Ha scritto di Varese per anni come giornalista del quotidiano La Provincia e la città la conosce profondamente in ogni sua sfaccettatura. Oggi lavora in Consiglio regionale sempre nell'ambito della comunicazione e seguendo i lavori della IV Commissione Attività Produttive, Istruzione Formazione e Occupazione, e ha deciso di scendere anche in campo per la sua città e candidarsi come consigliere comunale nella lista della Lega.
Marco Tavazzi ha un programma ambizioso per Varese che poggia su tre pilastri principali: quartieri, sicurezza e cultura e sviluppo. «Bisogna pensare in grande per Varese e lavorare per creare sempre più occasioni di rilancio per la città, partendo proprio dalla peculiarità di Varese, ovvero la sua policentricità: la forza e la ricchezza di Varese risiedono nel suo essere una città composta da tante realtà unite e differenti tra di loro. Lavorare sui rioni e sulle castellanze è il punto di partenza per far rinascere Varese».
E partendo proprio dai rioni, Tavazzi ha in mente «una riqualificazione totale, che agisca su due binari: da un lato su decoro e accessibilità, dall’altro sulla rivitalizzazione con eventi, realizzati in collaborazione con comitati di quartiere ed esercenti. Le attività commerciali di vicinato sono inoltre baluardo dei quartieri esterni al centro e garanzia di un servizio fondamentale per i cittadini, per questo devono essere sostenute e tutelate anche dall’amministrazione».
I rioni devo anche essere oggetto di controlli più incisivi: «I presidi fissi di polizia locale devono essere presenti in tutti i quartieri e bisogna intavolare un confronto stretto e sinergico con le altre forze dell'ordine – sottolinea – Perché la collaborazione sia fattiva, e in grado di cogliere e contrastare sul nascere i nuovi fenomeni di microcriminalità, il monitoraggio sulla sicurezza dovrebbe essere settimanale».
Infine, Tavazzi ha un progetto culturale che si sviluppa su tutta la città, coinvolgendo i rioni e non solo il centro. «Penso alla realizzazione di una serie di mini-festival, uno in ogni quartiere di Varese, che valorizzino la vocazione del rione. Le castellanze devono essere vive e piene di eventi quanto il centro storico – aggiunge - Si parla da anni, se non decenni, di quale sia la vocazione di Varese per riuscire a creare un grande evento per la città. Io penso che Varese, grazie alla ricchezza e alla varietà delle sue risorse, non abbia solo una vocazione, ma possa essere contenitore e laboratorio per diverse vocazioni, che possono essere sviluppate e trovare riscontro in questa serie di mini-festival. Il filo conduttore di ognuna di queste manifestazioni sarà studiato ed elaborato attraverso il confronto con i cittadini, le associazioni culturali e i comitati di quartiere. Si costruisce tutto dal basso, dal confronto diretto con i varesini. Confronto vero e non retorico».
Che è poi il compito di ogni consigliere comunale: «Quello dell'ascolto e di farsi portavoce di problemi, proposte e istanze dei cittadini – precisa - Il consigliere comunale deve essere presente nella città, tra la gente, come punto di raccordo tra cittadini e amministrazione comunale».














