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Territorio | 27 novembre 2020, 15:02

Il Covid si è portato via Enrico Mazzetta, "ul prestinè" di Lavena Ponte Tresa

Si sono celebrate questa mattina nella chiesa di Lavena i funerali dello storico conosciutissimo fornaio di Lavena. Tanti i ricordi in paese dedicati alla sua figura, che andava al di là di quella del commerciante: «Un colpo durissimo alla nostra identità di paese»

Il Covid si è portato via Enrico Mazzetta, "ul prestinè" di Lavena Ponte Tresa

Il Coronavirus si è portato via Enrico Mazzetta, "ul prestinè" di Lavena Ponte Tresa, personaggio conosciutissimo non solo in paese ma in tutta la zona, i cui funerali si sono svolti questa mattina, 27 novembre, nella chiesa di Lavena.

Tantissimi i ricordi che stanno affiorando in questi giorni di Mazzetta e tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di una persona che non era un semplice, seppure bravo, commerciante, ma qualcosa di più, un personaggio in grado quasi di rappresentare un pezzo di storia del paese e al quale Antonio Sanna, 20 anni fa, aveva addirittura dedicato una poesia. Al cordoglio del sindaco Massimo Mastromarino si sono aggiunte tante espressioni di dolore per la scomparsa di Mazzetta. Tra queste quella dell'amico Nico Righetti, affidata ai social, che ricorda il carattere istrionico del prestinaio di Lavena, il suo lavoro, i suoi racconti e i suoi scherzi. «Lo si amava l’Enrico, pure per il suo altruismo e la sua generosità - racconta l'amico - non si possono non ricordare infatti le meravigliose feste a lago alle quali partecipava entusiasta, offrendo lo spettacolo pirotecnico e le michette per tutti. Ora la “bestiaccia” se l’è portato via, dando un durissimo colpo alla nostra identità di paese o di quello che rimane. Manchi già, Enrico, e il magone sale». 

M. Fon.

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