/ Territorio

Territorio | 21 ottobre 2026, 13:49

L'ex calzaturificio Martegani di Tradate rinasce e diventa uno spazio culturale

A inaugurare "155 Tradate", promosso da Ponderosa Music Records + in.circle, sarà dal 29 ottobre 2026, la mostra "Enrico A. Griffini. Costruire modernamente", dedicata all'architetto razionalista che progettò l'edificio negli anni Quaranta.

(foto di Francesca Iovene)

(foto di Francesca Iovene)

L'ex stabilimento produttivo al 35 di viale Trento Trieste a Tradate rinasce come 155 Tradate: nuovo spazio dedicato alla cultura, all'architettura e ai processi creativi legati alla musica e all'arte, promosso da Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records, e curato da Alessia Interlandi di in.circle. 

Progettato tra il 1942 e il 1943 dall'architetto Enrico Agostino Griffini per il marchio Koh-I-Noor, l'edificio razionalista è stato poi sede, dal 1957 al 2001, del Calzaturificio Romano Martegani 1891, eccellenza della manifattura italiana riconosciuta a livello internazionale.

Oggi al centro di un processo di restauro architettonico e di ristrutturazione, affidato all'architetto Giorgio Giani, con direzione lavori di Lucio Giudici, 155 Tradate inaugura la sua programmazione prima della conclusione del cantiere con la mostra Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, in programma dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026. L'esposizione è visitabile dal giovedì alla domenica, dalle ore 10 alle 16, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://bit.ly/155tradate-eagriffini.

Curata dallo storico dell'architettura Massimiliano Savorra, in collaborazione con l'architetta ed erede Valeria Griffini, e realizzata con documenti riprodotti da originali conservati nell'Archivio Progetti dell'Università Iuav di Venezia, la mostra riporta all'attenzione del pubblico l'opera dell'architetto Enrico Agostino Griffini, tra i protagonisti del Razionalismo italiano, all'interno degli spazi da lui stesso progettati. La condizione di conservazione ed evoluzione dello stabile è parte integrante del progetto espositivo. Il pubblico può così confrontarsi direttamente con la figura di Griffini e con tutte le stratificazioni del luogo, al quale la mostra dedica parte del percorso. L'esposizione ricostruisce il metodo progettuale di Griffini attraverso disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d'epoca, documenti di cantiere e materiali d'archivio. L'allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, gioca con la transitorietà dell'edificio, definendo il percorso con elementi e dispositivi mutuati dal linguaggio del cantiere e con il colore blu che agisce come filo conduttore.

«Enrico A. Griffini. Costruire modernamente segna l'inizio del percorso di 155 Tradate – spiega Titti Santini –. L'apertura del cantiere al pubblico rappresenta il primo capitolo della trasformazione dell'ex stabilimento Koh-I-Noor, anticipando la futura identità di un luogo destinato a evolversi nel rispetto della sua storia e in dialogo con il territorio».

L'ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate (VA). Elaborato tra il 1942 e il 1943, il progetto rappresenta uno degli episodi più significativi dell'attività di Enrico Agostino Griffini nel campo dell'architettura industriale. Si inserisce nella più ampia riflessione dell'architetto sulla costruzione moderna, dove la razionalità costituisce un criterio attraverso il quale mettere in relazione architettura, tecnica e produzione, orientando sia la composizione dell'edificio sia la sua organizzazione interna. L'edificio di Tradate costituisce così un esempio significativo della capacità di Griffini di tradurre i principi della propria ricerca in un edificio destinato alla produzione, coniugando esigenze funzionali, tecnica costruttiva e qualità formale. 

Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952). Architetto, ingegnere, docente e autore di importanti manuali, Griffini ha contribuito alla definizione della cultura moderna del progetto in Italia. La sua ricerca ha dato vita a un'opera complessa che ha attraversato l'abitazione, gli edifici industriali, i villaggi operai, le strutture sanitarie, gli spazi pubblici, l'arredo e l'insegnamento. Rileggere Griffini oggi significa spostare lo sguardo dal mito del moderno come linguaggio al moderno come procedura. Un modo di pensare l'architettura che parla al presente, in un momento in cui il tema della costruzione, delle risorse, della durata e dell'efficacia degli edifici è centrale. Dopo la formazione al Politecnico di Milano, Griffini aderisce al MIAR e partecipa al dibattito promosso dalla rivista Quadrante, entrando in relazione con esponenti dell'architettura del tempo come Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Giuseppe Pagano, Piero Portaluppi, Vico Magistretti e Giovanni Muzio. Tra i maggiori divulgatori dell'architettura razionalista, Griffini scrive il noto e fortunato manuale Costruzione razionale della casa, testo centrale nel dibattito architettonico degli anni Trenta. L'attività di Griffini integra progetto, ricerca tecnica, scrittura e insegnamento, con una particolare attenzione all'abitazione, ai materiali e ai sistemi edilizi. Edifici, disegni e manuali rispondono a un obiettivo comune: rendere l'architettura moderna comprensibile, verificabile, riproducibile e trasmissibile. Tra i suoi progetti figurano il Palazzo dell'Arengario a Milano, oggi Museo del Novecento, il nuovo Palazzo delle Assicurazioni Generali in via Manzoni a Milano, il Quartiere alla Fontana, il complesso abitativo operaio Al Bissoncello di Rozzano. Il suo archivio, composto da disegni, fotografie, corrispondenze e materiali editoriali, è conservato presso l'Università Iuav di Venezia.

Comunicato Stampa

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore