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Sport | 20 settembre 2019, 18:20

LA PARTITA DELLA VITA. «Riportiamo al Palagorla la passione e la determinazione che Fabio Porta ha messo nel basket e nella sua battaglia» (foto e video)

Una manifestazione toccante e unica: le vecchie glorie della mitica Gorlese tornano in campo venerdì prossimo nel ricordo di un ragazzo che se n'è andato troppo presto. Obiettivo: raccogliere fondi per la Fondazione Malattie del sangue del Niguarda. Il sindaco Zappamiglio: «Giocavo con lui nelle giovanili ed era veloce, intelligente e giusto»

Una splendida foto delle giovanili della mitica Cestistica Gorlese (oggi Draghi Gorlazy): il sindaco di Gorla Maggiore è il secondo in piedi da destra con il numero 11 e Fabio Porta è davanti a lui

Una splendida foto delle giovanili della mitica Cestistica Gorlese (oggi Draghi Gorlazy): il sindaco di Gorla Maggiore è il secondo in piedi da destra con il numero 11 e Fabio Porta è davanti a lui

Sostegno, ricordo, amicizia, competenza, passione, anima: c'è tutto nella Partita della vita, la sfida che vedrà in campo le vecchie glorie della Gorlese venerdì 27 settembre alle ore 21 al Palagorla. Una sfida che è soprattutto la speranza di avere un pezzetto di vita per tutte quelle persone che lottano contro la leucemia (si raccoglieranno fondi per la Fondazione Malattie del sangue) e, ancora, una sfida che manterrà vivo il ricordo e l'esempio di Fabio Porta, bandiera della Gorlese e di tantissime persone che in provincia di Varese hanno iniziato a giocare a basket sui campetti, scomparso nell'agosto 2010 a 33 anni per un mieloma.  

Tra i molti che non vogliono e non possono dimenticare Fabio e che saranno presenti venerdì prossimo al Palagorla, c'è un compagno di giovanili alla Gorlese come Pietro Zappamiglio, sindaco di Gorla Maggiore in prima fila nell'organizzazione della Partita della vita: «Fabio era mio coetaneo - dice il primo cittadino - ha giocato tanti anni a basket, e lo ha fatto fino all'ultimo. Era playmaker e ricordo che avevamo 11 anni quando con le giovanili della Cestistica Gorlese giocavamo a Lione un torneo internazionale contro il Maccabi Tel Aviv. Era un ragazzo sereno, faceva squadra: veloce, intelligente, Fabio era un giusto».

Alla ricerca di qualcuno che tenesse vivo l'esempio di lotta di Fabio e raccogliesse fondi a favore della cura delle malattie del sangue tra cui la leucemia, Zappamiglio ha conosciuto tramite un amico comune il professor Roberto Cairoli, direttore del reparto di ematologia del Niguarda, e la Fondazione Malattie del sangue attiva da anni nel campo della ricerca e della formazione. 

«Sono stato qualche giorno fa al Niguarda a trovarli - racconta con sensibilità e delicatezza il sindaco - e sono rimasto colpito dalla grande umanità di medici e personaledal grande affiatamento, dalla capacità di essere all'avanguardia in tutto: si vede che sono una famiglia e in questa famiglia ci sono soprattutto i 34 pazienti ricoverati. Pensate che sono 150 i trapianti di midollo ogni anno... Il ricavato della serata di venerdì 27 sarà per loro (si potrà effettuare con una donazione anche attraverso bancomat o carta di credito)». 

L'appuntamento è fissato alle ore 21. alla Partita della vita parteciperanno molti dei cestisti anni 80 e 90 della Gorlese, simbolo di un paese che arrivò nell'Olimpo della serie B1 e della B2 grazie alla spinta di un pubblico fantastico; ci sarà dunque l'icona Mauro Buzzi Reschini ma anche Marco Bussetti, l'ex ministro dell'istruzione che nel 1984 giocò una stagione a Gorla come ala, e poi Dellacà, Galmarini, Falerni, CollautiPolloni...

Si dice che il sindaco, che giocò da ala piccola nella Gorlese dall'83, quando aveva 6 anni, fino al '94, giri ancora con una borsa nel bagagliaio dell'auto e tutto l'occorrente da giocatore di basket, tanto grande è la sua passione... 
«Ci sarà una sorpresa per tutti i bambini presenti - dice - oltre alla partita dei piccoletti che giocano nei Draghi Gorlazy, la società che ha ereditato il testimone della Gorlese e ci sta dando una grossa mano nell'organizzazione della serata. Ai bimbi presenti al Palagorla regaleremo una tazza con un disegno creato da altri bambini delle scuole elementari lombarde a seguito di un concorso che aveva come tema la fragilità delle malattie del sangue».

Le magliette indossate per l'occasione provocheranno in molti un tuffo al cuore. Spiega ancora il sindaco: «Saranno biancazzurre come quelle originali delle Gorlese, sulle spalle comparirà il numero 7 e all'interno il nome di Fabio; davanti invece ci sarà scritto "Partita della vita" con i loghi della Fondazione Malattie del sangue (frontale) e del Comune (sulla manica). La Fondazione porterà invece magliette color rosso e il professor Cairoli testimonierà l'impegno e la capacità di coinvolgere tutti in questa battaglia per la ricerca e la cura attraverso la pallacanestro».

«Sarà un'occasione per rivivere quegli anni gloriosi - chiude il sindaco - quando c'era tantissima gente che veniva a vederci (la B1, tra l'altro, l'abbiamo giocata a Varese) e coinvolgevamo intere generazioni di giovani. Per un paese con meno di 5mila abitanti era un po' come sentirsi culla del basket, a volte piccola capitale. Fabio Porta ha sempre giocato qui: quando la prima squadra era in B1 io e lui eravamo piccolini, partecipavamo al Garbosi e ospitavamo i giocatori della Scavolini nelle nostre case. Ecco, a tutti quelli che arriveranno venerdì al Palagorla vorremmo continuare a trasmettere la stessa passione e la stessa determinazione che Fabio metteva sul parquet e nella vita».   

Oltre alle magliette del "mito" Mauro Buzzi Reschini ce ne saranno altre due, forse le più simboliche e speciali, indossate proprio da Fabio e che saranno portate da papà Silvano, mamma Franca e dalla sorella Simona (i figli giocano, ci piace pensare non a caso, a basket). 

Qui sotto il video di presentazione della Partita della vita al Niguarda con il sindaco Pietro Zappamiglio e il professor Roberto Cairoli. 
Più in basso nella gallery un'altra formazione giovanile della Cestistica Gorlese: Fabio Porta è l'unico in maglia completamente bianca mentre Pietro Zappamiglio ha il numero 13.




 

Andrea Confalonieri


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