/ Sport

Sport | 21 giugno 2020, 21:38

BASEBALL. La ripartenza più bella è quella dei Patrini: non hanno bisogno di vedere per segnare un punto e indicarci la strada giusta

Vi proponiamo l'entusiasmante racconto del ritorno in campo per il primo allenamento della squadra di baseball per non vedenti di Varese sul diamante di Malnate. «Via con la battuta, uno contro tutti e tutti per uno»

BASEBALL. La ripartenza più bella è quella dei Patrini: non hanno bisogno di vedere per segnare un punto e indicarci la strada giusta

«Ci si trova comunque al campo alle 18 e poi si vede… se la pioggia non fa rotolare la pallina allora tutti al bar, altrimenti ragazzi si gioca».

Quante volte è successo in allenamento e in partita di battagliare con il nemico numero 1: il tempo. Come da manuale anche la ripartenza dei Patrini è una sfida al temporale per tornare ad allenarsi sul diamante di Malnate dopo il lockdown da Covid-19.

Come da protocollo personalizzato dalla FIBS-LIBCI, vediamo arrivare i ragazzi a coppie distanziate, cioè accompagnati, già tutti in divisa da gioco, con mascherina e guanti ma poi in campo salgono gli occhiali protettivi e scende la mascherina per poter correre a pieni polmoni sulle basi.

Sempre distanziati fra chi vede e chi non vede, ma quanta voglia di tornare uniti ed essere squadra. Quella squadra che ha vinto tre scudetti di fila, quella squadra che non si è mai persa d’animo, una squadra con campioni ritrovati e campioni mai partiti.

Sabato 20 giugno, primo allenamento: la stagione per la squadra di baseball per ciechi e ipovedenti della provincia di Varese ricomincia da qui, sul diamante dei Vikings di Malnate. I Patrini si ritroveranno ogni sabato mattina a partire dalle 10.

Il coach Francesco Volo insieme al capitano Antonio Burgio e allo staff hanno lavorato molto in questi mesi a riflettori spenti, per rispetto del dolore e dell’isolamento necessario, stimolando la squadra a tenersi in forma individualmente a casa e poi insieme in videoconferenza per ritrovare l’affiatamento. 

La federazione non può ancora stabilire se ci sarà o meno il campionato italiano 2020 ma gli sforzi per garantire la sicurezza in questo sport sono massimi.

Comunque vada è già iniziata la sfida psicologica con le altre 10 squadre che fremono per agguantare il nuovo titolo tricolore o qualsiasi altra cosa ci sarà in palio perché la soddisfazione maggiore è ritrovare le emozioni che piacciono: «Via con la battuta, uno contro tutti e tutti per uno».

La prima emozione della corsa libera verso la salvezza ha un solo obiettivo: arrivare in seconda base dopo una curva più stretta possibile al cuscino sonoro di prima, puntare poi in seconda verso il richiamo di palette di legno del giocatore vedente e strisciare o tuffarsi per agganciare la base come una scialuppa di salvataggio e per sentirsi dire: «Salvo!».

Dalla seconda base ci si rialza come conquistatori e si tifa dentro sé per il proprio compagno pronto in battuta, si uniscono le mani verso il prossimo obiettivo, il giocatore vedente in silente attesa, come a scongiurare di arrivare in terza base ancora salvi.

Una volta in terza ci si concentra di nuovo con le mani giunte indicando il prossimo e ultimo obbiettivo, verso l’unico suono ammesso: la parola “gioco” dell’arbitro di casa base, e poi muscoli tesi pronti a scatenare adrenalina ma anche super percettivi all’impatto delle suole sulla terra rossa che appena diventa erba fa scattare un input di leggera correzione per centrare la finestra di casa-base dove un assistente in attende per bloccare i giocatori ed evitare scontri.

Questa è la gioia di arrivare a casa-base con la parola "punto", ma l’apoteosi in attacco è battere l’home run, il fuoricampo.

Cosa succede poi in difesa ve lo racconteremo alla prossima puntata. 

Così si arriva all’esultanza, alla complicità, alla gioia individuale e di squadra come pure all’autoironia e al sostegno nei momenti di prestazioni da paura.

Questo sport più che mai insegna a vivere la paura e non a vivere nella paura.

Il motto del campione Gaetano Casale che trascina tutti è da sempre: «A noi non piace vincere facile».

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore