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Fotogallery | 17 febbraio 2024, 16:08

VIDEO e FOTO - Migliaia per le strade tra canti e balli. Niente come il Carnevale a Varese

Colpo d'occhio notevole per la manifestazione carnevalesca di questo 2024: la sfilata ha fatto assiepare i varesini lungo tutte le vie del centro e in piazza Monte Grappa. In corteo oltre 800 persone, 9 carri e 8 gruppi allegorici. Poi il discorso del Re Bosino

Foto di Fabio Gandini e Michele Del Re

Foto di Fabio Gandini e Michele Del Re

Il colpo d’occhio è notevole, tanto da mettere definitivamente in soffitta gli anni bui del covid e delle restrizioni conseguenti.

Il Carnevale 2024 ha richiamato in piazza i varesini come pochi altri eventi in passato, analoghi e non: migliaia per le strade, a partire da via Sacco, ma anche e soprattutto via Veratti, via Volta, via Marcobi, piazza Monte Grappa, via Manzoni, corso Matteotti. Un pubblico sia di bambini che di adulti che si è goduto uno spettacolo effettivamente senza età. 

 La sfilata - composta da 9 carri e 8 gruppi allegorici, in tutto oltre 800 le persone che hanno composto il corteo - è partita poco dopo le 14.30 davanti al Comune di Varese. In testa lo striscione de La Famiglia Bosina. Il serpentone colorato, rumoroso e festante si è poi snodato attraverso via Marcobi, piazza Monte Grappa, via Volta, via Magatti, corso Moro, corso Matteotti, piazza Carducci, via Broggi e via Veratti. 

Gran conclusione di nuovo in piazza Monte Grappa, dove il Re Bosino ha tenuto il suo discorso alla città e sono state effettuate diverse premiazioni: da quelle dei carri a quelle dei gruppi, nonché della Mascherina d’Oro, il concorso che anche quest’anno ha premiato le migliori fotografie dei bambini dai 3 agli 11 anni.

Il discorso integrale del Re Bosino (in italiano)

Donne, ragazze, uomini e ragazzi, gente di Varese,
di tutte le Castellanze, del centro e dei paesi:
Bosini, io vi saluto! Non è una bugia
se dico che mi piace essere in vostra compagnia,
ancora questo sabato grasso, con tutti i varesini,
sia giovani che vecchi, sia grandi che piccini.

Siamo qui a far baldoria; non c’è da pentirsi.
Per qualche giorno, ogni tanto, è cosa buona divertirsi:
il carnevale arriva solo una volta l’anno,
un soffio, poi si torna a finire nei fastidi.
Perché di quelli ce n’è sempre in abbondanza
e abbiamo un anno intero per far penitenza!

Però non voglio tirarla per le lunghe e perder tempo,
comincio subito, perciò, dal primo degli argomenti:
parlo dei buchi in terra… in giro ce n’è una quantità,
piccoli e grandi, profondi, di tutte le dimensioni.
Andando in giro a piedi o in bici ci vuol pazienza.
Ci sono anche tombini sfondati: è un’indecenza!

Un vecchio proverbio dice, per non rischiare di aver guai:
una pezza malmessa è meglio che un buco ben fatto,
cosi però ci son strade vestite come Arlecchino,
o come le vacche nere pezzate del canton Ticino.
Persino nella ‘Tre valli” le strade erano tutte malmesse:
una figura non troppo bella per la città!

E al nostro caro Sindaco voglio dare un consiglio:
quando si chiudono le buche e si asfalta la strada
non c’è da perder tempo, ma fare subito in modo
di regolare il traffico con adatte indicazioni per terra.
Senza ‘”zebre” e mezzarie si fa confusione
con le macchine che si incontrano e coi pedoni.

Da quando sono Re si parla della caserma,
spero nella conferma della conclusione dei lavori.
È un grande spazio dedicato alla cultura,
cosi almeno si promette alla città.
Ma quello che conta non sono i metri quadri
quanto quello che vi è contenuto e la sua qualità.

Bisogna bene che i cantieri si possano chiudere in fretta,
è la mia speranza e del Sindaco la promessa.
Del Largo Flaiano è appena finito il lavoro
Che per un paio d’anni ha fatto tanto tribulare
Speriamo che col traffico si possa tirare un po’ il fiato
e per gli altri lavori ci si possa dar da fare.

Cari Bosini ci vuole pazienza ed educazione
C’è una cosa che mi ha fatto venite il magone:
per far dispetto, di fronte alla Madonnina in Prato,
perfino la culla e il Bambino del Presepio hanno rubato:
la provocazione di uno stupidotto
e un torto fatto alla nostra tradizione?

Però, infine, Bambino e culle sono stati trovati:
non gettati via, ma sotto un ulivo, quello adiacente
ad un’altre chiesa dedicata alla Madonna,
quella dei “poveri” che a san Fermo è situata.
Che sia stato proprio il Bambino a voler cercare
un posto più conforme alla sua “povertà”?

“L’uomo nasce libero e ovunque è in catene”
come diceva un pensatore di filosofia.
(n.d.a.: Jean Jacques Rousseau)
Qualcuno ha avuto l’idea di incatenare il Bambino,
in modo che nessuno potesse portarlo via.
Non voglia Dio che il Bambino venga messo in catene,
già nella culla, appena nato!

Al giorno d’oggi “del doman non v’è certezza!”,
non si può fare a meno però della sicurezza
in centro città, soprattutto alla sera,
quando non c’è in giro nessuno, a parte… qualche vagabondo
È capitato anche a me, passando ad ora non tarda
per la piazza del Garibaldino e aver paura!

Per non parlare di quello che s’incontra per terra
nelle strade e nelle piazze: di notte è un immondezzaio
Ma a parte la mala educazione delle persone,
c’è anche qualche problema di manutenzione,
parlo, ad esempio, dei marciapiedi delle strade:
una quantità di cestini e tombini de vuotare

Se di luci di Natale nessuno ha avuto da dire
è un segno che quelle di quest’anno sono state preferite
Lo spettacolo era grandioso l’anno scorso,
ma forse per Natale non era molto adatto
La proiezione del bel gioco di disegni e colori
ha fatto risaltare la bellezza del Palazzo.

Certamente non ha pensato al decoro dei giardini
chi ha piazzato i cartelli come una “caccia al tesoro”
per far finire qualche poveraccio con un bisogno fisiologico
in un bagno con la porta serrata da un bel pezzo:
perché anche i varesini hanno i loro sogni,
ma, davvero, qualche volta hanno i loro bisogni!

Finisco qui, andate avanti a far baldoria,
e per qualche ora lasciate lontani dal pensieri
le rogne e il malandare che c’é in questa modo rissoso,
dove si ruba, si ammazza, tanti dan fuori di matto!
Dove persino per le cose belle non c’è rispetto”:
per la natura, per le donne e le giovnette!

Bosini, io vi saluto! Me ne ritorno lontano,
ma prima di lasciarvi stringo a tutti la mano.
E mi raccomando: stasera, un buon bicchier di vino
alla salute vostra e del vostro.. Re Bosino!

Redazione

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