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Zone | 11 luglio 2019, 20:02

Linea dura contro i proprietari maleducati: Viggiù vieta ai cani l'ingresso nei parchi

Con un'ordinanza il sindaco Emanuela Quintiglio dice no all'ingresso dei cani nei parchi cittadini e obbligato i proprietari al rispetto di una serie di regole. Multe fino a 500 euro per chi sgarra.

Linea dura contro i proprietari maleducati: Viggiù vieta ai cani l'ingresso nei parchi

Il sindaco di Viggiù dichiara guerra ai proprietari indisciplinati di cani. Con immediata eseguibilità, la prima cittadina Emanuela Quintiglio ha emesso un’ordinanza che vieta agli amici a quattro zampe l’ingresso nei parchi cittadini e impone ai proprietari di portarli sempre al guinzaglio, muniti di sacchettini bon ton per raccoglierne le deiezioni. Per i trasgressori, una multa da 80 a 500 euro. 

Alla base di questa decisione ci sarebbero dei precedenti importanti: «Negli ultimi tempi  è emerso un crescente disagio da parte dei cittadini  - si legge nella delibera di giunta - determinato da un lato,  dalla noncuranza con la quale sovente le deiezioni dei cani vengono lasciate dai loro detentori sul suolo pubblico e, dall'altro, dalla maggior presenza  di cani che, se non accompagnati con un comportamento civile e responsabile dei loro conduttori, pregiudica la vivibilità delle aree pubbliche».

Reiterate segnalazioni di deiezioni abbandonate e minzioni sui giochi dei bambini hanno quindi costretto il sindaco a chiudere i parchi via Roma, di via Turconi e di via Barre Vermont, agli amici a 4 zampe. Non solo. L’ordinanza prevede anche il divieto di «condurre i cani al guinzaglio dal bicicletta e di lasciarli liberi sul territorio comunale». E obbliga i proprietari a «munirsi di idonea attrezzatura per la pulizia e raccolta delle deiezioni, di museruola, di non far avvicinare i cani ai giochi dei bambini» e di impedire ai cani di fare pipì sugli edifici pubblici e gli arredi urbani.

Per informare i proprietari delle novità, il sindaco ha inoltre scritto una lettera, in cui si rivolge direttamente agli amici a 4 zampe e spiega il perché di un provvedimento tanto restrittivo.

Ecco il testo della lettera: 

 

 

Valentina Fumagalli

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