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Calcio | 27 luglio 2020, 07:40

Disabato oggi riabbraccia il Varese dopo 12 anni: bentornato a casa, "principino"

I biancorossi oggi annunciano il primo acquisto: Donato Disabato, simbolo di varesinità, radici e talento, torna a casa a trent'anni, 12 stagioni dopo la partenza verso l'Albinoleffe. Giocatore e uomo "in punta di piedi", è il simbolo dell'amore per questi colori. Avrà la maglia numero 10

Disabato oggi riabbraccia il Varese dopo 12 anni: bentornato a casa, "principino"

La sofferenza, la lontananza, gli infortuni, i gol, gli assist, la delicatezza, la fedeltà, il tifo, le radici, la bellezza e la gioia di Donato Disabato tornano finalmente a casa, dove tutto è iniziato: dodici anni dopo essere stato ceduto all'Albinoleffe, il "principino" rivestirà oggi la maglia della sua città e del suo Varese.
Il cerchio si chiude perché non si è mai spezzato e a trent'anni Disabato diventa il primo acquisto nell'anno del ritorno dei biancorossi in serie D al Franco Ossola, come un incastro perfetto del destino: mai scelta fu più azzeccata, soprattutto perché il giocatore ha messo il Varese davanti a tutto.
E perché dalla Pro Vercelli al Prato, dalla Carrarese alla Pro Patria e al Savona - B, C o D - Disabato si è sempre fatto apprezzare per quel suo modo di giocare e di essere uomo "in punta di piedi". Quei piedi e quel suo gioco libero, magari con la maglia numero 10, da proteggere perché lui ricambi la squadra con la palla giusta.
Donato è la prima pietra ma è soprattutto un Pisano, un De Luca, insomma uno di noi, tutti varesinità e radici. 


Riaccogliamo Disabato con queste parole, datate 23 agosto 2019: Donato aveva appena trovato squadra grazie al Savona.

Innanzitutto, onore al Savona che ha visto lontano e ci ha provato, portandosi a casa un calciatore (un uomo) che fa la differenza.

Ma se Donato Disabato, uno dei talenti calcistici più puri della nostra terra, torna a giocare in serie D, il mondo è nel pallone, e non solo quello del calcio.

Classe, intuito, carriera e gol evidentemente nel calcio e in Italia contano sempre meno. E così capita che, pensando solo a fare alla grande il proprio mestiere, e pure senza mai una parola fuori posto, non basti per giocare nella categoria meritata, e per fortuna esiste ancora una mosca bianca come il Savona con il fiuto e l’ardire di sapere cosa ha nei piedi, e nella testa, uno dei giocatori e delle persone migliori non in D, non in C, e forse neppure solo in B.

Chi ha visto giocare questo centrocampista varesino ventinovenne nelle giovanili del Varese, nell'Albinoleffe, nella Pro Vercelli, nel Prato e nella Pro Patria oggi non può che dire la stessa cosa: vincono schemi, rigidità e soldatini rispetto al talento puro, al gioco, alla libertà del calcio che Donato rappresenta al meglio. Per noi metà dei giocatori di C o B non potrebbe nemmeno allacciargli le stringhe, ma tant'è.

Consolati, Dona: chi cerca giocatori che sanno ancora divertire e in cui identificarsi verrà da te a Savona. A vederti vincere il campionato. 

E sappi che esiste ancora qualcuno che riconosce, apprezza e cerca l'estro, la stoffa, l'emozione di un dribbling o di un gol inventato dal nulla o di un assist che manda in porta il compagno perfino in questo calcio di robot, briglie, ordine e grigia tattica.

Non siamo allenatori e dirigenti? Tanto meglio: a volte le persone normali e i tifosi veri come noi (e come voi) contano e valgono di più. E' questo il caso.

Andrea Confalonieri


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