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Territorio | 09 maggio 2020, 07:16

LA STORIA D'AMORE. Carluccio e Giovanna, sposi e innamorati da 60 anni

Lei gravemente malata ospite della casa di riposo don Guanella di Ispra, lui a casa che videochiama la sua sposa che a sentire la voce del marito apre gli occhi. Un amore sbocciato a Malgesso nel 1959 e che né la malattia né l'emergenza Coronavirus potranno spegnere.

LA STORIA D'AMORE. Carluccio e Giovanna, sposi e innamorati da 60 anni

Carlo detto Carluccio e Giovanna sono i protagonisti di una storia d'amore che dura da 60 anni e che né la malattia né l'emergenza Coronavirus riusciranno a scalfire.

Giovanna Favero classe 1938 e Carlo Franzetti classe 1937 si sono sposati giovanissimi e rappresentano davvero l'amore profondo, quello incondizionato di chi non ha bisogno di parlarsi per sentire di appartenere uno all'altra. 

Prima dell'emergenza Coronavirus, Carluccio veniva tutti i giorni a trovare la sua sposa Giovanna, gravemente malata e ospite della casa di riposo don Guanella di Ispra; le restrizioni imposte per evitare la pandemia non hanno impedito però a Carlo di videochiamare o sentire al telefono tutti i i giorni la sua amata.

«Quando Giovanna sente la voce del marito apre gli occhi - racconta il personale della Don Guanella - lui le tiene la mano, la guarda sempre come tutte le donne vorrebbero essere guardata dall'uomo che amano, la bacia, le parla e non importa se lei non è in grado di rispondere». 

L'amore insomma, quello vero, riesce a superare ogni ostacolo. Un amore nato a Malgesso più di mezzo secolo fa, nel 1959; dal matrimonio di Carluccio con Giovanna nascono tre figlie, Marina, Sandra e Anna.

Carlo è sempre stato un appassionato di giardinaggio, con una passione per il suo orto, il frutteto e i tanti animali che hanno sempre circondato la loro casa. Tante passioni hanno accomunato la coppia, dal viaggiare alla musica, dalla montagna alla buona cucina. 

Tutti questi anni trascorsi non hanno mai affievolito la fiammella dell'amore che anzi si è addirittura rinforzato, grazie a gesti semplici come carezze. 

 

 

   

 

Matteo Fontana

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