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Economia | 11 luglio 2019, 07:00

Rivoluzione mobile: l'intrattenimento domina la scena

I dati che emergono dal “Digital Trend Survey 2021” fotografano un’Italia sempre più connessa da mobile: a dominare la scena sono il digital entertainment e le transazioni di e-commerce. Tale trend ha velocizzato, in risposta, la trasformazione digitale e gli investimenti in tecnologia delle imprese di settore.

Rivoluzione mobile: l'intrattenimento domina la scena

I dati che emergono dal “Digital Trend Survey 2021” fotografano un’Italia sempre più connessa da mobile: a dominare la scena sono il digital entertainment e le transazioni di e-commerce. Tale trend ha velocizzato, in risposta, la trasformazione digitale e gli investimenti in tecnologia delle imprese di settore.

La ricerca di Deloitte, basata su un campione di popolazione nella fascia di età che va dai 18 ai 75 anni, ha messo in luce un fenomeno di transizione al digitale accelerato dalla pandemia ma che tuttora non sembra arrestarsi, dove le connessioni da mobile sono protagoniste indiscusse sia per la fruizione di contenuti di intrattenimento che per i pagamenti online.

La combinazione di questi due aspetti identifica un tipo di utente sempre più informatizzato e capace di muoversi con dimestichezza tra i dispositivi digitali, visto che anche il 68 per cento dei naviganti sopra ai 65 anni ha dichiarato di essere un acquirente mobile, con una predilezione, nel 64 per cento dei casi, per l’utilizzo delle app.

Un aspetto ulteriore che emerge dall’indagine fa capire anche come gli italiani che possiedono uno smartphone, ovvero il 93 per cento della popolazione totale, stiano sviluppando un certo senso critico nell’interazione con la Rete, e una crescente attenzione per la tutela della propria privacy e della sicurezza in generale.

Lo attesta, prima di tutto, l’approccio degli utenti verso una delle forme di svago più diffuse in assoluto: i social network, utilizzati dal 73 per cento degli italiani da canale mobile, ma con un 22 per cento di disinstallazioni delle app, imputabili, oltre che al fattore privacy, anche all’incremento di fake news.

Oltre alle piattaforme dei principali social network e alle app di messaggistica istantanea, che comunque stanno aprendo i propri servizi anche al gaming - si pensi a Facebook, è proprio il campo del videoludico quello più interessato dal boom delle connessioni da smartphone. Si parla infatti del 57 per cento di utenti-giocatori da mobile, a fronte di un mercato che attualmente, in linea complessiva, vale ben 2,2 miliardi di euro.

Il tempo speso in media sulle app di gioco è di 5 ore a settimana, ovvero mezz’ora in più di quello impiegato a giocare da desktop, segno di un crescente coinvolgimento dell’utenza, sebbene questo atteggiamento non si traduca molto spesso in acquisti in-app. Il valore generato dalle applicazioni videoludiche è comunque in aumento, stimato sui 762 milioni di euro, tenendo anche conto degli hardware di gioco, come i gamepad, sul cui acquisto gli italiani nel 2021 hanno investito quasi 60 milioni di euro.

Un approfondimento sulle dinamiche di relazione tra intrattenimento e uso dello smartphone lo merita anche il settore del gioco a distanza, oggetto di un’altra ricerca di Deloitte dal titolo “Online gaming”, secondo la quale la percentuale dei giocatori da mobile era già in crescita progressiva negli scorsi anni, con un’escalation dal 16,4 per cento del 2013 al 50 per cento del 2017. Anche qui le previsioni per il prossimo futuro restano ottimistiche, visto che si potrebbe raggiungere un 60 per cento entro il 2025. Ciò accadrà soprattutto se - come ipotizzato dall'Istituto per la Competitività (I-Com) - gli operatori legali punteranno su una strategia omnicanale, ovvero se sui migliori casino online sarà presente un’offerta capace di includere, magari grazie anche al tramite delle app, le risorse dei concessionari terrestri, a sostegno di un’esperienza ibrida e non solo unidirezionale.

Non a caso alcuni operatori tra i più votati all’innovazione e agli investimenti in tecnologia - come Snaitech e Sisal - presenti sia online che offline, hanno già verificato i vantaggi di questo approccio sia durante la pandemia, quando il gioco a distanza ha sorretto quello fisico, che oggi, alla luce delle riaperture, con una proficua sinergia tra terrestre e digitale nella gestione integrata dei dati degli utenti.

La collaborazione e l’intesa sembrano essere anche un punto fermo nella visione strategica degli operatori che offrono servizi nel campo dello streaming audiovisivo, l’altro grande settore investito dalla rivoluzione “smartphone”.

Partendo dai dati della già citata ricerca di Deloitte, il video streaming on demand è aumentato del 13 per cento rispetto agli anni precedenti per diretto effetto dell’emergenza pandemica nel 2020, una condizione che ha portato anche le fasce di popolazione più alte in termini d’età all’accesso a contenuti VoD: lo streaming ha infatti iniziato ad attecchire anche tra gli utenti con meno attitudine al digitale, ovvero quelli over 65.

In realtà, secondo i recenti dati Auditel-Censis, già 4 milioni di italiani hanno dichiarato di seguire attraverso il proprio smartphone anche il palinsesto televisivo lineare, che comunque viene scelto per abitudine, più che per reale interesse verso i contenuti proposti, a cui vengono preferiti quelli più variegati e personalizzabili dello streaming online.

Dunque, tenendo conto del fatto che il 59,4 per cento delle famiglie italiane possiede una doppia connessione, sia fissa che mobile, si può avere un’idea più chiara di come la visione avvenga in molti casi anche da smartphone, anche quando, laddove possibile (ad esempio su piattaforme come Netflix e Amazon Prime Video), si utilizza la tecnologia Chromecast per la trasmissione alla Smart Tv.

A completamento di questo quadro generale, che vede imporsi la centralità dello smartphone nell’esperienza di intrattenimento dei nuovi utenti, sono da citare le sempre più numerose partnership strategiche tra gli operatori del settore, e in particolare tra quelli di telefonia e quelli di streaming, la cui offerta si può combinare sia per mezzo dei sistemi Chromecast che attraverso le app.

Ecco, dunque, che anche le maggiori aziende telefoniche presenti sul mercato stanno subendo una profonda trasformazione, e da semplici fornitori di servizi si stanno evolvendo in veri e propri dispensatori di contenuti multimediali.

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