Dal fondi del Pnrr, come sappiamo oltre 100 milioni di euro, al Piano di governo del territorio che disegnerà la città del futuro: come si legano, quali settori toccano e come trasformeranno ancora Varese? Se ne è parlato in commissione urbanistica, dove sono intervenuti il sindaco Davide Galimberti e l'assessore Andrea Civati.
Nb: partiamo dal fondo, visto che la domanda è da titolo e ognuno può dare la sua risposta, quando Galimberti ha chiesto al consigliere Eugenio De Amici: «Pensate se la città di Varese non avesse ottenuto i fondi del Pnrr e tutte le altre risorse che ha ottenuto non perché siamo belli e bravi, ma perché abbiamo candidato uno specifico progetto o intervento per risolvere una problematica o per una rigenerazione. Senza questa iniziativa di pensiero, senza costanza e senza tecnica progettuale e amministrativa come sarebbe ora Varese? Dove sono le risorse per fare le cose, anche quelle correnti? La speranza è che ora l'Europa le destini direttamente ai Comuni».
Galimberti: «Cronoprogramma rispettato per tutte le opere»
«Non farò l'elenco di tutte le opere realizzate con il Pnrr - le parole del primo cittadino - però d'intesa con Civati mi soffermo sugli interventi più significativi che hanno effetti sullo sviluppo della città e quindi su ex Macello, Polo scolastico e sportivo di San Fermo, Villa Baragiola, gli interventi in ambito scolastico e lo studentato di Biumo, parzialmente finanziato dal Pnrr. Premetto che tutti gli interventi rispettano il cronoprogramma stabilito e, quindi, le tempistiche date dall'Unione Europea».
L'ex Macello: «Si discuteva di bonifica da decenni. Ora c'è e rigenera questa parte di città»
«Dal 2016 abbiamo sostenuto un'opera di rigenerazione pubblica, dalle stazioni in avanti, innescando una rigenerazione di carattere privato. Parto da un vecchio slogan che sosteneva "la rigenerazione di un'area dismessa all'anno": saremmo dovuti arrivare a 9, appunto una all'anno, ma siamo già a 20. Gli interventi di valenza pubblica rigenerano parti di città a consumo di suolo zero, come emerge dai rapporti della Vas (la Valutazione Ambientale Strategica). Prendiamo il Macello: sono iniziate le bonifiche - attraverso un intervento pubblico - di cui si discute in città da decenni: senza quelle, si sarebbe indebolita o bloccata qualunque rigenerazione, per esempio quella di via Bainsizza e del comparto fino alla stazione Fs. Il recupero degli edifici di Biumo permette l'aumento dell'offerta abitativa della città con una parte di essa destinata a studenti e un'altra a edilizia residenziale privata: tutto questo porta a una crescita e anche a una maggior sicurezza del quartiere (gli edifici non sono più abbandonati) e anche del patrimonio storico come quello di casa Frasconi».
San Fermo e «la scelta politica di dare priorità ad asili, scuole e mense»
«San Fermo è un intervento significativo per l'investimento economico, tra rigenerazione di scuole e asili e comparto sportivo, dove c'è un partenariato pubblico-privato: interessa tutta la fascia di età da 0 a 15 anni con possibilità di accordi che possono riguardare anche gli studenti dell'università. Noi puntiamo a rigenerare anche la parte abitativa perché gli edifici di edilizia pubblica, in sinergia con Aler, necessitano di questo. Asili rigenerati, mense allargate, oltreché scuole innovative: abbiamo voluto per scelta politica investire in questi ambiti. Prendiamo il nuovo asilo delle Costellazioni: ha attivato percorsi educativi per i bambini e altri per i genitori ma anche per i nonni, con nuovi spazi per le attività della famiglia, oltre al potenziamento dei servizi legati all'infanzia. La misura degli asili nido gratis è un chiaro messaggio della nostra filosofia. Sono stati scelti questi luoghi prima di altri per dare spinta all'offerta educativa, didattica e formativa. Aggiungo che il finanziamento del Pnrr in questo ambito è molto limitato».
«Villa Baragiola volano per il quartiere e anche per il comparto sportivo»
«Stiamo recuperando un edificio storico vincolato che connette parco, quartiere di Masnago e castello ma ha alle spalle un comparto sportivo come quello di stadio e palazzetto, che rientra negli ambiti strategici pubblici della città indicati negli atti della Vas e può avere uno sviluppo proprio con il recupero di un edificio nel cuore di Masnago come Villa Baragiola. Quest'ultimo è un volano e un valore aggiunto per l'attuazione della rigenerazione del comparto sportivo».
«L'ambiente è un faro. Sei milioni per il dissesto idrogeologico»
«La riqualificazione con questi interventi, dalle stazioni a San Fermo, da Biumo a Villa Baragiola, genera come conseguenza interventi privati. L'ambiente è un faro: abbiamo investito con il Pnrr oltre 6 milioni contro il dissesto idrogeologico - la conclusione di Galimberti - L'auspicio è che nella programmazione europea sulla destinazione dei finanziamenti legati all'abitare ci sia un'assegnazione diretta ai Comuni di queste risorse perché, ottenuti i fondi, parte degli interventi possano generare un'iniziativa non solo privata, ma anche pubblica».
L'assessore Andrea Civati e le cinque città
«Pnrr e piano di governo del territorio potrebbero viaggiare su binari diversi, ma in realtà sono ambiti legati per avere una visione urbanistica integrata - ha detto l'assessore a Rigenerazione Urbana, Mobilità e Infrastrutture Andrea Civati - Le cinque visioni che hanno ispirato i progettisti e l'amministrazione nella redazione delle prime linee del Pgt sono le "cinque" città che immaginiamo da 10 anni tramite bandi e Pnrr. Parliamo dunque di ambiente, mobilità, ambito sociale ed educativo, sport e, infine, di turismo-cultura-commercio».
Ambiente e filosofia: «Non abbiamo costruito nulla di nuovo, ma recuperato ciò che c'era»
«Il tema ambientale è il più forte ed è sviluppato nell'idea di Pgt in modo ancora più coraggioso. L'ambiente è declinato non solo all'azzeramento del consumo di suolo, cioè l'eliminazione della possibilità di nuove costruzioni su suolo non edificato, ma anche alla concentrazione di tutte le attenzioni sulla rigenerazione e attivazione del tessuto esistente. Sono indicate incentivazioni e regole che aiuteranno la città nella riattivazione del tessuto costruito. Non è una città che si ferma perché non costruisce su suolo libero, ma è il contrario: si sviluppa su una altro tipo di tessuto, e cioè quello costruito, dismesso o fatiscente».
«Ci siamo concentrati su immobili pubblici non utilizzati o sotto utilizzati - ha spiegato ancor meglio Civati - come Villa Baragiola, Macello Civico, studentato di Biumo, Casa Frasconi, abbandonata da 40 anni, che invece riattiviamo e utilizziamo. Non abbiamo costruito nulla di nuovo, ma recuperato ciò che c'era».
«L'ambiente viene declinato in maniera innovativa nel Pgt, dove si guarda ad ecosistemi biologici e naturalistici: abbiamo elaborato un indice urbanistico che misura la qualità ambientale che ciascun intervento dovrà raggiungere. Misuriamo cioè quello che viene realizzato a livello ambientale. Prendiamo il progetto stazioni: abbiamo deimpermeabilizzato la zona. In piazzale Trieste c'era una distesa di cemento, per non parlare del piazzale FS. Altro esempio: a Villa Baragiola si prevede un arricchimento del parco. E l'operazione all'ex Macello aumenta la qualità ambientale di tutta la zona».
La città in 15 minuti
«Abbiamo investito nella mobilità elettrica, nei nuovi marciapiedi e nelle nuove piazze seguendo questo criterio: i servizi si avvicinano ai cittadini, e non viceversa, per rendere lo spostamento più breve e veloce. Così a Villa Baragiola insediamo abitazioni, servizi ambulatoriali per la medicina di base e servizi culturali: questo significa avvicinare i servizi ai cittadini».
La città del sociale
«Non ci concentriamo solo sulla forma della città ma sull'arricchimento delle relazioni, aiutando gli assistenti sociali, i servizi sociali ed educativi e la rete delle associazioni perché possano stare a Varese più facilmente. Nel nuovo Pgt sosteniamo coloro che insediano servizi educativi, sociali e relazionali oltreché abitativi».
La città dello sport
«C'è la palestra di arrampicata, ma anche una maggiore vivibilità dei parchi cittadini anche a fini sportivi più ludici. C'è una città che fa dei suoi sport cosiddetti minori la sua ricchezza perché generano attrattività, dal canottaggio al ciclismo e all'arrampicata, ma nel Pgt supportiamo l'attività sportiva anche ludica, per esempio la riscoperta di sentieri e percorsi urbani».
Turismo, lavoro, cultura, commercio
«La quinta città proposta nel nuovo piano di governo del territorio è un luogo della cultura non solo in centro, con teatro e musei, ma capace di diffondere in periferia i servizi culturali più importanti (Villa Baragiola ospiterà un museo molto importante), con luoghi e spazi bibliotecari rionali e un polo culturale aperto al quartiere a San Fermo. Se Varese è più attrattiva dal punto di vista culturale e sportivo, lo è anche dal punto di vista turistico. Poi c'è il tema del commercio, attaccato da nuove modalità di acquisto: i nuovi interventi, da Villa Baragiola al Polo scolastico e sportivo di San Fermo, portano maggiore movimento e rivitalizzano i negozi di vicinato non utilizzati, così a Biumo Inferiore. Dove investiamo in scuole, studentato, cultura e sport tornano a vivere anche le attività commerciali».
La spesa corrente
«Il Pnrr non sostituisce la spesa corrente - ha concluso Civati rispondendo a una domanda del consigliere De Amici - Il Pgt può costruire una città più dinamica e attrattiva con mobilitazione di risorse da utilizzare anche per spese manutentive».
Riflessioni-spunti dei consiglieri in pillole
Luca Paris: «Tra pochi giorni è la festa degli alberi, una ricchezza che va difesa e coltivata. Rilancio la formula del 3-30-300 di Zanzi: 3 alberi visibili da ogni finestra, il 30% di superficie alberata per ogni quartiere e 300 metri di distanza di una casa da ogni parco».
Eugenio De Amici: «Avete finanziato grandi progetti, ma la città chiede di ripartire dal basso. Da sei mesi non si risolve la situazione dell'allagamento di via Bainsizza. Sono tutti progetti interessanti, ma da parte dell'amministrazione mi aspettavo più autocritica e più ascolto sui problemi concreti della città. Faccio solo piccoli esempi: la scuola Felicita Morandi, da cui è passato ogni varesino, ha una scritta devastata, le bandiere fuori dalle altre scuole sono stracci. Vi chiedo di non calare dall'alto il Pgt come avete calato i progetti da voi sostenuti. Il sociale? Girate per Biumo e vedrete quanto è degradata, e non parlo solo per degli extracomunitari».
Franco Formato: «La città in 15 minuti? Io penso alle piste ciclabili e al fatto che entrano in conflitto con il traffico veicolare e la viabilità urbana e, in più, vengono percorse solo dai rider e da pochissimi ciclisti. Inoltre, ho sentito parlare poco delle castellanze in questo Pgt: dove sono nelle cinque città?».
Maria Paola Cocchiere: «Leggere una città nell'ottica della tutela dell'ambiente è una bella e grande sfida».
Mimmo Esposito: «A proposito del Pgt, gli operatori del settore mi dicono: "Non veniamo più a costruire a Varese". Motivazione: uffici intasati, troppe lungaggini e cavilli».
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Varese dalla vetrina
Varese | 19 novembre 2025, 21:36
Galimberti: «Senza i 100 milioni del Pnrr e le risorse ottenute, che Varese avremmo oggi?». Civati: «Anche nel Pgt sviluppo a zero consumo di suolo. Riattiviamo e rigeneriamo l'esistente»
La Varese di oggi e domani, tra Pnrr e Pgt: in commissione Urbanistica si è parlato dei lavori sulle grandi opere grazie ai fondi ottenuti dall'Europa o in altro modo e sulla filosofia che guiderà il nuovo Piano di governo del territorio. Il sindaco: «Dall'ex Macello alle stazioni, da San Fermo e a Villa Baragiola... dal 2016 abbiamo sostenuto una rigenerazione pubblica (dovevano essere una all'anno, siamo già a 20), innescandone una di carattere privato». L'assessore Civati: «Non è una città che si ferma perché non costruisce su suolo libero, ma è il contrario: si sviluppa su un altro tipo di tessuto, e cioè quello costruito, dismesso o fatiscente. Che riattiviamo generando un circolo virtuoso. Non abbiamo costruito nulla di nuovo, ma recuperato ciò che c'era»

La commissione urbanistica riunita stasera per parlare della Varese di oggi e di domani, tra Pnrr e grandi opere e Pgt















