/ Varese

Varese | 17 maggio 2021, 15:34

Zanzi sul suo allontanamento: «Progetto mirato ad estrometterci. Ci hanno progressivamente isolati, ma ci ricandidiamo»

Un fiume in piena il movimento Varese 2.0, che in una conferenza stampa si toglie più di un sassolino dalla scarpa: «Ci hanno imposto il silenzio stampa e l’allineamento a prescindere su tutte le proposte e le alleanze. Non possiamo accettarlo»

Zanzi sul suo allontanamento: «Progetto mirato ad estrometterci. Ci hanno progressivamente isolati, ma ci ricandidiamo»

Ha taciuto fino ad oggi l'ex vice sindaco Daniele Zanzi, per poi dire la sua verità sulla decisione di estrometterlo dalla giunta (leggi QUI) in una conferenza stampa fiume in cui, insieme alla moglie e consigliera Elena Baratelli, Alessandro Goitan e il presidente di Varese 2.0 Angelo Del Corso, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. 

Ci sarebbe una ragione semplicissima alla base del suo "licenziamento": il non allineamento del movimento a tutte le decisioni prese dal sindaco Davide Galimberti. Un atteggiamento di "critica costruttiva", lo definiscono, che si è palesato dal primo giorno di insediamento della giunta e che non è mai piaciuto al sindaco. Da allora sarebbe stato messo in atto un progressivo depotenziamento e isolamento dei rappresentanti di Varese 2.0, con il preciso obiettivo di estrometterli e indurli a lasciare.

«Siamo reduci da un pressing costante, che in queste ultime settimane si è anche intensificato, per indurci a mollare. Noi però siamo stati eletti con 1400 voti dei varesini, siamo stati determinanti per l'elezione di Galimberti e abbiamo ingoiato rospi per rispetto di chi ci ha votato. Non abbiamo ceduto e adesso, con progetti da portare a termine senza intoppi, prima della scadenza del mandato, ci hanno dato il benservito». 

Sarebbe stato un atteggiamento strutturale e strutturato, insomma, da parte di Davide Galimberti, che Zanzi ha ripercorso dal giorno dell'insediamento fino ad oggi e che intreccia questioni legate a progetti concreti sulla città a questioni meramente politiche. Da una parte quindi l'opposizione di Varese 2.0 ad alcune proposte: «A cominciare dalla non attuazione della revisione del pgt che avrebbe dato chiarimenti sulla visione che l’amministrazione aveva sul futuro della città - ha precisato l'architetto Angelo Del Corso - Abbiamo visto al contrario il proliferare di proposte progettuali limitative, senza visione globale, dal masterplan stazioni fino al palaghiaccio, passando per via Selene e l’ex Aermacchi. Rispetto a queste cose noi non abbiamo potuto fare nulla, ci hanno presentato dei progetti già elaborati. Questo non era nelle nostre iniziali intenzioni. Noi volevamo dare voce, con le nostre competenze, ai cittadini. Avremmo potuto indicare delle vie di sviluppo urbanistico, che è strettamente collegato a quello economico, ma non ci è stato consentito farlo».

Su questo fronte, il movimento sarebbe stato reso ininfluente con il passaggio del consigliere Valerio Crugnola, eletto con Varese 2.0, al gruppo Galimberti sindaco. «In quel caso sarebbe stato corretto dare le dimissioni e lasciare la rappresentanza che ci eravamo conquistati alle lezioni. Così facendo invece siamo stati depotenziati e, con un voto solo, in sostanza disarmati».

Per arrivare poi alle questioni che si possono definire politiche. «Non abbiamo mai fatto mistero di essere in totale disaccordo con l'inserimento in maggioranza di forze che erano all'opposizione». Il riferimento è a Stefano Malerba, prima eletto presidente del consiglio e poi, con un cambio di casacca, passato ad Italia Viva. «Ci siamo trovati nuovi alleati senza essere consultati, fino ad arrivare alla presenza di Ennio Imperatore (che ha un passato nel centro destra e nell'Udc) nel primo tavolo di lavoro del famoso "cantiere politico" di Galimberti. Noi avevamo iniziato un percorso civico con determinate alleanze e ci troviamo le carte rimescolate. Alle nostre richieste di chiarimento ci siamo trovati difronte a dichiarazioni a mezzo stampa di "un'apertura a destra", ma noi ancora aspettiamo delle risposte». 

Che non sono arrivate, se non nell'ultima e determinante settimana: «Siamo stati convocati e quasi processati per poi imporci un dictat: se restate in maggioranza dovete adeguarvi al silenzio stampa, un portavoce parlerà per tutti - ha detto Elena BaratelliNon possiamo adeguarci, questo modo di fare non ci appartiene. Una voce che si diversifica deve essere una ricchezza. Ottenere un allineamento a prescindere non è possibile».

Ed ecco l'epilogo della faccenda e l'annuncio di cosa accadrà d'ora in avanti: «Ci presenteremo alle prossime elezioni da soli, con Daniele Zanzi come candidato sindaco. Lo faremo per tutti i cittadini che ci hanno sostenuto nelle battaglie che ci hanno sempre contraddistinto e per continuare un percorso che 5 anni fa abbiamo fatto crescere, basandolo sul "come fare" e non sul "cosa fare". Non saremo un terzo polo però, non saremo le stampelle di nessuno, di quelli che si legano alla politica tradizionale. Siamo consapevoli che ci sarà la solita polarizzazione, ma andiamo avanti». A questo proposito, il 18 giugno ci sarà un appuntamento dei Cantieri Civici Varesini in cui si spiegherà il percorso elettorale che seguirà Varese 2.0.

In allegato qui sotto, il comunicato stampa completo.

Files:
 comunicato stampa 17 maggio 2021 14366  (255 kB)

Valentina Fumagalli

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore