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Territorio | 13 gennaio 2021, 15:01

Il Bar Roxy di Cadrezzate non aderirà a #IoApro: «Protesta dannosa, non vogliamo mettere a repentaglio la salute e il portafoglio di clienti e amici»

Max Cueroni che da 22 anni è alla guida del locale nel centro del piccolo paese non ci sta: «Rischiamo di passare dalla parte del torto, per prima cosa bisogna far rispettare le regole a tutti, ma vedo che ci sono tanti colleghi che fanno i fenomeni. Maggiori controlli tutelerebbero i baristi onesti e punirebbero i furbi»

Max Cueroni

Max Cueroni

Lo storico Bar Roxy che sorge nel centro di Cadrezzate non aderirà alla protesta #IoApro in programma anche in provincia di Varese venerdì 15 gennaio.

Non ha dubbi il titolare Massimo Cueroni, detto Max, che da 22 anni lo guida con passione e professionalità dietro il bancone. «E' chiaro che non siamo noi baristi i responsabili dell'aumento dei contagi - premette il barista cadrezzatese - ma anche protestare in modo sbagliato, come si vuole fare venerdì, è evidente come sia altrettanto dannoso. Dopo i tre giorni di protesta tutto tornerebbe come prima o anche peggio, con il rischio magari di aver favorito il sorgere di qualche focolaio di Covid nel proprio locale, vista la presenza anche di tanti asintomatici. Protestare è giusto, ad esempio promuovendo manifestazioni sotto i Comuni, fuori dalla Regione o a Roma, o arrivando anche a proteste fiscali, ma non possiamo mettere a repentaglio la salute e il portafogli di clienti e amici, oltre che i nostri, pagando un sacco di multe». La salute insomma viene prima di tutto, come anche il rispetto delle regole e delle ordinanze. «Ci vorrebbero maggiori controlli - prosegue Cueroni - vedo il comportamento di alcuni colleghi baristi che fanno i fenomeni e mi cadono le braccia e spiace che a rimetterci siano gli onesti e chi rispetta le regole. In troppi locali si continua a consumare all'interno anche se è vietato».

Avere un bar ai tempi dell'emergenza sanitaria è dura. «Con l'asporto riusciamo a stare a galla - racconta Max - anche grazie a qualcosa che siamo riusciti a mettere da parte in 22 anni di attività, ma capisco i colleghi che hanno il bar da un paio d'anni quanta fatica facciano a tirare avanti. Nel bar lavoriamo io e mia moglie e dobbiamo pagare l'affitto, è dura, ma andiamo avanti, ma devo dire che i ristori sono arrivati puntuali. Devo dire che sono i clienti più giovani ad essere maggiormente rispettosi delle regole, ma sta ai baristi ricordare e far rispettare le norme». 

Matteo Fontana

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