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Cultura | 30 ottobre 2026, 11:52

Doppio appuntamento con Teatro Blu in provincia di Varese

Venerdì 6 novembre alle 21 nella sala consiliare del Comune di Gavirate andrà in scena "La regine delle nevi", sabato 7 novembre al teatro Baraggia di Viggiù "Una donna sola" di Dario Fo e Franca Rame

Doppio appuntamento con Teatro Blu in provincia di Varese

Dopo un tour mondiale, torna “La regina delle nevi” venerdì 6 novembre alle h 21:00 presso sala consiliare, via De Amicis 11, a Gavirate grazie a Teatro Blu.

La Regina delle Nevi è uno spettacolo teatrale che unisce il linguaggio della scena alla potenza evocativa dello sport, per raccontare – attraverso parole, immagini e movimento – le imprese e i valori dei grandi protagonisti dello sci italiano. Al centro del racconto, la figura di Debora Compagnoni, fuoriclasse dello sci alpino, esempio di tenacia, eleganza e determinazione.

Pensato per un pubblico ampio e intergenerazionale, lo spettacolo ripercorre le sfide, i sacrifici e le vittorie che si nascondono dietro ogni medaglia, trasformando le storie degli atleti in metafore di vita. La montagna diventa così lo sfondo simbolico di un percorso fatto di crescita, cadute e rinascite, dove lo sport si fa veicolo di valori universali: impegno, rispetto, coraggio, resilienza, lavoro di squadra. La Regina delle Nevi non è solo una narrazione sportiva: è un omaggio alla cultura della montagna, alle comunità alpine e allo spirito che anima chi, ogni giorno, affronta le proprie sfide personali con passione e costanza. Un’opera che celebra la bellezza dello sport come strumento di crescita, scoperta e libertà. Lo spettacolo è pensato per circuiti teatrali, rassegne culturali e progetti educativi, con una particolare attenzione ai territori legati al mondo dello sport e della neve. 

LA STORIA 

Era l’anno 776 a.C. quando in Grecia, in onore di Zeus furono indette le Olimpiadi, un’attività sacra, tanto da decretare la sospensione in Grecia di ogni battaglia per un periodo di 5 giorni, denominata: TREGUA OLIMPICA. Era una prova di forza, di resistenza ma anche simbolo di disciplina e dedizione in cui i vincitori sarebbero stati onorati e ricordati quasi alla pari delle divinità. Un esercito di grandi condottieri con al seguito ogni sorta di supporto tecnico, logistico ed emotivo si espande per conquistare sempre più territorio, una battaglia alla conquista di ammirazione, che non risparmia nessuno e non spreca colpi, cercando sempre di colpire dritto al cuore e conquistare un posto nell’Olimpo; diventare eterni, rimanendo impressi nella memoria per generazioni e generazioni a venire. Le leggende narrano di eroi e figure mitologiche che avrebbero partecipato alle prime Olimpiadi, legate al culto degli dei e alla ricerca della pace e dell'armonia. In un luogo non lontano, nella sinuosa e impervia valle italiana della Valtellina, in Santa Caterina di Valfurva… nasce una leggenda, prima atleta ad aver vinto una medaglia d'oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello sci alpino. 

E se di combattere si tratta Debora Compagnoni non è una che si risparmia, armata di grinta, passione e determinazione sarà sempre in prima linea, senza sprecare colpi, a combattere le sue battaglie, a combattere le nostre battaglie! Sin da piccola la sua tenacia fece breccia e i primi risultati parlavano del suo destino al quale non avrebbe potuto sottrarsi. Come fosse un richiamo che viene dal profondo, Debora accettò non senza difficoltà, quelle si sa, nella vita arrivano senza essere chiamate e per Debora, le difficoltà non furono leggere e non furono poche. All’età di 16 anni sembrava che la sua strada fosse già segnata senza grandi ostacoli dritta verso l’Olimpo scivolava sulle sinuose montagne come fosse un essere nato dalle viscere stesse delle montagne, una principessa in sintonia con gli elementi… una stella radiante… Ma la vita le riservava sorprese che avrebbero messo alla prova la sua anima, l’Olimpo sarebbe diventato un luogo lontano, irraggiungibile. Debuttò in campo internazionale in occasione dei Mondiali juniores di Bad Kleinkirchheim 1986 dove, non ancora sedicenne, vinse la medaglia di bronzo nella discesa libera; l'anno dopo nella rassegna giovanile di Hemsedal/Sälen 1987 conquistò la medaglia d'oro nello slalom gigante e nuovamente quella di bronzo nella discesa libera. Sempre nel 1987, il 28 novembre, ottenne il primo piazzamento in Coppa del Mondo, a Sestriere in supergigante. Nel 1988 subì il primo degli infortuni che avrebbero seriamente inciso sulla sua carriera, la rottura del ginocchio destro, seguito da un grave blocco intestinale che ne mise a rischio la vita.

Ma come un richiamo venuto dal profondo, ancora una volta, Debora si rimise in piedi e ai Campionati italiani 1989 vinse la medaglia d'oro in tutte e quattro le specialità in programma: discesa libera, supergigante, slalom gigante e slalom speciale. Ma le difficoltà non si fermarono qui, diversi furono gli importanti ostacoli che dovette superare, ma come degno di ogni eroe, Debora non si fece abbattere e continuò imperterrita a farsi strada verso l’Olimpo dove siedono grandi condottieri, che grandi lo divennero grazie alla loro determinazione, disciplina e tenacia ma soprattutto alla capacità di sognare con la consapevolezza che i sogni sono una visione, ma per farli diventare una realtà bisogna costruirli senza sosta nonostante le avversità… così Debora, divenne la Regina delle nevi! Si dice che una volta qualcuno chiese a Debora: -Debora, grande condottiera, indicami la strada verso l’Olimpo, verso il successo! Debora lo indico senza esitare -Ma con tutto rispetto Debora, è la terza volta che te lo chiedo, e tutte e tre le volte hai indicato in quella direzione. Io mi diressi in quella direzione tutt’e tre le volte ma non ho trovato che fatica, dolore e avversità e non ho potuto continuare. Sei sicura sia quella la giusta direzione? Certo - rispose Debora - il successo, l’Olimpo, si trova appena riuscirai a superare il dolore e le avversità!

LA REGINA DELLE NEVI

Con: Silvia Priori e Roberto Gerboles
Musiche: Ivano Angelo Draisci
Videoscenografia: Lorenz Ronchi
Testo e regia: Silvia Priori e Roberto Gerboles
Scene e costumi: Teatro Blu

Sabato 07 Novembre alle h 21.00 presso il teatro Baraggia in via Indipendenza 2 a Viggiù Teatro Blu, con il patrocinio della Fondazione Fo Rame presenterà “UNA DONNA SOLA” Testo: Dario Fo e Franca Rame Diretto e interpretato: Silvia Priori Videoproiezioni: Maha Lorenz. Uno spettacolo comico che intreccia ironia, poesia e sarcasmo per raccontare, con profondità e leggerezza, il complesso universo femminile.

Prodotto da TEATRO BLU (VA) Uno spettacolo che intreccia ironia, poesia e sarcasmo per raccontare, con profondità e leggerezza, il complesso universo femminile. A guidare questo viaggio è Silvia Priori, unica interprete e regista della pièce, che con straordinaria sensibilità dà vita a un personaggio sfaccettato, fragile e potentissimo al tempo stesso. Artista da sempre impegnata nella promozione della parità di genere attraverso il teatro, riesce ogni volta a trasformare il palcoscenico in uno spazio di riflessione, denuncia e bellezza.

Al centro della scena c’è Roberta, una donna qualunque e per questo universale: moglie, madre, casalinga, creatura piena di desideri inespressi e sogni che faticano a trovare voce. Silvia Priori la interpreta con una presenza magnetica, capace di attraversare con naturalezza il comico e il drammatico, restituendo ogni sfumatura emotiva del testo di Fo e Rame. La sua regia, essenziale e incisiva, costruisce un ritmo serrato che accompagna lo spettatore in un crescendo di situazioni paradossali e rivelatrici. Roberta si confessa a una vicina immaginaria, raccontando la sua vita in una casa di ringhiera della periferia milanese: un microcosmo popolato da intrusioni, pressioni e sguardi invadenti. Tra le richieste del cognato, le telefonate di un maniaco, le attenzioni di un giovane amante e le occhiate di un voyeur, la protagonista tenta di resistere e di ritrovare sé stessa. Silvia Priori trasforma questo vortice tragicomico in un flusso teatrale vibrante, dove ogni gesto diventa parte di un linguaggio scenico personale e riconoscibile. Da anni, attraverso i suoi spettacoli, Silvia Priori porta avanti un percorso artistico dedicato alla valorizzazione della donna, alla denuncia delle disuguaglianze e alla celebrazione della forza femminile. Anche in questa interpretazione, la sua voce si fa portavoce di un impegno civile che attraversa la sua intera carriera: dare spazio, dignità e complessità alle storie delle donne.

Ancora una volta, Teatro Blu esplora l’universo femminile attraverso la sua interprete di punta, che con questo monologo conferma la sua capacità di incarnare personaggi complessi e di guidare lo spettatore dentro un mondo emotivo ricco e contraddittorio. Lo spettacolo diventa così un omaggio a tutte le donne che, ieri come oggi, hanno lottato per la parità dei diritti e per il riconoscimento del proprio ruolo nella società. Il testo, tratto dalla raccolta satirica “Tutta casa, letto e chiesa” (1977), rivive grazie alla forza interpretativa e alla direzione di Silvia Priori, che ne rinnova l’attualità e ne amplifica la potenza emotiva.

UNA DONNA SOLA
Con il patrocinio della Fondazione Fo Rame

Testo: Dario Fo e Franca Rame
Diretto e interpretato: Silvia Priori
Videoproiezioni: Maha Lorenz

Comunicato Stampa

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