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Basket | 04 giugno 2025, 16:09

Varese, lavori in corso. Kastritis, Sogolow e Horowitz parlano di mercato e futuro

Un incontro con la stampa a bocce ferme e con lo sguardo proiettato verso la prossima stagione. Le notizie? Per ora poche, estensione di Librizzi a parte. Arriva però la conferma che i prossimi stranieri saranno tutti nuovi, che il "quinto italiano" (se anche Alviti e Assui rimarranno) sarà un lungo, che si farà il 5+5 e che Bortolani è poco più di un semplice sogno...

Coach Giannis Kastritis con i general manager Zach Sogolow e Maks Horowitz

Coach Giannis Kastritis con i general manager Zach Sogolow e Maks Horowitz

Un incontro con la stampa a bocce ferme e con lo sguardo proiettato verso la prossima stagione. Coach Ioannis Kastritis con i due general manager Zach Sogolow e Maksim Horowitz hanno risposto oggi alle domande riguardanti mercato, costruzione del roster, idee di gioco per la prossima stagione, coppe europee e rinnovi.  

Le notizie? Poche per il momento. Tra esse la quasi conferma di Librizzi (in realtà ormai certa), l'attesa per Alviti e Assui, il 5+5,  l'eventuale ricerca di un cambio del lungo italiano, gli stranieri che saranno tutti nuovi, la volontà di fare le coppe (ma anche di trovare uno sponsor per farle), la porta non chiusa per Gray e Harris (ma solo sulla carta) e lo sgonfiamento della questione Bortolani...

Sullo staff di coach Kastritis l’anno prossimo: «Coach Legovich non ci sarà più e a lui auguriamo il meglio. Ci stiamo pensando sul sostituto, abbiamo avuto molti dialoghi con candidati e prenderemo presto la decisione. Matteo Jemoli è certamente un’opzione».

Su quando inizierà a lavorare la squadra: «Abbiamo parlato tutti insieme e abbiamo deciso che inizieremo il 18 agosto la preparazione. Sulle amichevoli, più o meno, sappiamo le date. Andremo anche alcuni giorni a Gressoney come la squadra ha fatto gli anni scorsi».

Sul mercato a oggi: «Stiamo facendo un grande lavoro con i gm e tutto lo staff, esplorando il mercato e sapendo cosa cerchiamo: l’obiettivo ora è creare una short list, non c’è ancora nulla di ufficiale. Stiamo lavorando sia sugli italiani che sugli stranieri e dobbiamo innanzitutto capire la situazione di Alviti e Eli, mentre sappiamo già che Librizzi rimarrà. Ma sapremo cosa fare nel caso di ogni scenario».

Sul rinnovo di Librizzi: «Non è ancora ora dell’annuncio, ma siamo vicini. Con il suo agente stiamo facendo un lavoro costante, e Libro ha sempre avuto in testa la città, la squadra e i tifosi. Appena il rinnovo sarà ufficiale lo annunceremo».

Sulla permanenza di Alviti: «Lo rivogliamo con noi e questa è un’opzione anche per lui. Ha un’uscita entro questo mese, ma ogni indicazione ci fa essere positivi, ma nulla è ufficiale ancora. È un importante pezzo della squadra, anche per quello che ha fatto lo scorso anno. Siamo comunque costantemente in contatto con lui, ha parlato con il coach pochi giorni fa. Le impressioni sono buone».

Ancora sugli italiani: «L’obiettivo, per quanto riguarda gli italiani è vincere con loro il massimo delle partite. E’ già successo l’anno scorso e vogliamo continuare sulla stessa linea. La continuità è importante ma non è tutto, è più importante fare il risultato anche grazie agli italiani. Se rimanessero tutti e 4, il quinto italiano potrebbe essere il cambio del 5».

Sui nuovi americani e sul 5+5: ֿ«Abbiamo parlato anche con il coach, gli americani saranno tutti nuovi, anche perché alcuni giocatori dell'anno scorso come Hands andranno a un livello superiore a noi. E faremo il 5+5».

Su Gray e Harris: «Stiamo parlando con entrambi gli agenti, ci sono delle deadline da rispettare e anche qui non c’è niente di ufficiale. Sono due giocatori che fanno parte del novero: se rappresenteranno la miglior opzione possibile nei rispettivi ruoli verranno presi in considerazione. L’importante è che i giocatori vadano bene al sistema del coach e va detto che nessuno dei due è stato ancora testato in questo sistema».

Sul modo di giocare della squadra: «Vogliamo giocare in un modo molto simile a quello con cui abbiamo finito. Vogliamo avere una squadra unita e con chimica, che sono le cose più importanti. Saremo sicuramente pronti a dare il meglio partendo dalla difesa ogni volta. Rappresenteremo i nostri fans e proveremo ogni giorno che davvero meritiamo di stare qui. Non saremo una squadra solo difesa o solo attacco, vogliamo giocare in maniera moderna, correre, tirare e trovare soluzioni facili… Questo è quello che la gente vuole vedere, ma per farlo dobbiamo difendere e così avremo luce verde per mostrare il nostro talento. E ovviamente vogliamo ottenere risultati».

Sulle Coppa: «Da una parte stiamo cercando nuovi sponsor facendo diversi incontri, anche perché siamo consapevoli che perderemo soldi facendo la coppa. Ma per tutti noi e per il coach è importante farla, per questo stiamo cercando di capire come fare le giuste “applications” nei giusti canali. Dobbiamo anche capire quali saranno le squadre degli altri Paesi che hanno vinto il loro campionato che vorranno partecipare e quali saranno le squadre italiane che si sono qualificate davanti a noi che altrettanto vorranno partecipare».

Sul roster per giocare in Europa: «Ne abbiamo parlato per settimane, penso che sia rischioso se hai solo otto giocatori pronti per la competizione, è importante avere già nove giocatori capaci se siamo onesti con il livello della competizione. In termini di gestione la cosa più importante è avere profondità in più ruoli, così se qualcuno dovesse mancare una settimana non ci sarebbero problemi. Ai giocatori piace giocare in Europa, quindi è una buona cosa per loro. I giocatori che firmano per una squadra che gioca in Europa sanno che dovranno essere pronti. Avere più partite a settimana ci aiuta, aiuta la chimica. Dobbiamo bilanciare i pro e contro del giocare in Europa, e sono più le cose positive».

Sui giovani: «Molti dei ragazzi con cui ci siamo allenati in queste ultime settimane hanno già fatto parte della squadra per gli allenamenti l’anno scorso e molti di loro faranno sicuramente la preparazione con noi anche quest’anno. Vedremo chi “proverà” di valere davvero qualcosa: noi come sempre siamo molto aperti, d’altronde sviluppare i giovani è la nostra filosofia».

Sulla gestione del roster se si dovesse giocare in Europa: «La cosa più importante è il load management. Due partite alla settimana forse sono più gestibili di cinque allenamenti duri alla settimana. Poi ci sono anche i viaggi, ma alla fine tutte le buone squadre giocano in Europa, dobbiamo prendere familiarità dentro e fuori dal campo, e così si creeranno opportunità per la società, dentro e fuori dal campo».

Sulla presenza della società alla Summer League: «Andrò io (Zach) per qualche giorno. È qualcosa di cui abbiamo parlato anche con il coach. Vogliamo giocatori in cui possiamo trovare equilibrio tra esperienza e sviluppo, e alla Summer League ci sono giocatori così, con cui parleremo. Non vogliamo fare una squadra solo di giocatori di G-League. La Summer League è un posto dove puoi trovarti faccia a faccia con il mondo del basket, e lì troveremo un paio di di giocatori già attenzionati. Guarderemo però anche al mercato europeo».

Su Giordano Bortolani: «Abbiamo parlato con il suo agente, è un giocatore molto importante e di talento, ma in questo momento ci sono altre situazione da vedere e quindi al momento non c’è assolutamente nulla di concreto. E poi avrà molte offerte: noi siamo semplicemente una delle 16 squadre interessate a lui».

Sulla loro conferma. Maks: «Varese è un posto speciale nel mondo, un posto unico ed è un privilegio esserci. In due anni qui abbiamo sbagliato tante cose e fatto altre giuste: ora siamo determinati a trovare il modo di crescere davvero. L’ultima stagione è stata difficile, ma ci ha dato la forza per andare avanti, per cercare il passo in avanti. Zach: Non avremmo mai voluto lasciare la società in cattive acque e vogliamo essere parte della crescita di questo club».

Sulle competizioni europee e NBA Europe: «Sappiamo che squadre di alto livello giocano le competizioni europee, le leghe aprono e chiudono. NBA Europe può essere interessante, ne abbiamo parlato con alcune persone, ma ancora non è chiaro cosa succederà, è ancora da capire. Eventualmente può essere una cosa che ci interesserà, tra 3, 5 o 8 anni non so. Giocare a livello altro in Europa è importante, ma specificatamente per NBA Europe il quadro non è ancora abbastanza chiaro».

Fabio Gandini & Lorenzo D'Angelo


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