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Busto Arsizio | 23 aprile 2024, 15:30

“La città invisibile: Busto Arsizio città resistente”. «Grazie ragazzi»

Gli studenti degli indirizzi grafico, professionale e scienze umane dell’istituto Pantani-Fiorini hanno realizzato un cortometraggio sulla Resistenza partigiana della città. Il lavoro è stato proiettato questa mattina nella sala Ali della Libertà, all'interno delle celebrazioni cittadine per il 25 Aprile

“La città invisibile: Busto Arsizio città resistente”. «Grazie ragazzi»

«Oggi siamo qui per celebrare il progetto scolastico dedicato ai Partigiani, quegli eroi meravigliosi che hanno lottato per la libertà e la giustizia durante il periodo oscuro della nostra storia»: così i ragazzi dell’istituto Pantani-Fiorini hanno introdotto il cortometraggio, da loro realizzato, “La città invisibile: Busto Arsizio città resistente”.

Venticinque minuti in cui gli studenti di terza, quarta e quinta degli indirizzi grafico, professionale e scienze umane, hanno ricostruito la storia partigiana di Busto Arsizio, partendo dai luoghi cardine del fascismo tra cui l’attuale sede del comune della città, palazzo Cicogna e la scuola in cui si trovavano: la sede di piazza Trento e Trieste del liceo artistico.

Un viaggio storico tra le vie di Busto Arsizio, dall’inizio della resistenza, con le immagini dei registri partigiani, passando per le 824 schede di militari bustocchi deportati nei campi di concentramento, fino alle foto dei cittadini scesi in strada a festeggiare il giorno della liberazione.

«Sono orgogliosa e felice di essere qui oggi - è intervenuta la presidente del consiglio comunale Laura Rogora, in rappresentanza dell’amministrazione - come spesso ripete il sindaco, noi abbiamo il dovere di trasmettere ai giovani la passione per la libertà e la democrazia. Grazie alle associazioni, agli studenti e agli insegnanti per il progetto».

Ringraziamenti a cui si sono aggiunti anche il dottor Torretta, presidente del Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, e la dottoressa Pechini in rappresentanza di Anpi: «Volevamo ringraziarvi per il lavoro che avete fatto, che fate e che farete».

La realizzazione del documentario, che partecipa a un bando regionale, rientra in un progetto più grande dell’Istituto, il museo digitale, a cui hanno partecipato in totale 150 ragazzi. Per il cortometraggio, invece, si sono messi all’opera circa in 40, lavorando insieme spontaneamente al di fuori dell’orario scolastico.

Michela Scandroglio

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