato fischio arbitrale per trattenuta del bastone che ha impedito al giocatore varesino di intervenire sul disco. Trascorrono pochi istanti e l’Aosta confeziona perfettamente il poker con Nymenko.

Varese prova una reazione, avendo anche alcune opportunità di uomo in più. In realtà è Nardella che approfitta di un pasticcio “sfortunato” di Xamin per infilare la quinta marcatura appena dopo metà gara.

Dopo alcune decisioni arbitrali che scontentano, i Mastini si trovano ancora con l’uomo in più e questa volta è Ghiglione che timbra un siluro vincente dopo una bella apertura di Makinen. I gialloneri ci riprovano ma sulla staffilata di Makinen Perla è sicuro e lo stesso portiere si ripete poco dopo su Re e Perino. Prima della fine del periodo i Mastini reggono tre minuti di inferiorità.

Il terzo tempo non ha particolari sussulti, nonostante i Mastini abbiano diversi minuti di superiorità numerica mal sfruttata.

A parte il time-out chiamato da Aosta a 15” dalla fine sul punteggio di 5 a 2 che ha suscitato ilarità sugli spalti e un bruttissimo colpo al volto di Terzago rifilato da Plouffe, altro non c’è da segnalare.

Per Varese il prossimo impegno sarà sabato sera alle 19 contro il Pergine.

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PENULTIMA DI REGULAR SEASON
Pergine-Bressanone 6-1, Aosta-Varese 5-2, Appiano-Alleghe 3-2, Dobbiaco-Fassa 2-3, Caldaro-Valpellice 6-1, Feltre-Fiemme 7-1 (978 spettatori).

FINAL FOUR COPPA ITALIA - Milano Santagiulia Ice Hockey Arena
Semifinali - In base alla classifica attuale
Venerdì 9 gennaio, ore 20: Caldaro- Varese
Sabato 10, ore 11: Appiano-Alleghe
Finale
Domenica 11, ore 15.30: clicca QUI per le info e QUI per i biglietti da 2 a 12 euro

CLASSIFICA (prime 4 alle final four di Coppa; prime 6 al Master Round; ultime 5 al Qualification Round)
Caldaro 52. Appiano, Alleghe 40. Varese 39. Aosta 36. Pergine, Fassa 31. Valpellice 30. Bressanone 23. Feltre 21. Fiemme 20. Dobbiaco 15.

ULTIMA DI REGULAR SEASON
Sabato 3 gennaio: Fassa-Aosta (venerdì 2, 20.45), Bressanone-Appiano (18), Varese-Pergine (19), Alleghe-Caldaro (20.30), Fiemme-Dobbiaco (20.30), Valpellice-Feltre (20.30).

Andrea Confalonieri


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