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Busto | 14 luglio 2020, 22:24

«Un'altra emergenza non ci sorprenderà»: l'Asst Valle Olona racconta la sua squadra fatta di progetti e persone

Dai cinque malati attuali di Coronavirus ricoverati all'ospedale di Busto all'investimento di 100mila euro alle Malattie Infettive: l'Asst Valle Olona illustra la situazione e le risposte apprese dall'emergenza. Il direttore sociosanitario Marino Dell'Acqua: «Se serve, sapremo dare una risposta rapida»

«Un'altra emergenza non ci sorprenderà»: l'Asst Valle Olona racconta la sua squadra fatta di progetti e persone

C’è l’incertezza: l’ondata autunnale di Covid che potrebbe abbattersi di nuovo sul territorio. Ma le si può opporre una certezza a Busto: si è preparati e sempre di più lo sarà, anche a livello di strutture, grazie a un’azione di squadra. 

Attualmente, sono cinque i malati di Coronavirus ricoverati a Busto, nessuno in rianimazione. Tuttavia, bisogna essere pronti, a ogni prospettiva, anche a quella più drammatica che aleggia.

Martedì 14 luglio all’ospedale di Busto Arsizio il messaggio di fiducia è stato mandato anche con la concretezza di un progetto realizzato in questo periodo: l’intervento al primo piano del Padiglione Malattie infettive, dove si trovano le degenze, per un investimento di 100mila euro. Risuonano le risposte importanti apprese dopo l’emergenza dei mesi scorsi.

Ad esempio, il  potenziamento dei gas medicinali con la sostituzione dei quadri di riduzione di secondo stadio per l’ossigeno, o ancora l’installazione di quadri di riduzione e implementazione di linee di distribuzione e prese per aria compressa medicale. Senza contare i nuovi impianti per il trattamento dei pazienti in dialisi, il nuovo sistema di chiamata degli infermieri e il miglioramento generale dell’ambiente. Anche con quelli che possono sembrare dettagli, ma non lo sono stati affatto nel pieno della tempesta Covid: ad esempio il potenziamento delle prese elettriche perché cellulari e ipad sono stati fondamentali nel garantire la comunicazione tra malati e familiari. Quando dentro la tecnologia batte il cuore. Lavori eseguiti in una ventina di giorni, su uno spazio di 800 metri quadrati, con due conseguenze dunque: l’adeguamento a standard strutturali più elevati e il miglioramento dei processi assistenziali. 

A illustrarli nella conferenza stampa dell’Asst Valle Olona, il direttore sociosanitario Marino Dell’Acqua, il primario delle Malattie Infettive Fabio Franzetti, la coordinatrice del reparto Barbara Pariani e l’ingegner Massimiliano Mastroianni. Un tema su tutto: i nuovi impianti gas medicinali consentono un uso contemporaneo e intensivo di strumenti quali anche C-PAP, in condizioni di emergenza come nell’esperienza di pandemia da Covid-19. «Così avremo una capacità di risposta più rapida - ha osservato il dottor Dell’Acqua - Partiamo con un caposaldo molto forte, 47 posti letto in tutto, 19 alle Malattie infettive, poi agli altri piani. Pronti per un’altra eventuale emergenza».

E con la possibile reazione che ha avuto modo di rimarcare il direttore dell’Asst Eugenio Porfido: «L’individuazione dell’edificio oggetto d’intervento e la flessibilità di utilizzo degli spazi (ad esempio l’allestimento in emergenza di Pronto Soccorso al piano terra) migliora la capacità di risposta in caso di emergenza pandemica».

Questo è stato realizzato e si è pronti. Poi ci sono anche altri progetti che vanno avanti, sul potenziamento della terapia intensiva come di quella semi intensiva. 

Uno studio accurato che ha avuto effetti sul progetto del nuovo ospedale, dove si avrà la possibilità di una doppia rianimazione. 

Lo stesso affrontare il tema dei dializzati è frutto dell’esperienza: «Ne abbiamo avuti una decina di infettati - ha ricordato il dottor Franzetti - Può sembrare poco passare da 14 a 19 posti alle Malattie Infettive, ma non è così. Garantisce di ricoverare i malati Covid come di coprire le malattie a cui eravamo abituati fino a pochi mesi fa. Oggi abbiamo dieci medici oltre a uno in pensione che è tornato». E quasi 50 infermieri. Hanno dato tutto in questi mesi, meritano anche loro di avere un luogo dove lavorare al meglio

Tante le migliorie, ribadisce Barbara Pariani, ma è bene tenere in mente un ulteriore aspetto: pure in questo caso, importante si è rivelata la generosità della comunità. Anche grazie alle donazioni - ha ricordato - è stato possibile compiere questo intervento

Ancora una volta la squadra, quella che vede insieme le Malattie infettive e la Pneumologia, quella che tutta l’Asst Valle Olona. E nella squadra entra anche la città.

Marilena Lualdi

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