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Varese | 08 maggio 2021, 16:10

«Spike sulla porta attende Ave, qualche cliente entra e piange. La sua cartolina in regalo per la festa della mamma»

Lo spirito e la "presenza" di Ave Corvi sono ovunque nel negozio in corso Matteotti che è tornato ad accogliere i clienti. Il fratello Giovanni: «Doniamo una cartolina con mio fratello bambino alla festa della mamma del 1958 per scrivere un messaggio da abbinare al fiore che si vuole regalare. Le rose le avvolgiamo nella carta colorata. Qualcuno entra e chiede "le sue azalee"»

«Spike sulla porta attende Ave, qualche cliente entra e piange. La sua cartolina in regalo per la festa della mamma»

Spike è il boston terrier di Giovanni Corvi, il fratello di Ave, ed è accucciato sul tappetino all'entrata del negozio di fiori in corso Matteotti riaperto in questi giorni che, in attesa della festa della mamma, sono davvero molto intensi. 

Spike attende l'arrivo di qualcuno, e non è difficile immaginare di chi. «Ave all'inizio non lo guardava di buon occhio - racconta Giovanni - ho anche pensato che potesse dirmi da un momento all'altro: "O lui, o te". Poi, dopo qualche tempo, lo sorprendevo a tenerselo sulle ginocchia mentre riceveva ordini dai fioristi del Nord Europa».

La vita senza Ave è in realtà piena di Ave per chiunque lavori o entri in Fioraia Corvi. Lui, più che lassù, è proprio qui, ovunque tra rose e azalee: «Noi la festa di domani la festeggiamo con una cartolina in cui si vede Ave bambino (è il primo a sinistra) davanti al negozio insieme ai cugini Conti che risale alla festa della mamma di domenica 11 maggio 1958 - spiega Giovanni con un tocco di emozione che rimane sospeso insieme alle sue parole forse mosse dal destino - È il nostro dono ai clienti in modo che possano scrivere il messaggio per la loro mamma da abbinare al fiore. È un modo crediamo bello perché questo giorno sia anche legato ad Ave». Bellissimo, Giovanni.

La cartolina, la carta colorata invece del cellophane in cui avvolgere i fiori da regalare alla mamma (in particolare i boquet di rose rosse), la richiesta di un ragazzo che entrando, dopo essersi davvero assicurato che da un momento all'altro non spuntasse davvero Ave, chiede a Vittorina e Nando «le sue azalee»: lo spirito di Fioraia Corvi è lo stesso di sempre ma sembra addirittura che Ave sia ancora più presente e si sia moltiplicato in tutte le persone che varcano la soglia, soprattutto in chi «dopo qualche passo inizia a piangere di fronte a un'assenza così presente». 
Sono le lacrime di Ave che, cadendo giù, rimbalzano su un'azalea riempiendo i nostri occhi.

Sotto nella gallery Giovanni Corvi fuori dal negozio in corso Matteotti, Spike in attesa all'entrata, rose rosse con la cartolina di Ave bambino dove scrivere il messaggio per la propria mamma, Ave sempre presente e ancora Giovanni con un indimenticabile bouquet di rose alto un metro e mezzo donate da Fioraia Corvi ai tempi di Expo al presidente della Colombia.

Andrea Confalonieri

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