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Calcio | 15 maggio 2022, 10:17

Tatti-gol sfonda ancora la rete con un libro pieno d'emozioni e la raccolta fondi contro la Sla. «A Varese il calcio vince grazie ad ambiente e alchimia»

L'attaccante toscano che a fine anni '80 formò una formidabile coppia-promozione con Gigi Zerbio sogna di presentare al Franco Ossola il suo "Volevo giocare a calcio": «Tutto è nato grazie a Stefano Turchi e alla sua battaglia contro la malattia. Marotta? Un genio. Mazzarri e Spalletti grandi allenatori: oggi serve il carattere. In bocca al lupo ai miei biancorossi, il futuro è loro»

Tatti-gol sfonda ancora la rete con un libro pieno d'emozioni e la raccolta fondi contro la Sla. «A Varese il calcio vince grazie ad ambiente e alchimia»

"Tatti-gol, Tatti-gol, Tatti-goool, Tatti-gol, Tatti-goool!": pochi giocatori del Varese hanno ricevuto un coro personalizzato e uno di questi è Alessandro Tatti, classe 1961 da Prato, attaccante di peso, cuore e reti decisive per la promozione della squadra di Peo Maroso dalla C2 alla C1 nell'89/90 insieme al gemello del gol Gigi Zerbio. Quando, arrivata in C1, la società ruppe una delle coppie di centravanti più unite, complete e decisive di sempre, Giancarlo Pigionatti sulla Prealpina vergò un indimenticabile commento al vetriolo dal titolo: "Se fai il cattivo a scuola, ti porto a vedere il Varese" (senza opinione non c'è dibattito e le radici inaridiscono, così come il seguito, e la disaffezione spegne il fuoco della passione).  

Tatti inizia giovanissimo a giocare sui campetti di periferia dimostrando subito estro e fiuto del gol: viene scelto dal Torino, dove compie tutta la trafila nel settore giovanile. Proprio per la sua permanenza nel capoluogo piemontese, dove  si diploma anche in ragioneria, si definisce un figlio del Filadelfia.

Inizia il suo percorso calcistico giocando nel Monza in serie B (79-80), poi ecco la lunga vita da bomber in C con Prato, Taranto, Fanfulla, Montevarchi, Suzzara, Casale e Varese (15 gol nell'anno della promozione del '90, 11 la stagione precedente) per poi passare a Viareggio, Corsico e Rapallo, dove nel 1983 termina la sua carriera da calciatore. In totale l'attaccante toscano ha totalizzato 22 presenze in serie B,  27  serie C1 e ben 252 in serie C2 realizzato oltre 100 reti.

Tatti è ancora molto legato a Varese, dove ha stretti legami e ogni anno torna durante il periodo estivo per visitare luoghi amati e le vicine Isole Borromee: cosa ricorda Alessandro della sua esperienza in biancorosso?
Nel mio girovagare per l’Italia, sono stato in diversi luoghi, ma devo dire che a Varese è subito staccata un'alchimia particolare. Mi sono subito trovato benissimo con i tifosi e con l’ambiente, a parte la pioggia che allora ci accompagnava spesso negli allenamenti e nelle partite. Erano altri tempi e a Varese pioveva ancora...

Ai tempi si diceva che avesse un rapporto tosto con mister Maroso: è vero?
Beh, non esageriamo: non è mai stato complicato il mio rapporto con lui. All’inizio ho trovato un mister con le caratteristiche del sergente di ferro ed un carattere chiuso. Poi, dopo qualche settimana, come per magia tutto è cambiato. Anzi di mister Peo conservo uno straordinario ricordo e ancora oggi che alleno i ragazzini le sue metodologie sono molto utili.

È in contatto con i suoi compagni e con diverse persone a Varese...
Abbiamo una chat comune, non faccio i nomi di tutti per non dimenticare qualcuno.  Ho ancora tanti amici tra i giornalisti sportivi con cui spesso mi sento, vorrei citare la mia amica Grazia De Nicola, grande e storica tifosa biancorossa che è l’anima e l’organizzatrice dei nostri incontri tra ex compagni, dove partecipo sempre volentieri ricordando i magnifici anni biancorossi, per certi versi epici.

Nella sua carriera ha conosciuto molti nomi noti: a chi è maggiormente legato?
In primis a Beppe Marotta: ho collaborato con lui per 17 anni. È un genio. I suoi eccellenti risultati sono frutto di un meticoloso programma analitico, dove studia ogni minimo particolare, lasciando per nulla spazio all'improvvisazione. Sono anche amico di Mazzarri e Spalletti, due grandi allenatori, molto preparati: hanno il giusto carattere, studiano in maniera maniacale le partite e gli avversari. Oggi il calcio è cambiato: non c’è spazio per l’improvvisazione e bisogna avere carattere per far fronte alle critiche. Caratteristiche che entrambi possiedono.

Alessandro Tatti scrittore e poeta com'è?
Ho sempre avuto la passione di scrivere alcuni pensieri per poi leggerli con amici in momenti particolari. Poi, un giorno, ho conosciuto durante una partita di beneficenza Stefano Turchi, ex calciatore affetto da Sla. È subito scattata in me una molla, ovvero quella di scrivere un libro di poesie con diversi ricordi di persone e momenti che hanno lasciato un segno particolare nella mia vita da calciatore. Così è nata la raccolta di scritture emozionali dal titolo "Volevo giocare a calcio" (Susil Edizioni). Successivamente, con un gruppo di amici, abbiamo organizzato incontri di beneficenza per la raccolta fondi per le cure a Stefano Turchi, quasi sempre presente alle presentazioni. Nel corso del tempo con questa iniziativa e con l’aiuto di istituzioni locali ed associazioni che si sono sempre mostrate disponibili ad organizzare eventi, abbiamo raccolto parecchie risorse utili e necessarie per le cure di questa terribile malattia.

A quando la presentazione a Varese?
Ci stiamo lavorando, ho parecchi agganci in tal senso e tanti amici nella comunicazione che sicuramente mi potranno dare una mano... Per me sarebbe bello fare una presentazione magari allo stadio, sotto la tribuna coperta, con il Sacro Monte a fare capolino, accanto a quel magnifico terreno verde testimone di stupendi momenti ed emozioni. Approfitto per mandare un grande in bocca al lupo al Varese, abbracciare tutti i tifosi e gli ex compagni. I biancorossi avranno un futuro roseo, parola di bomber.

Claudio Ferretti


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