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Territorio | 20 ottobre 2020, 14:07

Coronavirus, non ce l'ha fatta un cittadino di Samarate ricoverato in ospedale dalla scorsa settimana

«Una notizia che da quel 29 aprile, giorno del nono decesso per Covid in città, speravo di non dover dare più - afferma il sindaco Enrico Puricelli - dobbiamo proseguire anche per loro nella guerra al virus, compatti e decisi». Altri due samaratesi si trovano in ospedale.

Coronavirus, non ce l'ha fatta un cittadino di Samarate ricoverato in ospedale dalla scorsa settimana

Non ce l'ha fatto il cittadino di Samarate ricoverato dalla scorsa settimana in ospedale; il Coronavirus ha purtroppo avuto la meglio e così la città conta il decimo decesso dall'inizio della pandemia, il primo della cosiddetta seconda ondata.

A dare l'annuncio ai cittadini il sindaco Enrico Puricelli. 

«Questa mattina, 20 ottobre 2020, Ats Insubria mi ha comunicato una tragica notizia per la nostra Comunità - afferma il sindaco - un nostro Concittadino, risultato positivo al Coronavirus e ricoverato in ospedale la scorsa settimana, non ce l’ha fatta. Niente è più difficile per un sindaco dover dare la notizia della scomparsa di un proprio Concittadino. Una notizia che dal quel 29 aprile 2020, giorno in cui avvisavo la cittadinanza del nono decesso per Covid-19, speravo di non dovere dare mai più. E’ il decimo Samaratese che ci lascia per colpa di quel “maledetto”. Il mio primo pensiero va alla sua famiglia a cui rivolgo il mio personale cordoglio e quello di tutta la nostra comunità. Stringiamoci tutti insieme, simbolicamente, in un abbraccio. Dobbiamo proseguire, anche per loro, nella guerra al Coronavirus, compatti e decisi. Adesso più che mai dobbiamo renderci conto che mascherine e distanziamento sociale sono presidi di sicurezza imprescindibili per chiunque. Anche se il numero dei soggetti positivi è crescente, per tranquillizzarvi e con l’obiettività che ha sempre caratterizzato i miei aggiornamenti, vi informo che la maggior parte si trova in isolamento domiciliare con con pochi o zero sintomi, dunque in buone condizioni e per lo più i contagi si contano all’interno dello stesso nucleo familiare. Due concittadini risultano in ospedale». 

M. Fon.

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