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Cronaca | 19 gennaio 2022, 12:49

Superbonus: sequestro preventivo di 110 milioni a Napoli. Secondo Treviso si tratta di Sgai

La notizia lanciata da Napoli, poi ripresa dai media veneti con riferimenti sul consorzio proprietario della Pro Patria: perquisizioni nei confronti di 21 persone fisiche e tre società

Superbonus: sequestro preventivo di 110 milioni a Napoli. Secondo Treviso si tratta di Sgai

Superbonus, un sequestro preventivo d'urgenza è stato richiesto nella fase delle indagini preliminari dalla Procura di Napoli per quasi 110 milioni di euro di crediti d'imposta colpisce un consorzio: lo ha comunicato la Guardia di finanza di Napoli senza fare nomi. I media di Treviso, riprendendo la notizia, citano Sgai. Ovvero la società che ha acquisito lo scorso novembre le quote di maggioranza della Pro Patria.

Si parla di 21 persone fisiche e 3 società e sequestri preventivi di crediti nei confronti di 16 soggetti, tra istituti finanziari, società e persone fisiche. I colleghi napoletani sottolineano che le indagini sono partite a seguito di un'analisi di rischio sviluppata dall'Agenzia delle Entrate sulla spettanza del bonus in materia edilizia previsto dal decreto Rilancio» spiega una nota della Finanza. Secondo i primi accertamenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria, - dice una nota della Finanza - «il Consorzio, attraverso una rete di procacciatori, si sarebbe proposto nei confronti di privati cittadini interessati a effettuare i lavori rientranti nell’applicazione del superbonus, facendo stipulare loro dei contratti per “appalto lavori con cessione del credito d’imposta” e chiedendo la consegna della documentazione necessaria, salvo interrompere subito dopo i rapporti ovvero eseguire solo attività di carattere burocratico».

Poi «ricevuti i contratti - prosegue la Finanza - il Consorzio avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti dei privati committenti in cui si faceva riferimento a uno stato di avanzamento lavori per una percentuale non inferiore al 30% (percentuale minima richiesta per vantare la cessione del credito d’imposta); solo a seguito di richiesta di informazioni da parte di alcuni Reparti del Corpo - si continua - i soggetti privati riscontravano nel loro cassetto fiscale la presenza delle suddette fatture, che sarebbero state emesse a fronte di lavori mai eseguiti, cui erano correlate successive cessioni di crediti a favore del Consorzio, precedute dalla comunicazione dei commercialisti che avrebbero apposto il visto di conformità».

Tra i punti citati dalla Finanza di Napoli, «il Consorzio, operando nei termini suddetti, avrebbe beneficiato di oltre 109 milioni di euro di crediti d’imposta, accumulati a partire dal mese di dicembre 2020, poi ceduti a intermediari finanziari, ottenendone la monetizzazione, per un importo di oltre 83 milioni di euro».

A Treviso erano state segnalate denunce dai media su cantieri mai partiti, anche se all'inizio di gennaio il consorzio Sgai aveva risposto (LEGGI QUI) che non c'era alcun contenzioso. La società, contattata sui nuovi sviluppi, non ha per ora commentato.

 

QUI IL VIDEO DELLA FINANZA

 

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