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Territorio | 25 febbraio 2026, 21:07

FOTO e VIDEO. Bruzzone a Busto senza sconti: «Basta genitori che evitano il conflitto, serve il coraggio di dire no»

La nota criminologa ospite oggi all'interno della sede della Croce Rossa, ha dialogato con l'avvocato Fontana davanti a una sala gremita. E su Garlasco: «Chi conosce gli atti non ha alcun dubbio sulla responsabilità di Alberto Stasi»

Non è bastata l’aula magna della sede della Croce Rossa, stracolma in ogni ordine di posto, a contenere l'attesa di Busto per Roberta Bruzzone. Questo pomeriggio, mercoledì 25 febbraio, la criminologa investigativa e psicologa forense ha letteralmente "stregato" la numerosissima platea presente in via Savona, ospite del gruppo capitanato dal presidente Giulio Turconi: in tantissimi sono rimasti in piedi o seduti nel corridoio, pur di non perdere nemmeno una parola di un incontro che si è trasformato in un confronto serrato sulla deriva delle nuove generazioni.

Un evento dal peso sociale evidente, sottolineato dalla folta presenza istituzionale in prima fila: dal sindaco Emanuele Antonelli al vice Luca Folegani, passando per l'assessore Alessandro Albani, la presidente del consiglio comunale Laura Rogora e il consigliere Francesco Attolini. In platea, ad ascoltare con attenzione, è giunta anche la consigliera regionale Romana Dell'Erba.

Accompagnata dall'avvocato Gianluca Fontana, che ha saputo tessere il filo del discorso tra diritto e cronaca, Roberta Bruzzone ha presentato il suo ultimo volume, «L’epoca della rabbia». Ma più che una presentazione, è stata una lezione di consapevolezza. «Il libro è un viaggio doloroso e senza sconti», ha avvertito l'autrice, puntando il dito contro un sistema educativo che sembra aver smarrito la bussola. «Esempi pratici e indicatori precisi – ha spiegato – affinché gli adulti ricomincino a fare gli adulti».

La platea ha seguito il ragionamento con un silenzio, interrotto solo per interagire con l'esperta. Bruzzone ha scavato nell'abisso di casi feroci, come quello di Erika e Omar o il delitto di Antonio De Marco a Lecce, per spiegare un narcisismo che non tollera limiti. «I ragazzi di oggi vengono cresciuti all’ombra del narcisismo peggiore, incapaci di stare nelle relazioni e con un’ipersensibilità alla critica che non accetta il minimo senso del limite».

Il pubblico non è rimasto a guardare, incalzando la Bruzzone con domande dirette, dalla funzione della scuola al ruolo dei social. «Il digitale abbatte la percezione della gravità di ciò che viene fatto – ha denunciato la criminologa – viviamo tutti in vetrina, ma è una vetrina pericolosa che si trasforma in un tribunale dove arrivano solo colpevoli».

Particolarmente incisivo il passaggio sulla "fuga" dalle responsabilità genitoriali: «Appartengo a una generazione dove era tutto "no". Noi diversamente giovani, in quel tipo di condizione frustrante, abbiamo costruito la capacità di gestire la frustrazione». Oggi, invece, Bruzzone vede adulti che «hanno paura di riconoscere e contenere la rabbia dei figli, che evitano il conflitto diventando loro stessi complici del disagio».

Non sono mancati momenti di riflessione su temi collaterali ma urgenti, come il suicidio tra le forze dell'ordine – «una categoria logorata da microtraumi quotidiani e mancanza di ascolto» – e la carenza di strutture per soggetti socialmente pericolosi.

L’incontro si è chiuso con una "battuta" sul delitto di Garlasco: «Si tratta di una situazione chiusa e strachiusa, quella attuale è una forzatura che non andrà da nessuna parte. Chi, come me, conosce gli atti non ha alcun dubbio sulla responsabilità di Alberto Stasi». Poi un lungo applauso e la consapevolezza che la "cassetta degli attrezzi" proposta da Roberta Bruzzone sia necessaria per una comunità che vuole tornare a educare i propri giovani.

Giovanni Ferrario

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