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Calcio | 26 maggio 2021, 18:53

«Dedichiamo questa salvezza ai varesini morti al Mottarone. Perché il Varese è Varese»

Filippo Lo Pinto, nel giorno in cui la squadra di calcio si salva, ha un pensiero struggente e sincero per le vittime della tragedia in funivia: «Dovremmo festeggiare ma, al di là della gioia finale, non possiamo farlo. Loro e Maurizio Scalamandrè sono nei nostri cuori. L'anno prossimo? Con 4 innesti giusti... Il mio futuro qui lo vedremo a fine campionato»

«Dedichiamo questa salvezza ai varesini morti al Mottarone. Perché il Varese è Varese»

«Vogliamo dedicare questa salvezza a tutti e cinque i varesini morti su quella maledetta funivia. Dovremmo festeggiare ma, al di là della gioia finale, non possiamo andare oltre perché ci sono delle famiglie e tante persone che a Varese stanno soffrendo: ci stringiamo a loro e dedichiamo la salvezza della squadra di calcio della loro città a chi non c'è più. Perché il Varese è Varese»: Filippo Lo Pinto, sponsor (almeno per ora, sempre che resti) del club biancorosso, è soprattutto un uomo di slanci e gesti autentici. Come lo sono queste parole dette a caldo dopo la vittoria di Sanremo che consegna al Varese, che era stato anche ultimo in classifica, il suo traguardo.

«Avrei voluto che oggi anche Maurizio Scalamandrè fosse felice per il suo Varese - aggiunge Lo Pinto - È una persona che io non ho conosciuto ma che aveva questi colori nel cuore. E noi, in questo momento, abbiamo nel cuore lui».

«Adesso vorrei dire tante cose ma lo farò quando sarà finita la stagione - prosegue Lo Pinto - Noi in fondo non ci consideriamo davvero ancora "salvi", lo saremo quando ci metteremo alle spalle 6 squadre perché nessuno deve dire che il Varese ha mantenuto la categoria grazie alla riforma delle retrocessioni. Questo club "deve" salvarsi uscendo dai playout previsti a inizio campionato». 

Da oggi, ma forse anche da ieri, al Varese si lavora per il futuro. «Io li confermerei tutti, uno per uno, perché questo è un grande gruppo e perché in fondo li sento  tutti un po' come figli miei. Sogno 4-5 innesti giusti per avere una squadra capace di andare su e sogno anche... un'altra cosa che poi vi dirò e che ho già detto a Rosati e Amirante. Se dall'inizio fossimo partiti con la testa giusta, adesso saremmo dall'altra parte della classifica ma, in fondo, possiamo ancora arrivarci visto che mancano 4 gare».

Lo Pinto vorrebbe ora portare un centinaio di tifosi biancorossi a Saluzzo domenica 6 giugno a prezzi popolarissimi e, intanto, chiude con un'affermazione-frecciata difficile da contraddire: «Di sicuro per il Varese oggi è meglio essere in serie D piuttosto che in terza categoria. O no?».

Andrea Confalonieri


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