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Busto Arsizio | 22 febbraio 2024, 16:35

Commissione cancellata, il sindaco stoppa le polemiche ma le divisioni in maggioranza rimangono

Dopo il duro scontro tra Max Rogora e Artusa, ieri è arrivato lo stralcio della delibera anti-pipì dei cani e l’annullamento della commissione in cui sarebbero potuti emergere ulteriori screzi nella maggioranza. Con i consiglieri pronti con il voto a dare un segnale a Loschiavo e, indirettamente, ad Antonelli

Commissione cancellata, il sindaco stoppa le polemiche ma le divisioni in maggioranza rimangono

Il dietrofront è arrivato in extremis, proprio a ridosso della commissione in cui si sarebbe dovuto discutere della modifica al regolamento di polizia urbana relativa all’obbligo di lavare via la pipì dei cani (leggi qui).
È stato direttamente il sindaco Emanuele Antonelli a decidere di stralciare la delibera e, di conseguenza, di annullare la commissione in cui sarebbero potute emergere ulteriori divisioni nella maggioranza, a soltanto 24 ore dallo scontro tra il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Rogora e l’assessore Maurizio Artusa.

Ma è possibile che tra cantieri del Pnrr in partenza, revisione del Pgt, preoccupazioni in città per i recenti vandalismi (piromane e negozio imbrattato in centro), a Busto Arsizio il caso politico sia la norma anti-pipì? Evidentemente no.
I malumori per quest’ultima delibera si inseriscono infatti in un clima di malcontento che serpeggia da tempo in maggioranza. Mal di pancia tenuti sottotraccia ed emersi di recente dopo la partecipazione a un convegno di Azione dell’assessore alla Sicurezza Salvatore Loschiavo (leggi qui). Proprio colui che ha portato in giunta la norma rivolta ai proprietari dei cani. Ma anche nel caso del confronto sul tema della sicurezza tenutosi una decina di giorni fa a Legnano, non bisogna confondere dito e Luna.

Se è vero che i segretati di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non hanno gradito la presenza di Loschiavo “in casa” di un partito che sta all’opposizione tanto dell’amministrazione Antonelli quanto del governo Meloni, tra i rappresentanti del centrodestra e l’assessore – per via delle politiche sulla mobilità dolce promosse dal secondo – c’era già un clima gelido. O, se si preferisce, rovente, come l’incontro evidentemente non chiarificatore tenutosi in seguito al convegno incriminato, in cui non sono mancati momenti di nervosismo.

Nervosismo esploso platealmente anche martedì sera in commissione Bilancio. Quando una discussione apparentemente innocua sulla delibera per l’affidamento dei servizi di riscossione si è trasformata in un accesso botta e risposta tra l’assessore al Bilancio Maurizio Artusa e Massimo Rogora. Con il consigliere di Fratelli d’Italia che, dopo aver inveito contro l’esponente di giunta, ha lasciato l’aula sbattendo la porta. Anzi, la sedia. Non una novità: in questa consiliatura, non erano mancati screzi tra Rogora e Loschiavo e, più in generale, con l’esecutivo, durante il dibattito sul Documento unico di programmazione. Al punto che il circolo bustocco di Fratelli d’Italia si dissociò pubblicamente dal proprio consigliere.
Allo stesso modo, un anno fa di questi tempi si parlava di “caso Artusa”, con voci di un isolamento dell’assessore (esponente della lista civica del sindaco al pari di Loschiavo) nel centrodestra.

Insomma, in questo quadro uno spazientito Antonelli ha preferito evitare che ieri la commissione si trasformasse in un palcoscenico dove mettere in atto un attacco (questa volta pubblico) verso Loschiavo. In maggioranza erano infatti decisi ad astenersi sulla delibera anti-pipì che, una settimana più tardi, avrebbe rischiato di essere affossata in Consiglio comunale. Alcuni esponenti della maggioranza erano infatti pronti a votare contro il provvedimento. In parte sicuramente nel merito. In parte, però, anche nel metodo. Vale a dire per una mancanza di condivisione delle scelte che nel centrodestra viene imputata a Loschiavo non solo e non tanto in questo caso ma anche e soprattutto per gli interventi sulla viabilità.

Pums, piste ciclabili realizzate o ipotizzate non convincono appieno tutto il centrodestra. Un voto contrario in assise avrebbe rappresentato un chiaro segnale rivolto a Loschiavo. E, indirettamente, anche ad Antonelli. La richiesta è quella di un maggiore e tempestivo coinvolgimento di partiti ed eletti nelle decisioni più o meno importanti. Dalla mobilità alla pipì dei cani.

Riccardo Canetta

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