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Territorio | 27 ottobre 2021, 14:13

Tutta Gavirate condanna le scritte nazifasciste. Il sindaco: «Disprezzo assoluto»

La prima cittadina Silvana Alberio si fa portavoce dell'indignazione dei gaviratesi davanti allo "spettacolo" di questa mattina in varie vie del paese: «Un atto spregevole da ogni punto di vista e visti gli errori di ortografia gli autori si dimostrano asini due volte»

Tutta Gavirate condanna le scritte nazifasciste. Il sindaco: «Disprezzo assoluto»

Dopo lo "spettacolo" di questa mattina, con scritte e simboli nazifascisti realizzati da anonimi su alcuni muri delle vie di Gavirate (LEGGI QUI), arriva la condanna di tutto il paese per un atto giudicato da tutti vile.

A farsi portavoce dell'indignazione dei gaviratesi è il sindaco Silvana Alberio, che peraltro si è ritrovata una delle scritte inneggianti al fascismo sul muro della piazza dove si trova il suo studio di medico di base e dove ha sede anche l'Agenzia delle Entrate.

«Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta - dichiara la prima cittadina - azioni come queste non hanno nemmeno la dignità di un commento e sono spregevoli da ogni punto di vista. Un atto brutto per tutti e per coloro che vedono lese le proprie proprietà dalle manie di protagonismo di chi compie questi gesti. Massima condanna e disprezzo assoluto per gli autori che visti gli errori di ortografia commessi nelle scritte dimostrano di essere asini due volte». 

Condanna arriva anche dal consigliere di minoranza Roberto Zocchi (Viva Gavirate). «Provo profonda tristezza ma anche pietà per chi ha scelto di mettere in atto un gesto tanto vile quanto "brutto" - dichiara - nemmeno mi soffermo sul contenuto e sul presunto significato di tale gesto, che lascia molto meno del tempo che avranno impiegato per metterlo in atto».

«Mi preme considerare quanto tali sfregi siano brutti, rappresentanti di un brutto fatto male - conclude Zocchi - cari ignoti, a Gavirate siamo abituati a trovare il bello sui muri del nostro paese come il dipinto di Ravo, il manifesto Rodariano, le poesie sulle facciate a Fignano. Chi ha a cuore il proprio paese e la democrazia sceglie il bello». 

 

Matteo Fontana

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