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Cultura | 14 settembre 2023, 14:40

Un "Signum" pieno di luce in mostra al Battistero di Arsago Seprio

Le opere di Claudio Benzoni da sabato in esposizione in una cornice che coniuga passato e modernità. L'autore si affida alla forza della luce per esplicare la sua poetica d’arte

Un "Signum" pieno di luce in mostra al Battistero di Arsago Seprio

La luce svela la verità, la luce è anche quella della fede, oppure manifesta la conoscenza, il nostro emanciparci dall’oscurità dell’ignoranza e dell’animalità. «Fiat lux», si legge nella Bibbia, e Claudio Benzoni si affida alla forza della luce per esplicare la sua poetica d’arte, e spiegare a chi osserva come la realtà sia svelata attraverso il sapere che ci allontana dal buio e ci è indispensabile, specie nel turbinare della modernità.  

“Signum” è il titolo della mostra che il grafico ed esperto di editoria e arte visiva propone al Battistero di Arsago Seprio dal 16 settembre al 1° ottobre (inaugurazione sabato 16 settembre alle ore 16; orari: sabato e domenica, 16 – 19, oppure fuori orario su appuntamento, telefonando al 348 4124460) cinque opere in plexiglas, marmo e acciaio e due teli di circa quattro metri, uno esposto all’ingresso e l’altro, un trittico, in una delle nicchie dell’edificio, costruito nel secondo quarto del secolo XII.  

«I miei sono segni di scrittura, non disegni, e interagiscono con l’architettura arcaica del Battistero, a indicare la continuità tra passato, presente e futuro. Sono tutte opere realizzate tra il 2022 e quest’anno, preludio all’idea di una mostra più grande che penso di allestire nel 2024», spiega Claudio Benzoni, protagonista nel 2017 di una grande esposizione al Castello di Masnago, autore di libri e titolare di una propria casa editrice. 

«Le sculture sono come anime erranti che cercano nel buio la loro libertà di movimento e mettono in relazione l’esperienza del contemporaneo con il passato. L’idea è quella di analizzarne e decostruirne l’essenza e metterla in relazione con le conoscenze e la tecnologia del nostro tempo per immaginarne coesistenze future». 

La poderosa struttura a pianta ottagonale del Battistero di Arsago, adiacente alla splendida Basilica Prepositurale di San Vittore, tra i capolavori del romanico lombardo, assume in questo modo un ruolo di inclusione e promulgazione culturale, come un “intreccio di misteri” che si rinnovano di continuo nell’ottica di un’interrogazione infinita, in sintonia con l’affermazione di Walter Benjamin: «Nelle rovine del passato si risolvono gli enigmi del presente». 

«La pratica artistica di Claudio Benzoni è particolarmente legata alla tridimensionalità, con le sculture a rievocare “segni di scritture”, che non hanno fine, si ripetono, si somigliano, ma differiscono sempre. Si muovono in uno spazio visivo che non ha un centro, ma infiniti luoghi di elaborazione. In loro ogni tratto è sensibile, si fa cosciente di un ruolo, libero, ma sempre carico di responsabilità: quella di essere continuamente espressione di qualcosa», si legge nel testo di presentazione alla mostra.

Sono simboli, codici, immersi in atmosfere dense e senza tempo, da sempre germinazioni di idee. Segni di memoria, a volte misteriosi, che uniscono l’atto creativo a ciò che il passato ci ha lasciato. Benzoni riflette a lungo sul linguaggio, trasformandolo fino a mutarlo, scomponendo la scrittura e creando libri luminosi, iconici e quasi inaccessibili, in cui il sapere è parcellizzato e diventa segno, il “signum” porta d’ingresso alla conoscenza.

Mario Chiodetti

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