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Varese | 05 gennaio 2022, 12:01

LE INTERVISTE DELLE FESTE/5. «Io, non vaccinato, mi adeguo e rispetto le scelte degli altri. Le persone intelligenti fanno lo stesso con me»

«Ho 23 anni e mi sono sempre vaccinato, ma non questa volta perché non credo nell'efficacia di questo vaccino né che sia l'unica via d'uscita, ed è un mio diritto farlo. Mi negano la quotidianità ma non mi arrendo: il Covid l'ho avuto e magari lo avrò ancora perché le malattie non si cancellano. Né sono serviti a farlo lockdown, zone rosse e arancioni o il super grenn pass che mi impedisce anche di bere un tè all'aperto»

LE INTERVISTE DELLE FESTE/5. «Io, non vaccinato, mi adeguo e rispetto le scelte degli altri. Le persone intelligenti fanno lo stesso con me»

Come vive e cosa pensa un ragazzo non vaccinato della nostra provincia con una vita normale (studia e scrive) e con una famiglia e una ragazza con cui ha passato le feste? Glielo abbiamo chiesto, senza giri di parole. Queste sono le sue risposte.

Età.
23 anni.

Non vaccinato, giusto?
Non vaccinato per questo vaccino, ma tutti gli altri nella mia vita li ho sempre fatti.

Perché questa scelta?
Non mi fido dell'efficacia di questo vaccino al 100% né nel breve né nel lungo periodo: è un mio diritto pensarlo e agire di conseguenza. Ed è una cosa che condivido con la mia famiglia.

Come ha passato Natale e Capodanno?
Tranquillo e leggero, a casa con la famiglia e la mia ragazza. Preferisco trascorrere le feste così piuttosto che riunirsi per mega cene o brindisi: mi adeguo alla situazione, come ho sempre fatto nella mia vita.

Cosa dice la sua ragazza di questa decisione?
Mi apprezza, mi sopporta, mi accetta, mi capisce e non mi fa pesare assolutamente questa cosa.

E i genitori?
Siamo dalla stessa parte, è un nostro diritto fare questa scelta.

Cosa pense di chi si vaccina?
Ognuno è libero di percorrere la propria strada nella vita, soprattutto in ambito medico. Chi si vaccina, crede evidentemente che questa possa essere l'unica via d'uscita. Io la penso diversamente: se dai piani alti viene imposta una sola via d'uscita, non è detto che esista solamente questa via. Magari lo è per loro.

Se va allo stadio, non potrà più farlo: le pesa?
A San Siro non vado da tre anni, ben prima del vaccino. Godo vedendo le partite del Milan anche sul cellulare. A livello della squadra locale che seguo, è più difficile: mi mandano foto e messaggi dal campo.

Se va in palestra, non potrà più entrare.
È il meno, mi sono costruito una mini palestra in casa anche se mi mancano gli amici e un modo di allenarsi che non può essere lo stesso. Mi adeguo alle situazioni.

Se giocava a calcetto, non potrà più farlo. Cosa dirà ai suoi compagni?
La verità: siamo in un Paese dove non posso andare a giocare a calcetto perché mi dicono che rischio di infettare tutti ma, in realtà, sto meglio di tutti quelli che vanno a giocare a calcetto quotidianamente. Se sono persone intelligenti, capiscono. 

Non potrà andare al bancone del bar a bere un caffè o uscire a farsi una birra con gli amici: prima reazione?
Di rabbia e delusione perché sono gesti di routine e quotidianità negati a un ragazzo di 23 anni. La mia vita, però, non si basa sull'andare a bere un caffè o una birra. Quando potrò tornare a fare queste cose, le farò. Per ora farò altro tranquillamente.

Essendo limitato nella vita sociale ed eventualmente lavorativa, e se queste limitazioni cresceranno, potrebbe prendere in considerazione di vaccinarsi?
No, perché significherebbe arrendersi dopo aver resistito a un'idea, anzi a un'ideologia che non è la mia. Credo in quello che ho fatto sinora.  

Cosa direbbe a chi ha deciso queste regole?
Vaccinatevi voi. Credo che dare la colpa dei contagi ai non vaccinati sia sbagliato e penso che si stiano infettando e ammalando di più i vaccinati. Io faccio il tampone, è negativo, sono sano come un pesce e non posso giocare a calcetto mentre chi ha fatto il super green pass ed è stato a contatto con un positivo, e magari è asintomatico, può farlo: perché?

Ha paura del Covid?
No, ho paura delle persone e di chi ci chiude in casa per mesi e poi riapre tutto d'estate. Il Covid l'ho avuto e magari lo avrò ancora: le malattie difficilmente le puoi eliminare. Il green pass e il super green pass che mi impedisce perfino di andare all'aperto a bermi un tè limitano i diritti delle persone.

Ha paura per le persone che le sono vicine?
No, perché loro non ne hanno. Reputo corretta e moralmente giusta la mia scelta, così come viene reputata corretta e moralmente giusta la scelta da parte di tutte le persone che fanno 2, 3, 4 o 5 dosi di vaccino. Magari può mettermi un po' d'ansia l'idea del futuro.

C'è qualcosa che la delude in questa situazione?
Tutto il percorso che è stato scelto, partendo dal fatto che il lockdown, le zone rosse o arancioni e il green pass non hanno impedito il ritorno della malattia. Soprattutto mi delude il fatto di non poter essere una persona libera. 

Quali divieti o regole, invece, ritiene sia stato giusto introdurre?
Il fatto di non creare assembramenti, mantenere una certa distanza, essere più attenti all'igiene. Sono il primo che non sarebbe mai andato in discoteca in questi due anni.

A cosa o a chi si aggrappa in mezzo a queste limitazioni?
Alle persone vicine, al bello della vita, alle mie passioni, ai miei sfoghi e all'idea che un giorno tutto questo finirà e torneremo a vivere come prima, anche se credo che difficilmente possa accadere nell'immediato.

Come giudica l'informazione dal punto di vista di non vaccinato?
Covid, Covid, Covid: sembra che sui media esista solo questo. Se non ne parli, sei "sbagliato" e fuori dal giro. Eppure il mondo non è fatto solo di Covid o dall'aumento dei contagi: ci sono altre cose, soprattutto notizie positive che non creano ansia o spavento. 

Un augurio per il 2022.
Posso e devo laurearmi, magari trovare un lavoro che mi appaghi. Mi auguro di stare bene e di avere, oltre alle mie responsabilità, anche i miei diritti.

Andrea Confalonieri

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