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Territorio | 03 agosto 2021, 17:52

Il Ponte di Golasecca racconta il suo primo anno di attività

Il progetto di inclusione sociale e lavorativo sta funzionando: nell'estate 2020 ci lavoravano 8 persone, mentre oggi sono 22, di cui 21 con disabilità. I clienti sono cresciuti da 4 a 10

Il Ponte di Golasecca racconta il suo primo anno di attività

 

La cooperativa Sociale Il Ponte di Invorio dal 1988 rinnova il suo impegno concreto e costante per l’inserimento di persone fragili e socialmente svantaggiate nel mondo del lavoro.

Un anno fa, nell’agosto 2020, ha aperto una nuova attività produttiva a Golasecca, una realtà nata per rispondere a bisogni sempre più diffusi sul territorio e che sta creando opportunità lavorative per molte persone grazie a un percorso pensato per formarle professionalmente. Si danno e si costruiscono opportunità laddove non ci sarebbero state, restituendo a ognuno la propria dignità grazie a un’organizzazione e a una serie di incarichi pensati e adeguati alle capacità del singolo.  

A settembre 2020, quando l’unità di Golasecca è diventata operativa, hanno iniziato a lavorarci 8 persone. Oggi sono in 33, 12 normodotate e 21 con disabilità. Anche i clienti e le aziende che affidano commesse alla cooperativa erano inizialmente 4 e sono diventati 10 con il bilancio 2021.

Le attività svolte sono diverse, da alcune molto semplici fino ad arrivare ad altre più complesse: ci si occupa di assemblaggio, confezionamento, ma anche di cablaggio. La cooperativa di Golasecca è in parte organizzata come laboratorio: chi sta imparando è inserito in un contesto protetto, con regole e organizzazione di tipo aziendale e segue un percorso propedeutico al lavoro senza vincolo produttivo e retributivo.

In parte è un’attività produttiva vera e propria: le persone socialmente svantaggiate o con disabilità sono soci della cooperativa o in tirocinio di inclusione. La rete di connessioni e contatti con le aziende del territorio continua a essere rafforzata e diventa una risorsa importante dove inserire uomini e donne, soggetti fragili, che hanno ormai imparato un mestiere e che possono proseguire il loro percorso al di fuori dalla cooperativa.  

In questo primo anno di attività, grazie a una convenzione con l'associazione Amici di Tommy e Cecilia onlus di Sesto Calende che ha lanciato l’idea, anche l’unità di Golasecca ha collaborato alla realizzazione di pedane per carrozzine costruite con mattoncini lego, donate poi a diverse attività commerciali di Sesto Calende.

«Il bisogno del territorio è in aumento e anche durante la pandemia non ci siamo mai fermati - commenta il direttore generale de Il Ponte Mauro Fanchini - l’attività di Golasecca è una risposta concreta a un bisogno altrettanto tangibile e impellente: creare opportunità reali per tante persone vulnerabili, fragili e con disabilità. È la realtà che ci troviamo a vivere quotidianamente che ci ha chiesto una presenza su un territorio dove questa stessa presenza mancava ormai da qualche tempo. I numeri ci stanno dando ragione: in un anno dall’apertura siamo passati da una decina di persone coinvolte a più di trenta. Il nostro obiettivo è che la struttura diventi auto-sostenibile già entro la fine del 2021 e che continui a crescere e ad allargare la sua rete di contatti e aziende coinvolte, ma anche di volontari. Stiamo da tempo creando legami molto forti e virtuosi con diverse associazioni che operano in zona, come gli Amici di Tommy e Cecilia di Sesto Calende e la Cooperativa B.Plano di Vedano Olona, con i servizi sociali, le amministrazioni comunali e i CFP del territorio».  

 

 

Redazione

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