/ Varese

Varese | 03 marzo 2026, 14:22

Lo spirito dei varesini “riposa” al Valico Pizzelle e alle Tre Croci, tassa permettendo…

I due, iconici, luoghi montani del nostro territorio sono da tempo i prescelti da coloro che nel Comune di Varese dispongono la dispersione delle ceneri: si tratta di una consuetudine dettata anche dalle regole in vigore che ora, però, potrebbe cambiare in virtù di un’imposta

Lo spirito dei varesini “riposa” al Valico Pizzelle e alle Tre Croci, tassa permettendo…

Il Valico delle Pizzelle non è solo uno dei punti panoramici e naturalistici più belli della provincia di Varese. E nemmeno le Tre Croci del Campo dei Fiori, monumento tra i più frequentati dagli escursionisti e dai devoti del nostro territorio, lo sono.

I citati da un po’ di tempo a questa parte rappresentano anche i luoghi prescelti dai varesini che dispongono, per il proprio fine vita, di far dispendere le proprie ceneri in natura all’interno del perimetro del Comune di Varese. Si tratta di una curiosità poco conosciuta, nascente - oltre che da preferenze spirituali - da alcune ragioni pratiche con cui è necessario fare i conti.

Tutto parte dalla cremazione, pratica funeraria che a Varese, almeno secondo i dati forniti dagli addetti delle onoranze funebri locali, ha ormai raggiunto il 70-80% dei casi. C’è una legge da rispettare in merito, è la 130 del 2001 (più successive integrazioni e modificazioni), la quale disciplina la dispersione delle ceneri in natura come alternativa alla tumulazione in cimitero, all’affidamento delle stesse al domicilio di un parente o alla dispersione in luoghi ben definiti (a Varese, allo scopo, c’è il “Giardino delle rimembranze” presso il Cimitero di Belforte).

In base a tale provvedimento legislativo la dispersione in natura deve avvenire lontano dai centri abitati e lontano almeno 200 metri da edifici e zone private (salvo consenso del proprietario). Allo stesso modo è vietata in corsi d’acqua potabili mentre è invece consentita in mari, laghi e fiumi ma solo a 100 metri delle rive e in assenza di natanti o bagnanti.

Importante anche la parte autorizzativa del procedimento: la dispersione delle ceneri deve risultare da un atto scritto espressione della volontà del defunto, oppure, in mancanza di esso, da dichiarazione concorde dei suoi familiari più prossimi. E, in ogni caso, deve essere autorizzata dal Comune (sia quello di appartenenza del defunto che quello di dispersione, se non coincidono).

È da questi vincoli che a Varese è nata la “consuetudine” di scegliere i due siti montani come punto di dispersione, due “luoghi di nessuno” che rispettano distanze, divieti e restrizioni.

C’è un però: vista la frequenza delle richieste (si consideri, sempre secondo i dati degli addetti ai lavori varesini, che il 20-30% di coloro che optano per la cremazione chiedono oggi anche la dispersione in natura…), Palazzo Estense avrebbe recentemente imposto una tassa di 50 euro per la dispersione in natura sul suolo comunale.

L’imposta cambierà la tendenza, considerato che altri Comuni limitrofi non prevedono la medesima imposta?

F. Gan. - A.C.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore