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Eventi | 28 aprile 2021, 14:00

Plastica per l’arte: da Palazzo Cicogna Andrea Polenghi e Lady Be firmano un messaggio di attenzione all’ambiente con il riciclo

Visitabile la mostra per sensibilizzare all’uso di uno materiale entrato ormai nel nostro uso quotidiano, ma di cui non abbiamo, forse, ancora ben compreso i problemi che genera all’ecosistema. E se imparassimo a riciclarlo in un modo “fuori dal comune”? L’esempio di due artisti che hanno saputo dare un nuovo significato alla plastica e darle un significato e un valore artistico.

Plastica per l’arte: da Palazzo Cicogna Andrea Polenghi e Lady Be firmano un messaggio di attenzione all’ambiente con il riciclo

Sono trascorsi tanti, troppi mesi da quando siamo potuti entrare in un museo e ci siamo fatti trascinare dalle emozioni che le opere ci regalavano. Finalmente, le sale delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna, a Busto Arsizio, hanno riaperto, con una proposta davvero innovativa.

Organizzata dall’amministrazione comunale nell’ambito della rassegna Uno spazio per l’arte, la mostra Plastica per l’arte. Il valore del riciclo è dedicata alle opere di Andrea Polenghi e Lady Be, artisti che hanno in comune una grande attenzione verso il riciclo e mettono al centro della loro attività artistica la materia plastica e la sua plasmabilità per dare un forte messaggio di sostenibilità: anche se un oggetto sembra aver finito il suo ciclo di vita, è possibile fornirgliene una nuova, ridargli un valore, trasformarlo, perché no, in un'opera d'arte. 

La plastica è, attualmente, la principale causa di problemi di inquinamento all’ecosistema, perché è un materiale durevole nel tempo, non biodegradabile, resistente a diverse condizioni climatiche. Inoltre, mantiene la sua forma e i suoi colori brillanti, caratteristiche che hanno portato artisti dell’era contemporanea come Polenghi e Lady Be a sceglierlo come principale media per creare le loro opere.

«Una mostra dal duplice significato: da un lato, quello estrinseco, del ritorno dell'arte, della cultura, della bellezza dal vivo, grazie alla riapertura dei musei. Dall'altro, l'importanza di dare voce a due artisti di fama, impegnati anche sul fronte sociale delle politiche ambientali, nei cui confronti si sta sviluppato una forte sensibilità in molti Paesi del mondo» commenta la vicesindaco e assessore a Identità e Cultura Manuela Maffioli.

«Una grande occasione culturale, quindi, a Palazzo Cicogna – prosegue – che dimostra anche l'imponente sforzo sul fronte della qualità in atto nell'ambito di Uno spazio per l'arte, il nostro contenitore dedicato agli artisti contemporanei».

Lady Be

Pseudonimo di Letizia Lanzarotti, l'artista ha già esposto le sue opere a New York, Parigi, Amsterdam, Londra, Barcellona, Berlino, La Valletta (Malta), Düsseldorf, Bruxelles, Bruges, Lisbona e nelle principali città italiane, collabora da diversi anni con Legambiente e ha lavorato con importanti aziende come P&G, Enegan, Bottega Veneta e Disney Pixar. Dal 2009, crea opere d'arte realizzate con oggetti di plastica riciclata, raccolti dalle spiagge, mercatini e scuole, con una tecnica definita dalla critica “eco-mosaico”.

In un primo momento, si è concentrata soprattutto sul piacere “popolare”. Come scrive Francesco Saverio Russo, che cura l’esposizione di Palazzo Cicogna, «I volti noti le permettevano di raggiungere le masse sul tema green del riciclo della plastica e del problema ambientale, poi ha sentito l’esigenza di andare oltre, di indagare su tematiche psicosociali, non scollegate dal problema dell’inquinamento materiale e sociale, dove però traspare il culto dell’oggetto , il “giocattolo”, “transfert” di una infanzia difficile, anaffettiva, e investimento libidico, transitorio di più fasi, status symbol indicativo di contemporaneità basata sulle apparenze».

Tra i ritratti realizzati da Lady Be per l’esposizione a Palazzo Cicogna, sono presenti sia alcune chicche sia opere totalmente inedite, come il profilo di Dante Alighieri, che vuole ricordare i 700 anni dalla sua morte, oppure Puliamo il Mondo, realizzata a Bergamo in diretta tv, con oggetti di plastica di recupero raccolti da volontari Legambiente, per celebrare la forza dei bergamaschi che hanno dovuto per primi affrontare l’emergenza Covid nel 2020. Raffigura un volto umano con il pianeta come testa, la bocca ingerisce il mare di plastica, a voler dire quanto il problema dell’inquinamento sia globale e inquinare il mondo significa fare del male a noi stessi, mentre grazie alla pulizia del pianeta con tecnologie e scelte green si crea un beneficio circolare che torna a nutrire le generazioni future.

Inoltre, le numerose opere che ritraggono icone e personaggi storici, come Tesla, Darwin, Guglielmo Marconi, Leonardo da Vinci (accompagnato da una piccola opera raffigurante la Monna Lisa), Mao Tse Tung, Anna Frank, si uniscono a ritratti più contemporanei, come quelli di Lady Gaga, Vasco Rossi, e anche un recente ritratto del critico Vittorio Sgarbi.

Andrea Polenghi

Artist milanese, Polenghi ha dimostrato la sua vena creativa già dalle superiori, quando frequenta il Liceo Artistico di Brera, stimolato e consigliato da insegnanti quali Silvio Consadori, Floriano Bodini, Raffaele De Grada, Giò Pomodoro.

Dopo il diploma, inizia a lavorare nello studio del designer Decursu, per poi dedicarsi alla grafica pubblicitaria, attività in cui esprime la sua creatività attraverso una continua ricerca estetica. Alla fine degli anni Settanta, decide di approfondire un interesse, da sempre coltivato, affrontando studi sulle culture orientali in generale e, in particolare, sulla lingua giapponese.

L’approfondimento della disciplina meditativa zen ha dato una svolta al suo modo di vedere, analizzare e leggere la realtà, anche dal punto di vista artistico.

Così descrive la sua opera Luciano Bolzoni, il curatore dell’esposizione bustocca: «In una serata di quelle in cui ci si sente un po' giù e si cammina, a testa china, in compagnia di mille pensieri, d'un tratto, sull'asfalto consumato, lo sguardo di Andrea incontra un groviglio di cannucce colorate, sovrapposte in un improbabile equilibrio, tra cocci di vetro e avanzi di sballi notturni. Un calcio, come per gioco, e quell'immagine si scioglie come un'illusione, ma qualche tempo dopo, si ricompone nella sua mente: così prende vita e forma una nuova sfida, con sé stesso, con le sue mani, con il tempo, con l'arte che ha sempre amato. Nascono così Piccole Opere d'Aste, forme di ingegno e fantasia: cannucce colorate che pazientemente tagliate e poste una sull'altra annullano il vuoto e lo riempiono di senso, tracciando leggende di sempre e miti di oggi. Con stile ed originalità, Andrea ricrea con estremo rigore personaggi che hanno lasciato il segno nello sport, nella cultura, nei sogni di libertà di milioni di persone. Ritratti di epoche diverse, passioni che hanno conquistato tutto il mondo».

In mostra, spiccano i ritratti di Andy Warhol, di Mick Hagger, del Dalai Lama, realizzati riutilizzando delle cannucce colorate, oggetti che dopo essere stati utilizzati per pochissimi minuti vengono buttati. Ma attraverso la sua arte e la sua peculiare tecnica “puntiforme” questa materia può rientrare idealmente in un ciclo vitale.

 

La mostra è visitabile fino a domenica 13 giugno, previo appuntamento.

 

Giulia Nicora

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