Da Comabbio a Roma la sella ad una bici. Tanti chilometri per la causa palestinese. Si è concluso, ieri, sabato 20 settembre il tour del ciclista Stefano Pozzi: partito da Comabbio (leggi QUI) ha attraversato le Langhe e le Alpi liguri, scendendo successivamente verso la costa ligure e percorrendo la Riviera di Levante. Toscana, Pisa, Volterra, Siena sino all’ultima tappa a Roma. All’arrivo ad attenderlo era presente la moglie Leti: «Voglio ringraziarla tantissimo per essere venuta ad accogliermi a Roma e per il sostegno che mi ha dato assieme alle mie figlie Linda e Matilda».
Com’è andata il viaggio?
Benissimo! Sono arrivato a sabato a Roma. È stato un viaggio davvero bello, ho trovato molto calore nelle persone. In tanti vedevano la bandierina della Palestina attaccata alla mia bici e la maglietta con scritto Pace e quindi mi suonavano in segno di supporto. Ho incontrato anche diversi personaggi simpatici: un signore a Roma, ad esempio, per supportare il mio percorso mi ha offerto la colazione. In Toscana, sui colli, un altro mi ha chiesto se avessi una bandierina della Palestina in quanto sposava la causa e glie ne ho regalata una. Mi ha offerto l’acqua fresca. È stato un viaggio molto bello proprio dal punto di vista umano. Mi è capitato di pedalare con quattro o cinque persone a Viareggio, un ragazzo sulle colline toscane… molti mi sono stati a fianco per qualche chilometro. Davvero emozionante.
E' riuscito a raccogliere fondi per la causa?
Ho raccolto tremila euro. Non sono moltissimi, ma sicuramente possono aiutare. Per me è molto più importante riuscire a lanciare il messaggio: vorrei che lo Stato italiano prendesse una posizione. Vorrei riuscire a smuovere le cose anche nel mio piccolo. Sicuramente il 22 prenderò parte allo sciopero generale a cui aderirò come medico veterinario. Bisogna fare qualcosa. La disperazione che vedo in continuazione in Palestina è davvero forte. I governi fanno finta di niente, tranne la Spagna che ha preso una posizione importante, mentre gli Stati Uniti sono collusi con lo stato israeliano. Si sta facendo una cosa orribile. È scandaloso il tacere del nostro governo, non si può essere sudditi degli Stati Uniti. Per me è fondamentale questo messaggio. Non posso pensare di vivere in uno Stato silenzioso. Vorrei vivere in Spagna che ha preso una posizione forte. Tutto ciò è inumano.
Qual è il messaggio che intende lanciare?
Molti si chiederanno, a prescindere dallo scopo di quest’anno, ma perché lo fai. Perché mi fa felice. stare con sé stessi nella fatica nel sentire e gestire i limiti del tuo corpo ti fa sentire più profondamente tutto ed impari a conoscere meglio i tuoi punti di forza ed i tuoi limiti. Per me in alcuni punti del percorso nel silenzio ascoltando il proprio corpo e la fatica il tutto si trasforma in una forma di meditazione la mente si svuota del quotidiano e viaggia in pensieri e riflessioni che non avrei mai fatto. Oggi è difficile stare in silenzio ad ascoltarsi a prendersi del tempo per sè stessi. Oggi quando siamo soli e non abbiamo nulla da fare telefonino in mano e ci annulliamo. Questa è la mia risposta!
Chiunque avesse il piacere di partecipare alla donazione, può comunque farlo ancora attraverso questo link: Per i Bambini della Palestina | Rete del Dono






























