Nel cuore della Valcuvia, dalla casa di famiglia affacciata sulla piazza di Cuvio, riemergono fotografie, filmati, articoli e materiali di scena appartenuti all'illusionista Vito Maggi. Nasce così MAXIM 2027, un archivio digitale e un progetto di ricerca aperto anche al contributo del territorio.
Il nome dei Maggi accompagna da secoli la storia di Cuvio, storico capoluogo della Valcuvia. Nel centro del paese, sull'attuale piazza IV Novembre, si trova Casa Maggi, edificio legato a una famiglia presente nella vita civile e professionale del paese già dal Settecento. È proprio in questa casa che la famiglia di Vito Maggi, in arte Maxim, ha conservato per anni una parte importante del suo archivio.
Nel corso del 2026 figli e nipoti hanno iniziato a riordinare raccoglitori, fotografie, lettere, riviste, programmi di spettacolo, libri, attrezzatura scenica e vecchie registrazioni su VHS. Molti materiali erano stati accuratamente catalogati dallo stesso Maxim, anche con le caratteristiche etichette DYMO.
Da questo lavoro è nato MAXIM 2027: non un semplice deposito digitale, ma un percorso di ricerca ancora aperto, pensato per rendere
accessibili i materiali e ricostruire con maggiore precisione la storia artistica e personale di Maxim. Il legame dei Maggi con la piazza di Cuvio compare anche nella memoria pubblica del paese. Nel 1974 Gino Maggi donò al Comune la statua del fante nota come "La Vedetta", oggi parte del monumento ai caduti di piazza IV Novembre. La statua era stata commissionata anni prima da Camillo Maggi e conservata presso la casa di famiglia.
Molte fotografie dell'archivio devono ancora essere datate, alcuni filmati devono essere collocati nel loro contesto e diversi episodi attendono ulteriori approfondimenti. Per questo la famiglia rivolge un invito particolare agli abitanti di Cuvio e della Valcuvia. Chi abbia conosciuto Vito Maggi o la sua famiglia, ricordi episodi legati alla casa, agli spettacoli o alla vita del paese, oppure conservi fotografie, lettere, articoli, programmi, filmati o altri documenti, può contribuire alla ricerca. Anche un piccolo dettaglio può permettere di riconoscere un volto, individuare un luogo o attribuire una data.
Il progetto guarda al 2027, centenario della nascita di Maxim, come occasione per condividere questo lavoro di memoria e riportare alla
luce una vicenda che intreccia la storia della magia con quella di Cuvio e della Valcuvia.














