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Territorio | 04 novembre 2026, 07:49

Dall'Australia al Lago Maggiore, l'arte di Rod Dudley non conosce età né confini: «Ho esposto in tutto il mondo, ma sono diventato un uomo di lago»

Classe 1935 nato a Melbourne ma di casa a Sesto Calende prima e a Besozzo poi, l'artista scultore trascorrere sei mesi all'anno nella sua terra natia e gli altri sei nel Varesotto, sempre alla ricerca dell'ispirazione giusta. Dudley è un laghèe doc anche a tavola: «Mi piacciono i piatti poveri come la trippa e la polenta, il risotto e il pesce di lago pescato dai pescatori di una volta. Il mio obiettivo è realizzare una mostra personale a Milano entro qualche anno»

L'artista Rod Dudley all'opera nel suo laboratorio di Besozzo

L'artista Rod Dudley all'opera nel suo laboratorio di Besozzo

Rod Dudley nasce a Melbourne nel 1935; dopo la formazione artistica in Australia e il ruolo insegnante di arte, nel 1965 arriva in Italia grazie ad una borsa di studio del Governo italiano. Nel nostro Paese studia scultura all'Accademia di Brera con Marino Marini e conosce alcuni protagonisti dell'arte italiana come Lucio Fontana ed Enrico Baj.

La ricerca artistica di Dudley si sviluppa attorno alla figura umana, realizzando creazioni caratterizzate da un linguaggio artistico ironico, e volutamente teatrale, utilizzando come materiale il legno del cedro del Libano; dopo un breve periodo a Londra nel 1967, ritorna in Italia a Milano e successivamente sulle sponde del Lago Maggiore a Sesto Calende.  

Com'è arrivato sulle sponde del Ticino?

A Sesto Calende risiedeva un grande maestro del calibro di Giancarlo Sangregorio ed era mio desiderio conoscere il suo modo di creare arte. Mi sono trovato subito molto bene ed in breve tempo ho trovato alloggio, stabilendomi in una casetta che si trovava in un luogo meraviglioso; questo mi ha permesso di realizzare il sogno di venire in Italia per andare nello studio di Marino Marini, maestro di fama internazionale. Sesto Calende a quei tempi era frequentata da grandi artisti, come Enrico Baj, Lucio Fontana e qualche volta era presente anche lo stesso Marino Marini. Per me che allora avevo trentacinque anni era un'apoteosi poter frequentare una compagnia di cosi grandi artisti e dialogare con loro di arte. 

Com'è arrivato successivamente a Besozzo?

Per diversi casi della vita, erano la fine degli anni Sessanta, ho avuto grande ospitalità dalla famiglia Beverina. 

Dove ha esposto le sue opere?

Nella mia carriera artistica ho esposto in importanti sedi italiane ed internazionali, partecipando tra altro alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, in Olanda, a Colonia, Francoforte e al Musèe d'art moderne di Parigi. Negli anni Settanta lavoravo per una galleria importantissima a  Londra, facendo spola con l'Australia. Per diversi anni sono stato presente alla Galleria del Naviglio, poi negli anni Novanta mi sono dedicato alla mostra di Angera alla Galleria d'arte liberty. Alcune mie opere sono conservate in collezioni pubbliche, tra queste l'Australian War Memoria di Camberra, che è il monumento nazionale dei Caduti. 

In questi oltre 50 anni cosa le ha trasmesso il Lago Maggiore?

Oramai sono diventato un uomo di lago; ho avuto il piacere e l'onore di conoscere negli anni la famiglia di Leonardo Binda, che mi ha trasmesso anche la grande passione per il canottaggio. A Besozzo mi trovo molto bene e non potrebbe essere altrimenti, grazie alla grande generosità, affetto ed empatia della "family Dibi". 

Parliamo di specialità gastronomiche legate al territorio: quali piatti preferisce?

Piatti poveri, come la trippa, la polenta, la pasta al forno casalinga e i risotti nelle varie maniere, più qualche buon pesce di lago, ben cucinato, pescato dai pescatori che sono ormai in via di estinzione. 

Quali sono i suoi programma futuri?

In questi ultimi anni faccio sei mesi in Australia e sei mesi in Italia. Nel periodo che trascorro in Australia cerco di creare diversi modelli, in legno, che poi rimando in Italia, sui quali, esperti artigiani brianzoli eseguono delle piccole scolpiture su mia indicazione. Successivamente, queste creazioni ancora grezze vengono portate nel mio laboratorio di Besozzo dove le dipingo e rifinisco in modo artistico, secondo il mio estro. Mi sono dato come obiettivo di organizzare tra qualche anno una mostra personale a Milano con questa tecnica che continuo a mettere a punto e migliorare. 

Dove si possono ammirare le sue opere?

Non ho in corso mostre, lavoro in un laboratorio creativo che si trova dello stesso stabile vicino alla Dibi a Besozzo e spesso sono in giro per mostre o studi di arte contemporanea. Alla mia età voglio continuare a creare nuove opere da lasciare alle nuove generazioni.

Claudio Ferretti

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