«Gara 3 è quella che nella stragrande maggioranza dei casi indirizza la serie verso il vincitore, perché se si arriva a gara 5 il fattore pista quasi sempre è rispettato»: parole di un vecchio appassionato di hockey che ne ha viste tante, o forse tutte, ma che sia vero o non vero è indubbio che i Mastini stasera contro l'Alleghe (20.30, Acinque Ice Arena) si giochino un pezzo di stagione e di vita. E non dovranno giocarselo da soli.
L'altra sera ad Alleghe il destino, o forse il diavolo, ci ha messo lo zampino: oltre a Bastille, tolto di mezzo da un micidiale virus intestinale quando era già in prima linea, anche Buono, pur scendendo in pista, ha giocato svuotato e menomato a causa dello stesso problema, e noi non dimentichiamo neppure l'assenza di Erik Mazzacane - spesso sottovalutato, ma uomo da battaglia come pochi altri - dovendo invece scordarci Pisarenko, su cui non possiamo e non potremo forse più far nulla a causa del problema al collaterale accusato in gara 1, così come accade purtroppo con Vanetti e Piroso.
Stasera Bastille e Buono ci saranno, nonostante tutto, ed è il primo punto da cui partire. Il secondo è quello spirito con cui era stata affrontata la prima partita delle serie dalla squadra di Matikainen, aggressiva al limite della cattiveria (cattiveria significa cariche, contrasti e senso di sfida tosto, al limite, comunque positivo): non abbiamo dubbi che verrà recuperato. Il terzo è Pippo Matonti: davanti alla gabbia, dietro le balaustre, sugli spalti ci siete tutti voi e ci siamo tutti noi a parare con lui. Noi che vorremmo dire questo al numero 95 giallonero: non sei solo, sei il nostro portiere, giocheremo per te. E puoi fare la differenza, insieme a noi. Ricordando queste parole che scrivemmo, e che è giusto ricordare oggi, al momento della sua conferma, ribadite dopo il 3-0 all'Aosta del 13 novembre grazie anche a una sua grande partita. Perché, pur scivendo sempre ciò che vediamo e sappiamo, non saremo mai traditori della nostra fede e degli uomini che la incarnano:
«È riuscito con naturalezza e spensieratezza in un'impresa ben maggiore delle undici vittorie consecutive giallonere della scorsa stagione in cui è stato protagonista (6 successi con lui, 5 con Perla), o delle sue più belle partite in stagione regolare (due vittorie con il Caldaro e una ad Appiano): Pippo è entrato nel cuore di tutti, risultato non così semplice come potrebbe sembrare (non ci sono riusciti tutti gli ultimi arrivati degli ultimi due anni perché per farcela serve essere veri, giocare per gli altri prima che per sè, farsi amare dai senatori, fermarsi in pista con i bimbetti che giocano a hockey nelle giovanili, e serve il piacere di incontrare i tifosi, dal primo all'ultimo, in qualunque momento e circostanza), ed è già il portiere dei Mastini per tutti.
Filippo Matonti, diciott'anni il 5 agosto, è destinato ad essere il nostro portiere da quando è rientrato in panchina dopo il settimo gol preso nella tragica semifinale di Coppa Italia con il Caldaro ed essere stato mandato allo sbaraglio... quelle lacrime, quel ritorno a testa bassa dalla gabbia alla panca, quella sofferenza sono state le nostre lacrime, la nostra sconfitta e la nostra sofferenza più grandi e ci hanno unito allora e per sempre a Pippo. Nessuno a oggi merita nel prossimo campionato più di lui la porta giallonera, lui che anche in questi giorni si allena in palestra, lui che - come il fratello Marco - sembra varesino da sempre per quella complicità e quella genuinità nei rapporti umani, per quella semplicità, per quella normalità, per quella felicità di voler essere solo e soltanto a Varese e al Varese. Per quella voglia di divertirsi insieme a noi che è l'obiettivo della prossima stagione.
Filippo Matonti è forte, è coraggioso, è in rampa di lancio, è uno di noi, è puro ed è riuscito a costringere tutti i suoi compagni a gettarsi nel fuoco per lui (non sarà mica facile in uno spogliatoio di uomini forti e altrettanto veri come quello giallonero). Non c'è altro da aggiungere per considerarlo non "un" portiere del Varese, ma "il" portiere del Varese».
L'Alleghe ha ritrovato proprio ora la quadra che l'aveva eletta prima avversaria del Caldaro con quella prima linea micidiale - Iori-Huhtela-De Toni - e anche con Isiguzo e Alessio, sempre capaci di far male e nel passato di far soffrire parecchio i Mastini, ma noi siamo noi e abbiamo il nostro orgoglio da Mastini.
Noi non ci facciamo "irridere" da un quinto gol a porta vuota, non sorridiamo per nulla quando viene scritto che la trasferta di Varese di questa sera sarà "simpatica" e se cadiamo e ci feriamo, come accaduto l'altra sera all'Alvise De Toni, avremo sempre qualcuno che, dalla nostra panchina o da quella avversaria, ci rialzerà e, in caso di ferita, ci aiuterà dandoci qualche punto di sutura per poter continuare a battagliare con noi o contro di noi. Noi siamo fatti così, questa notte e fino all'alba.
Playoff, quarti di finale al meglio delle cinque gare
Gara 3, giovedì 5 marzo, 20.30
Aosta-Fassa (ore 20, serie 2-0), Appiano-Pergine (ore 20, serie 0-2), Caldaro-Feltre (serie 2-0), Varese-Alleghe (serie 1-1)
Gara 4: sabato 7 marzo, Alleghe-Varese (20.30)
Eventuale gara 5: martedì 10 marzo ad Aosta, Appiano, Caldaro e Varese
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Semifinali al meglio delle cinque gare dal 14 al 24 marzo tra le vincenti di Caldaro-Feltre e Appiano-Pergine da una parte del tabellone e tra chi la spunterà tra Aosta-Fassa e Varese-Alleghe dall'altra.
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.
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Hockey | 05 marzo 2026, 08:50
Rabbia e orgoglio: è un giorno da Mastini. Fino a notte e, se serve, fino all'alba
Stasera alle 20.30 gara 3 dei quarti all'Acinque Ice Arena contro l'Alleghe dopo troppe ferite e "sgambetti" per non essere uniti fino alla fine: da Bastille e Buono spazzati via o debilitati in gara 2 a quelle fasi finali convulse e poco "simpatiche". È il momento della verità: quello in cui è bello dire, come abbiamo sempre fatto, che Pippo Matonti è il nostro portiere, ed è anche qualcosa in più
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