Vamos, Hector. E adesso regalaci il sombrero sotto cui nascondi una doppietta, un assist e quell'energia che fa venire voglia di gettarsi sul ghiaccio insieme a te. Vamos Hector, spinto da compagni fantastici che gli concedono il solitario giro di pista finale con il popolo giallonero in delirio dietro le balaustre solo per lui. E tu, Rocco Perla, con quella parata impossibile a 10 secondi dalla fine, da sdraiato, su Nicolao che pensava di avere già insaccato il disco del 4-4 e dell'overtime, continua a spiegare perché gli altri hanno in porta soltanto un portiere, mentre noi ci affidiamo a una scintilla di ragazzo con guanti e gambali, troppo veloce per essere vista quando si fonde con gli spalti e, nel momento di vivere o morire, vive. Oh se vive. Oh se viviamo e godiamo.
Viva Rocco, viva Hector, viva i Mastini che vincono la partita finora più difficile e importante dell'anno dopo due sconfitte, l'ultima sanguinosa, vincono la partita che fa la differenza in classifica (giovedì prossimo verrà assegnato il terzo posto nello scontro diretto dei Mastini ad Appiano, che potrebbe valere anche il secondo visto che il Pergine, a +2, andrà a Caldaro), vincono lanciandosi anche con il corpo sul ghiaccio - da Michael ad Alessio - per fermare i dischi di avversari in gran forma con quei Moucka e Mlynar fuori categoria, vincono ritrovando il gol di Marcello Borghi, il 4-3 decisivo, grazie a un'azione dei "cumenda" gialloneri (il fratello Pietro gli smazza l'assist), vincono soffrendo nel modo più bello, iniziando un nuovo cammino verso il finale. E speriamo di togliere presto l'articolo "il" prima di quest'ultima parola.
Hector Majul è stato un uomo di parola. Si presenta con un'azione personale piena di concretezza ed essenzialità, un'avanzata sul ghiaccio dall'angolo sinistro della pista, un disco alzato, accarezzato, tenuto incollato al bastone e insaccato là, nel cuore della gabbia femmese. Alla Tedesco, se possiamo azzardare un paragone (1-0).
Si ripresenta quando si lancia verso la porta come una furia e scaraventa il puck di nuovo sotto la traversa per il 2-1 di furia, slancio, coraggio.
Resta sulla scena anche in occasione del 3-2: assist sulla bordata di Naslund ma non solo, visto che non tocca il disco del Thor svedese mentre stava già entrando, lasciando la marcatura al compagno. E così la "scintilla" Majul, attesa dalla partita con il Caldaro, è scoccata e ha riacceso il Varese, anche se è stato il Varese a volersi mettere al suo servizio per tornare a essere ciò che è sempre stato e sempre sarà.
Il Fiemme, che in questo momento è più in palla perfino di Caldaro e Pergine, gioca (bene), attacca (tanto), colpisce a ripetizione riprendendo tre volte i gialloneri, l'ultima nel terzo tempo sul 3-3 sfruttando una doppia superiorità numerica e, poi vedendosi strozzare l'urlo in gola del 4-4 da Perla.
Altre cose belle: il Varese è tornato a creare occasioni, soprattutto dopo le fiammate delle reti, Vignoli quando scende all'attacco è un Frecciarossa, terza linea da applausi (Bertin, Erik Mazzacane, Tommaso Cordiano, Crivellari, Pietro Borghi), mentre tra il pubblico continuano a dare spettacolo i più piccoli (stavolta tocca ai giovanissimi del Rugby Varese riempire uno spicchio di arena e poi scendere sul ghiaccio durante la premiazione degli mvp).
Riavvolgendo il film, nel secondo tempo il Varese esaltato ancora dal messicano è stato punito dalle troppe penalità e dalla bravura di Mlynar e Moucka con gli arbitri - e arbitra, Melissa Boverio - che hanno fischiato a tratti come vaporiere pur se la partita, come spesso accade con i trentini, è tutt'altro che cattiva ed è molto bella.
Finiamo con le parole del tecnico della varesina Marco Spilli, ormai fedelissimo tifoso dei Mastini insieme a Max Di Caro, che prima del via dice al presidente Carlo Bino: «Il problema non è la partita contro la capolista (l'indimenticabile 6-5 al Caldaro), ma quelle dopo». È vero: l'energia nervosa spesa due sabati fa nell'esaltante successo contro gli altoatesini è costata carissima sia al Varese che agli eterni rivali, sconfitti anche stasera dal Como. Serviva un sombrero per ritrovarla.
Varese-Fiemme 4-3 (1-0, 1-2, 2-1)
Reti: 18'36" Majul (Vanetti, M.Borghi) 1-0 in sup.; 24'22" Vanzetta (Mlynar, Mpucka) 1-1, 29'56" Majul (Naslund) 2-1 in sup., 37'20" Odorizzi (Chelodi, Mlynar) 2-2 in doppia sup.; 40'38" Naslund (Majul, Vignoli) 3-2 in sup., 48'08" Vanzetta (Moucka, Mlynar), 49'07" M.Borghi (P.Borghi, Perla) 4-3
Varese: Perla (Marinelli); Schina, Naslund, Piroso, Vanetti, Marcello Borghi; Vignoli, Mssimo Cordiano, Michael Mazzacane, Majul, Pietroniro; Bertin, Erik Mazzacane, Pietro Borghi, Tommaso Cordiano, Crivellaro; Tilaro, Perino. Coach: Niklas Czarnecki
Valdifiemme: Foppa (Steiner); Chelodi, Schmid, Vanzetta, Mlynar, Moucka; Santer, Bonelli, De Baldo, Nicolao, Odorizzi; Tessadri, Bonazzo, Villi Pisetta, Covi, Defrancesco; Bortolotti, Tobia Pisetta, Weber, Verde. Coach: Marco Liberatore
Arbitri: Melissa Boverio, Fabio Lottaroli (Federico Cusin, Davide Magliano)
Note - Penalità Va 10', Fi 12'. Tiri Va 32, Fi 23. Spettatori: 757.
Ventesima giornata
Varese-Valdifiemme 4-3, Pergine-Appiano 3-7, Caldaro-Como 2-3 ai rigori, Feltre-Dobbiaco 4-3, Valpellice-Alleghe 6-1. Riposa: Bressanone.
La classifica
Caldaro* 46. Pergine 40. Appiano, Varese 38. Feltre 31. Alleghe 30. Como 23. Valdifiemme 21. Bressanone 14. Valpellice 10. Dobbiaco* 9. *una in più
Prossimo turno - Giovedì 21 dicembre
Ore 20: Appiano-Varese, Bressanone-Alleghe. 20.30: Feltre-Valpellice, Caldaro-Pergine, Valdifiemme-Como. Riposa: Dobbiaco
Ultima giornata stagione regolare - Sabato 23 dicembre
Como-Dobbiaco (18), Varese-Feltre (18.30), Pergine-Bressanone (18.45), Alleghe-Appiano (20.30), Valpellice-Valdifiemme (20.30). Riposa: Caldaro

























































