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Calcio | 21 settembre 2025, 14:57

Silvano Martina e il Varese, che anni: «Ricky Sogliano mi cedette per un cavallo. Fascetti disse: "Qui hai uno che ti prega per vestire il biancorosso e fai il figo. Ma vaffa..."»

L'ex portiere di Genoa e Toro ricorda alla Gazzetta aneddoti leggendari: «Restai sotto il Sacro Monte e fu incredibile... Da piccolo a Sarajevo andavo a scuola in mutande, a petto nudo con solo la cartella sulle spalle. Mi arrangiavo consegnando pane e spalando neve per 200 lire. Poi papà disse: "Andiamo in Italia, tanto peggio di così..."»

L'intervista a Silvano Martina sulla Gazzetta

L'intervista a Silvano Martina sulla Gazzetta

«Non ero presente alla trattativa, ma Riccardo Sogliano mi aveva ceduto dal Varese al Sant’Angelo Lodigiano in cambio di un cavallo. Poi però rimasi e feci una stagione incredibile»: nell'intervista odierna alla Gazzetta dell'ex portiere biancorosso e veterano dei procuratori Silvano Martina viene ricordato un aneddoto leggendario, che a Varese era stato già svelato da Giancarlo Pigionatti e Natale Cogliati, grandi e veri giornalisti sulle pagine di una mitica Prealpina.

Martina, ex portiere di Genoa e Toro protagonista di una vita da romanzo («Mio papà friulano, mia mamma bosniaca. Nel ’65 non ce la passavamo bene a Sarajevo e mio padre scherzando disse a mia madre: "Andiamo in Italia, tanto peggio di così…". Erano tempi di miseria assoluta: andavo a scuola in mutande, a petto nudo con solo la cartella sulle spalle. Mi arrangiavo consegnando pane e spalando neve per 200 lire»), giocò in biancorosso nel 1975/76, anno successivo alla retrocessione dell'ultimo dei sette campionati di serie A a cui partecipò il Varese (quarto posto in B con ritorno in A sfiorato per un punto), e poi nel '79/'80 con Fascetti allenatore.

Anche in questo caso, Silvano ricorda alla Rosea e a Gregorio Spigno un episodio di un calcio e uomini inimitabili: «Nel ’78 ero del Genoa: sapevo che sarei andato all’Atalanta, ma una mattina leggendo la Gazzetta scopro che era fatta proprio con il Varese. Io non ci volevo andare. Corro subito in sede per protestare, ma Fascetti (allenatore del Varese, ndr) mi chiede un appuntamento. "Mister, se devo andare in C vado dove mi danno più soldi". La sua risposta? "Ma vaffa.., hai qui uno che ti prega e fai il figo dopo aver scaldato panchine di mezza Italia". Schizzai in piedi e gli diedi la mano». Risultato: serie C vinta davanti al Rimini, appena 21 gol subiti in 34 partite e ritorno trionfale del Varese in B.

A.C.


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