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Varese | 08 maggio 2021, 16:11

"Varese città Universitarià - città dei Laghi" contro l'ordine del giorno del consiglio comunale: «Bocciamo tutte le proposte»

La lista di centro esprime contrarietà alle proposte che l'amministrazione è chiamata ad approvare il 13 maggio, tra cui la risistemazione del campo sportivo delle Bustecche. «Pronti a lanciare delle petizioni e a impegnarci per la costituzione di un terzo polo per le prossime elezioni»

"Varese città Universitarià  - città dei Laghi" contro l'ordine del giorno del consiglio comunale: «Bocciamo tutte le proposte»

Un lungo comunicato stampa con cui la lista "Varese: città Universitaria - città dei Laghi" si presenta alla città, partendo dalla contrarietà all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, fissato per il 13 maggio. Un ricco programma che i consiglieri saranno chiamati a votare e che comprende temi che seppur diversi tra loro, delineeranno la visione futura di Varese. 

Si parlerà di approvare la riqualificazione del campo sportivo delle Bustecche, che sarà rimesso a nuovo dal città di Varese e che diventerà la casa della prima squadro di calcio varesina. Contemporanemente, i consiglieri dovranno votare per l'istallazione di campi da paddle nella casa del calcio per eccellenza: lo Stadio. E poi c'è la questione teatro di Varese, che l'amministrazione vorrebbe insediare nell'ex cinema Politeama. 

«Tutti progetti contro cui ci schieriamo - spiega Massimiliano Didò -, perché denotano la mancanza da parte della giunta locale di un’idea coerente di sviluppo urbano. La stretta speculativa su molti siti oggetto di intervento edilizio, piuttosto che l’assenza quasi totale del ricorso alle migliori pratiche di costruzione e di realizzazione delle opere in funzione di una maggiore ecosostenibilità, e, per finire, una gestione ristretta e quasi “amicale” nei processi decisionali che riguardano Varese, determinano errori progettuali ed impediscono, ad una pluralità di soggetti esterni di poter proporre, con maggiore “libertà di pensiero”, soluzioni innovative che l’attuale amministrazione ha dimostrato di non avere».

La lista è decisa anche a lanciare due petizioni.  «La prima destinata a ristabilire il decoro delle piazze varesine togliendo da Piazza della Repubblica e dalle altre coinvolte il mercato degli ambulanti, con l’idea di destinare questi ultimi in un’area appositamente attrezzata per le loro esigenze e ben collegata ai quartieri varesini, da realizzare coinvolgendo le parte interessate ed attraverso un concorso di idee: il mercato può diventare una risorsa per la città». La seconda petizione «destinata a tutelare i capannoni Aermacchi, a salvaguardare la memoria urbanistica ed industriale della città puntando alla loro riqualificazione e contro la loro demolizione».

Entrando più nel merito delle proposte che saranno discusse il prossimo 13 maggio in consiglio comunale:

TEATRO DI VARESE
«partiamo dal nuovo Teatro. In barba alla logica di evitare una eccessiva concentrazione di attività in pochi chilometri quadrati, anche in considerazione dei potenziali rischi pandemici, l’amministrazione comunale non ha esitato a concentrare nell’ombelico della città, un numero spropositato di attività. Così, con il passare del tempo, si sono aggiunti al centro commerciale Le Corti ed al parcheggio multipiano: una biblioteca polivalente, il mercato degli ambulanti, e, in attesa di conoscere la destinazione d’uso del Teatro Apollonio (che sembra destinato a mantenere le proprie funzioni), viene proposto di realizzare nell’ex cinema Politeama (a 2/3 chilometri in linea d’aria) quello che diventerà probabilmente il secondo Teatro della città. Chi esce vincente da questa idea è sicuramente la Fondazione Molina, soggetto privato che non fa certo sconti ai suoi utenti, che invece di trovarsi tra le mani un fabbricato inutilizzato, oneroso e da ristrutturare, potrà contare su finanziamenti pubblici per riqualificare lo stabile oltre a percepire un assegno di 5 milioni per la vendita all’amministrazione comunale del solo “diritto di superficie” per i prossimi 90 anni: è infatti grazie a questo “escamotage” che sarà possibile attingere alle tasche dello Stato e della collettività. Poteva esserci una alternativa? Si poteva ristrutturare un altro immobile o costruire un Teatro magari in un luogo diverso anche da Piazza della Repubblica? Magari utilizzando materiali e tecniche innovative che ne avrebbero abbattuto i costi di realizzo? Resteranno domande senza una risposta, così come non è ancora noto il progetto preliminare (che verrà presentato solo ad autunno) e quindi l’impegno finanziario complessivo, come, allo stesso modo non conosciamo i costi di gestione dell’intera struttura una volta a regime (ancora in capo al Comune?) ... ci domandiamo cosa voteranno a questo punto i consiglieri comunali il 13 maggio

VARESELLO
«Per quanto concerne la concessione del Centro Sportivo Bustecche) al Città di Varese, la nostra posizione è ancora più critica. Con una concessione lunga 10 anni si “regala” ad una squadra di calcio un’area verde piuttosto vasta in un quartiere popolare che, invece di un piccolo stadio, avrebbe bisogno di un vero e proprio centro sportivo: una pista sintetica e campi in erba per praticare sport di atletica, o altri sport come ad esempio il rugby. Palestre dove poter giocare a pallavolo o a basket, o dove praticare sport sempre più in voga tra i ragazzi come l’arrampicata su roccia, oppure la danza. Un luogo insomma dove socializzare e migliore la condizione fisica di giovani e meno giovani. Strutture moderne da realizzare con finalità di ecosostenibilità: dai materiali utilizzati per la sua realizzazione ai servizi che potrà rendere alla città, ad esempio raccogliendo energia ed acqua piovana dall’ambiente per poi restituirla nel momento del bisogno. Ma alle Bustecche non ci sarà nulla di tutto questo.
E’ diventato invece il luogo dove relegare i ragazzi che fanno skating (perché davano fastidio in Piazza della Repubblica) e dove raccogliere consensi elettorali puntando a soddisfare la dirigenza di una squadra di calcio che per quattro soldi (264.000 euro ed immancabile fidejussione bancaria) cercherà di ristrutturare il campo sportivo la tribuna ed un bar, puntando poi in un secondo momento ad opzionare anche il secondo campo in mano alla Provincia.
Senza entrare nel merito dei materiali con cui verranno realizzate queste opere è certo che il campo sintetico ostacolerà l’omologazione per alcune discipline sportive di atletica, e risulterà poco compatibile per altri sport; inoltre si metterà una pietra tombale su ogni aspettativa del quartiere di vedere un area così importante seriamente riqualificata e dalla quale appunto tutta la comunità Varesina avrebbe potuto trarre notevoli vantaggi. Un disastro».

LARGO FLAIANO
«scoperta la necessità di realizzare una rotonda (dopo 5 anni di amministrazione) allo scopo di rendere più fluido il traffico, allo stesso tempo si decide di realizzare un supermercato (un cubo enorme dall’impatto paesaggistico non indifferente) all’ingresso della città (per chi proviene dall’autostrada), ed una clinica privata su Viale Borri che, insieme al mercato degli ambulanti in Piazza della Repubblica ed ai parcheggi realizzati quasi tutti in centro, non faranno altro che peggiorare la viabilità. Non parliamo delle piste ciclabili per lo più assenti o presenti a tratti a volte anche pericolose e mal protette.

PIAZZA REPUBBLICA 
«Estata trasformata in un parcheggio per camioncini (che rilasciano chiazze di olio ed altri liquidi) e sito per bancarelle: poteva essere un bellissimo luogo di transito e ristoro per studenti e turisti, è diventato invece il luogo dove eseguire l’omicidio perfetto del “mercato degli ambulanti”: una volta punto di riferimento per tutti i cittadini varesini in Piazzale Kennedy oggi disperso in più luoghi in una costante sperimentazione che non si sa bene come finirà. Un lato positivo c’è come in tutte le cose: nel disperato tentativo di ridurre il numero delle bancarelle l’amministrazione ha deciso finalmente di verificare chi era in regola con i pagamenti e le autorizzazioni riuscendo così ad escludere chi, per i minori costi sostenuti, attuava una concorrenza sleale».

EX AERMACCHI
«In ultimo, ma non meno importante tra i nostri obiettivi tanto da meritare una petizione specifica, è la tutela dei capannoni ex-Aermacchi: ci opporremo alla loro demolizione che vuol dire anche distruggere la memoria storica dei luoghi della città. Demolizione peraltro finalizzata a realizzare l’ennesimo supermercato. Cosa si nasconde dietro tutta questa frenesia nel proporre continuamente nuovi centri commerciali?
A nostro avviso i capannoni ex-Aermacchi rappresentano un luogo di pregio ed un esempio di architettura industriale con specifiche caratteristiche da proteggere e valorizza mantenendo in qualche modo la destinazione d’uso originale di “sito produttivo” seppure in chiave moderna: ad esempio realizzando dei laboratori dove studenti delle scuole e delle università potranno testare e sviluppare le proprie idee e conseguire una validazione preliminare delle stesse (la cosiddetta «Proof of Cocept»), dando vita a nuove imprese o start up».

«E’ in questo contesto, davanti all’inconsistenza di un’opposizione evanescente (e spesso convivente), di cui non condividiamo buona parte dei principi e valori che la muovono, e con una maggioranza di cui non possiamo condividere nel merito e nel metodo le sue proposte politiche, che la Lista “Varese città universitaria  - città dei Laghi", è impegnata a favorire la nascita alle prossime elezioni, di un terzo polo elettorale, espressione di una cultura civica, laica e riformista ed aperto a coloro che hanno una visione moderna dello sviluppo della città ed una concezione innovativa del ruolo della pubblica amministrazione».

Per chi desidera aderire alle due petizioni, esprimendo il proprio parere e specificando a quale delle due intende partecipare invitiamo può scrivere all’indirizzo email: varese.europa@gmail.com 

Redazione

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