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Territorio | 22 gennaio 2021, 14:39

La Caritas di Besozzo e Brebbia fa i conti con la povertà, nel 2020 aiutate 65 famiglie: «Nessuno si senta mai solo»

L'anno scorso, l'associazione caritativa legata alla comunità pastorale ha ricevuto offerte da benefattori pari a circa 10 mila euro, grazie ai quali sono stati consegnati pacchi viveri, saldate bollette ed elargiti buoni spesa: «Aiutiamoci tutti insieme»

La Caritas di Besozzo e Brebbia fa i conti con la povertà, nel 2020 aiutate 65 famiglie: «Nessuno si senta mai solo»

La Caritas di Besozzo e Brebbia traccia un bilancio delle attività svolte nel 2020 a favore dei poveri che vivono sul territorio e non solo, in un anno segnato dalla gravissima crisi legata all'emergenza sanitaria.

I volontari dell'associazione caritativa legata alla comunità pastorale Beato Nicone, sull'informatore parrocchiale, hanno fatto il punto della situazione sulle attività svolte l'anno scorso, dove le offerte dei benefattori hanno raggiunta la cifra di circa 10 mila euro. «Durante quest'anno segnato dalla pandemia, la Caritas ha sperimentato la grande generosità di tante famiglie che hanno rivolto varie forme di solidarietà nei confronti della nostra Caritas - spiegano i volontari - vogliamo ringraziare tutti i benefattori per gli atti di prossimità compiuti verso chi soffre e dire loro che grazie al loro grande altruismo siamo riusciti a sostenere circa 65 famiglie e siamo riusciti a consegnare pacchi viveri, saldare utenze, pagare affitti ed elargire buoni spesa». L'associazione caritativa della comunità pastorale ha intrapreso anche nuovi progetti come la collaborazione con il Centro Aiuto alla Vita di Laveno Mombello al quale anche alcune famiglie besozzesi e brebbiesi si rivolgono per un aiuto alla prima infanzia; c'è poi anche il Fondo San Giuseppe per coloro che hanno perso il lavoro e il sostegno alla popolazione croata vittima del terremoto. «Nessuno si senta mai solo - concludono i volontari della Caritas - aiutiamoci tutti insieme come comunità cristiana ad essere sempre punto di riferimento per l'ascolto e le emergenze più deboli e dei piccoli».  

Matteo Fontana

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