/ Eventi

Eventi | 01 agosto 2022, 18:45

Federico Troletti ci accompagna a scoprire le opere della mostra “Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso”

Il Conservatore dei Musei Civici è anche curatore insieme ad Antonio D'Amico dell'esposizione che rimarrà aperta fino a dicembre inoltrato a Palazzo San Francesco

Federico Troletti ci accompagna a scoprire le opere della mostra “Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso”

Ha inaugurato nelle scorse settimane a Palazzo San Francesco e sta già riscuotendo un grande successo. Stiamo parlando della mostra “Nel segno delle donne. Tra Boldini, Sironi e Picasso”. Un'esposizione come non se ne erano mai viste a Domodossola.

Lo splendido salone di Palazzo San Francesco ospita opere che in pochi avrebbero pensato di poter ammirare in una cittadina come Domodossola. Invece la lungimiranza dell'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Lucio Pizzi e dall'assessore alla Cultura Daniele Folino, e la professionalità dei conservatori Federico Troletti e Antonio D'Amico, hanno saputo proporre alla città e a tutti i suoi visitatori una mostra eccezionale. E proprio Federico Troletti, Conservatore dei Musei Civici domesi, succeduto ad Antonio D'Amico, oggi conservatore dei musei della Fondazione Bagatti Valsecchi, ci porta alla scoperta delle opere ospitate nel Borgo della Cultura domese.

“Questa esposizione è un’occasione per assaporare la bellezza. La mostra porta a dialogare con i grandi anche artisti meno noti, con opere inedite, proponendo quindi nuovi filoni di ricerca” spiega Troletti. “Sono grato ad Antonio D’Amico che ha voluto condividere questo suo primordiale progetto espositivo con un gruppo di ricercatori. Tra questi Elena Pontiggia e Stefano Bosi, esperti conoscitori del periodo che offrono spunti di riflessione sui grandi nomi presenti in mostra; Silvia Malaguzzi, che con un’indagine trasversale alle opere delinea l’evoluzione e l’uso del gioiello; e Paola Caretti, che con studi inediti offre una lettura storico-sociale che annienta il divario tra periferia e centro” continua.

“Si tratta di una mostra che osa, crea delle suggestioni, traccia un percorso di ricerca, stimola la curiosità e porta a riflettere il visitatore, come i curatori, sugli effetti dell’arte sulla società e della società sulle manifestazioni della creatività umana”.

I.P.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore