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Territorio | 21 ottobre 2020, 12:34

«Non lasciate soli i sindaci nella lotta al Covid». A #Backstage l'appello di quattro primi cittadini del Varesotto

Irene Bellifemine (Malnate), Alessandro Boriani (Luvinate), Gian Luca Cavalluzzi (Arcisate) e Danilo Centrella (Cocquio Trevisago) ospiti del talk del martedì sera di VareseNoi hanno spiegato la loro battaglia quotidiana contro la pandemia

«Non lasciate soli i sindaci nella lotta al Covid». A #Backstage l'appello di quattro primi cittadini del Varesotto

Nella lotta al Coronavirus, che purtroppo ha rialzato la testa in maniera preoccupante in provincia di Varese, la prima linea, assieme a medici e personale sanitario, è indubbiamente occupata dai sindaci dei Comuni, piccoli, medi o grandi che siano. Proprio loro sono stati i protagonisti di #Backstage, il talk di VareseNoi del martedì sera, che ieri ha ospitato quattro sindaci del Varesotto: Irene Bellifemine (Malnate), Alessandro Boriani (Luvinate), Gian Luca Cavalluzzi (Arcisate) e Danilo Centrella (Cocquio Trevisago).

Dalla voce dei primi cittadini, che da febbraio sono in campo contro il Coronavirus, è arrivato un unanime appello alle istituzioni superiori: «Non lasciateci soli in questa battaglia e ascoltateci di più». Tutti e quattro, ogni giorno, stanno vicini ai loro concittadini, ascoltandoli, informandoli e facendo sentire loro la vicinanza del Comune. Nessuno dei quattro paesi da loro rappresentati è stato risparmiato dal Covid: a Malnate attualmente ci sono 34 positivi e 84 persone in isolamento fiduciario e due classi delle elementari in isolamento, mentre per fortuna, in questa seconda ondata, la casa di riposo è stata risparmiata. A Luvinate la situazione è più tranquilla con un solo contagiato e cinque persone in quarantena, mentre ad Arcisate i casi positivi sono 25, compresi alunni di elementari, medie e superiori, con due classi della secondaria inferiore in quarantena e due della primaria che stanno terminando l'isolamento. A Cocquio Trevisago invece i contagiati sono 11 e c'è una classe delle elementari in isolamento per un totale di 35 persone.

Uno dei problemi più sentiti dai sindaci è quello della comunicazione, soprattutto con le istituzioni superiori nell'interpretazioni di decreti e ordinanze. «Facciamo fatica a comprendere ciò che è scritto nei Dpcm - ha detto Cavalluzzi - nell'ultimo ci sono norme poco chiare sui bar o anche sul tema dei concerti delle bande che sono tradizione nel nostro paese per Natale». «Noi sindaci sentiamo un'enorme responsabilità, anche perché i cittadini di rivolgono a noi anche per interpretare i Dpcm che non rientra nei nostri compiti - ha sottolineato Boriani - i nostri Comuni sono sempre più comunità e l'informazione è fondamentale, anche tramite social e Whatsapp, per non creare panico tra i cittadini».

«In questi mesi abbiamo visto virologi che hanno tutti detto la loro creando confusione e panico - ha osservato Centrella che è medico - il virus è certamente molto contagioso ma ha una bassa mortalità. Ha cambiato le nostre vite ma deve essere sconfitto a domicilio e per questo che chiediamo un'adeguata assistenza domiciliare». Anche lo sport dilettantistico è stato colpito dall'ordinanza regionale che vieta partite e allenamenti; un tema particolarmente sentito a Malnate, piccolo "scrigno" di sport dove ci sono tante società sportive con tanti iscritti, che stanno vivendo un momento difficilissimo. «Le società sportive stanno soffrendo moltissimo - ha detto Bellifemine - sono molto preoccupata anche per i ragazzi e la loro socialità. Forse si poteva fare diversamente, introducendo qualche norma in più e dando fiducia a società e ragazzi che stanno rispettando scrupolosamente tutte le regole anti Covid. Vietare le attività sportive significa spingere i ragazzi a ritrovarsi nei parchi con il rischio di assembramenti non controllati». 

I primi cittadini hanno parlato a cuore aperto dei problemi concreti che devono affrontare tutti i giorni dai loro uffici e in mezzo ai loro concittadini. 

«Il portale di Ats non è mai aggiornato - ha detto Centrella - noi sindaci siamo in prima linea ma non abbiamo un supporto informativo adeguato, non è normale che le chat siano più informate dei canali ufficiali. Le indagini epidemiologiche fatte al telefono non hanno alcun valore così come le autodichiarazioni, servono test di screening su fette di popolazione come abbiamo fatto a Cocquio».

«Occorre dare la possibilità ai sindaci di inserire dati nel portale di Ats - la proposta di Bellifemine - i sindaci vanno supportati, soprattutto quelli dei piccoli Comuni dove le difficoltà sono inversamente proporzionali alla dimensione del paese. Ci occorrono strumenti, risorse economiche, occorre fare i tamponi a scuola, potenziare la medicina territoriale, attivare i Prest; sinceramente in questo momento non ci sentiamo supportati da Regione e Ats». 

Cavalluzzi è intervenuto sul tema delle conseguenze economiche e sociale dell'epidemia di Coronavirus. «Il problema economica è presente già adesso e temo lo sarà anche nel lungo periodo soprattutto con lo sblocco dei licenziamenti - ha affermato il sindaco di Arcisate - siamo un Comune di frontiera e la Svizzera ha già iniziato a licenziare i frontalieri. Come sindaci sentiamo fortissimo sulle nostre spalle questo problema e la pressione, ma le nostre risorse sono limitate, ad Arcisate abbiamo stanziato 60 mila euro per aiutare i commercianti a pagare gli affitti, ma serve una politica economica che punti sugli investimenti pubblici come fatto da Regione Lombardia con il piano delle opere pubbliche che nel nostro paese porterà lavoro per 500 mila euro per l'asfaltatura di due strade. I Comuni anche da questo punto di vista hanno bisogno di risorse aggiuntive». 

Cosa ci riserva il futuro a novembre e in vista del Natale? «Ci aspettano settimane di ancora maggiore responsabilità collettiva - spiega il sindaco di Luvinate - le prove non sono ancora finite, occorre stringere ancora di più le fila e i sindaci sono la prima trincea della democrazia, i cittadini vengono a chiedere a noi e non a Conte. I Comuni hanno bisogno di risorse per il sociale, avremo difficoltà a fare i bilanci, chiediamo al Governo aiuti in questo senso più che bonus per i monopattini. Bisogna rafforzare la struttura sanitaria territoriale e comunque siccome il Natale arriverà, dobbiamo rappresentarlo per dare un segnale ai nostri cittadini che la vita continua».  

Matteo Fontana

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