«L’assenza contemporanea di Della Valle e McDowell-White ci penalizza su parti fondamentali del gioco di squadra. Ma non usiamo le assenze come alibi: cerchiamo di lavorare meglio a rimbalzo e in difesa».
Così il vice allenatore della Pallacanestro Varese, Matteo Jemoli, ha circoscritto la situazione attuale della squadra orfana di due elementi fondamentali del proprio roster nel corso della terza puntata de l’Ultima Contesa, andata in onda ieri.
Tanti gli argomenti trattati dal vice di Ioannis Kastritis, tante gli spunti usciti in trasmissione. Il primo riguarda il mercato. La società ha escluso un utilizzo dello stesso a breve termine: si resterà così fino al ritorno dei due assenti. A proposito dei quali c’è una notizia (o meglio una speranza): si cercherà di recuperare McDowell-White già per il match contro Udine. Chiuso infine il “caso” Galbiati...
«Sapevamo che i rimbalzi offensivi e la transizione difensiva sarebbero stati due aspetti fondamentali - ha detto Jemoli commentando la sconfitta di Trento - Soprattutto a rimbalzo non siamo stati bravi: abbiamo concesso tantissimi secondi possessi a una squadra che fa dell'aggressività sotto il canestro avversario una delle sue caratteristiche principali, anche a costo di scoprirsi e concedere contropiedi. Sulla transizione difensiva, invece, siamo stati sufficienti: qualche errore c'è stato, ma nell'arco di 40 minuti non si può pretendere la perfezione. Il problema più importante, però, secondo me è stato quello dei falli. Siamo stati polli a commetterne alcuni inutili o evitabili, finendo presto in bonus. E quando poi abbiamo avuto bisogno di spendere un fallo per fermare un'azione avversaria, abbiamo regalato tiri liberi. Dobbiamo imparare a essere aggressivi senza caricarci di falli. Credo che questo, insieme ai rimbalzi offensivi concessi, sia stato uno dei fattori decisivi della sconfitta».
Sulla assenza contemporanea di McDowell-White e Della Valle: «Sicuramente l'assenza di William e Amedeo ci penalizza, soprattutto nelle situazioni di pick and roll, che rappresentano una parte fondamentale del gioco di qualsiasi squadra. Stiamo cercando soluzioni alternative, dalle uscite per i tiratori al coinvolgimento dei lunghi quando gli avversari raddoppiano l'esterno, ma non è semplice. Proprio per questo, però, una parte importante del nostro attacco deve nascere dalla difesa. Se recuperiamo quattro o cinque palloni in più, possiamo trasformarli in otto o dieci punti facili. Lo stesso vale per i rimbalzi: se invece di concedere il 52% di rimbalzi offensivi agli avversari riuscissimo a scendere anche soltanto al 30%, avremmo sette o otto possessi in più per correre.
E ancora: «A metà campo dobbiamo fare qualcosa di meglio e perdere meno palloni. Nel primo tempo contro Peristeri, secondo me, ci siamo riusciti, mentre nel secondo ci siamo fermati. Stiamo lavorando per migliorare, ma l'assenza di due handler importanti pesa anche sulla costruzione dei quintetti e sulle rotazioni, soprattutto quando subentrano problemi di falli.. Duke e Librizzi? Hanno caratteristiche diverse da quelle di un regista come McDowell-White e, senza due facilitatori, anche gli altri giocatori ne risentono. Con William e Amedeo, probabilmente, Alviti e gli altri esterni avrebbero più tiri aperti, mentre i lunghi riceverebbero più palloni nelle situazioni di pick and roll. Quando saremo al completo sarà certamente più semplice giocare a metà campo. Ma non possiamo usare le assenze come alibi: il lavoro da fare in difesa e a rimbalzo resta fondamentale, indipendentemente da chi abbiamo a disposizione».
Sulle difficoltà offensive: «Opinione personale: tutte le squadre giocano uguali, tutti giocano pick and roll, uscite, qualche post basso… È logico che poi devi avere un determinato equilibrio in base ovviamente all'interprete che hai a disposizione».
Sulla strategia dei cambi difensivi: «Non stiamo utilizzando soltanto i cambi difensivi, ma alterniamo diverse soluzioni in base all’avversario, alle situazioni e a quello che siamo disposti a concedere. Contro Trento e Peristeri si è visto. In alcuni momenti questa scelta ha funzionato, perché abbiamo tolto dei punti di riferimento all’attacco avversario. Naturalmente, quando decidi di cambiare sui blocchi, devi essere consapevole che possono crearsi degli accoppiamenti sfavorevoli sotto canestro e devi essere ancora più attento a rimbalzo. Ma il problema contro Trento non è stato principalmente quello dei piccoli costretti a marcare i lunghi. Se guardiamo i rimbalzi offensivi che abbiamo concesso, tantissimi erano rimbalzi lunghi, palloni contesi, quelle che chiamiamo “50-50 balls”, sulle quali non siamo stati abbastanza rapidi e reattivi. Sono situazioni in cui devono intervenire soprattutto le guardie e le ali, non necessariamente i lunghi».
E ancora: «È chiaro che, cambiando sui pick and roll, nell’arco di una partita puoi ritrovarti quattro, cinque o sei volte con un piccolo accoppiato a un lungo. Fa parte del pacchetto, così come ogni altra scelta difensiva comporta vantaggi e svantaggi. Il punto non è tanto il cambio in sé, ma quello che succede dopo: se costringi l’avversario a prendere un brutto tiro e poi non conquisti il rimbalzo, vanifichi tutto il buon lavoro fatto in difesa. Dobbiamo essere più attenti e consapevoli di questo».
Sull’unità della squadra: «Un po’ di nervosismo e di rammarico ci sono, ed è normale che sia così. Ma la squadra è assolutamente unita, segue tutto quello che proponiamo e crede nel nostro lavoro. Parliamo di ragazzi che si allenano e si sacrificano dal 5 agosto: è frustrante non raccogliere i risultati dopo tutta questa fatica, soprattutto quando le partite si decidono su dettagli come un rimbalzo o una palla contesa. Sono situazioni che possono valere quattro o cinque punti di differenza, perché invece di recuperare il pallone e segnare tu, lo concedi agli avversari e segnano loro. È questo che fa arrabbiare noi e i giocatori. La squadra sa però che, sistemando alcune cose in difesa, possiamo ottenere vantaggi anche in attacco: qualche recupero, qualche contropiede e qualche occasione in più per correre. In questo momento della stagione, per noi sarebbe una manna. Ma tutto deve partire dalla difesa, senza dimenticare che, al di là del problema dei rimbalzi, i nostri numeri difensivi sono nella media, se non addirittura superiori».
Ampio spazio è stato dato alla “moviola” di Trento-Varese: tre gli episodi contestati analizzati con ausilio di immagini e regolamenti.
Tra gli altri argomenti anche il prossimo incontro che vedrà sul parquet i biancorossi: l’anticipo della quinta giornata contro B.C. Roma.



Qui sotto la puntata integrale:














