Oltre 500 firme per dire no all'estensione del carcere di Varese, in via Sempione, nel cuore della città. Questa mattina il MAV ha protocollato a Palazzo Estense la petizione promossa nel corso dell'ultimo mese insieme ai residenti della zona, contrari a un progetto che, secondo il MAV, «rischia di incidere pesantemente sulla qualità della vita del quartiere e sulle condizioni di vivibilità della stessa struttura penitenziaria».
Un risultato che porta nuovamente all'attenzione dell'amministrazione comunale una questione concreta, che riguarda il futuro di un'area urbana e la quotidianità di chi ci vive. I residenti chiedono di essere ascoltati e di poter partecipare alle decisioni che incidono direttamente sul loro territorio.
«Oltre 500 firme non sono numeri da archiviare in un cassetto: sono oltre 500 adesioni a una richiesta precisa, che merita ascolto e risposte – dichiara Stefania Bardelli, leader del MAV. Abbiamo raccolto la preoccupazione di chi vive in via Sempione e oggi l'abbiamo portata ufficialmente a Palazzo Estense. La nostra contrarietà è chiara: non riteniamo sostenibile ampliare una struttura che presenta già criticità, senza affrontare seriamente le ricadute sulla qualità della vita dei residenti e sulle condizioni di vivibilità per le persone detenute».
Il MAV sottolinea come la questione non possa essere ridotta a una semplice scelta urbanistica. La convivenza tra una struttura penitenziaria già inserita in un contesto urbano delicato e un ulteriore ampliamento, secondo il movimento, pone interrogativi che non possono essere liquidati senza un confronto preventivo con il territorio.
«Non si può pensare di aggiungere nuovi spazi a una situazione già problematica senza interrogarsi sulle conseguenze. A essere coinvolti sono i residenti, ma anche le persone detenute, che hanno diritto a condizioni dignitose. Non è accettabile affrontare un tema così delicato senza mettere al centro la vivibilità, la sicurezza e la qualità della vita» prosegue Bardelli.
La protocollazione delle firme rappresenta un nuovo passaggio di una battaglia che il MAV porta avanti da tempo nelle sedi istituzionali cittadine.
«Ancora una volta il MAV arriva a Palazzo Estense con una richiesta sostenuta dai cittadini. Ci auguriamo che non si ripeta il copione dell'indifferenza e che queste firme non vengano trattate come un semplice adempimento burocratico. I cittadini non devono essere coinvolti soltanto quando c'è da raccogliere consenso» conclude il MAV.
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Politica | 12 ottobre 2026, 09:52
Carcere di Varese, protocollate oltre 500 firme contro l'estensione in centro città. Il MAV: «I varesini non possono essere ignorati»
Stefania Bardelli: «Abbiamo portato a Palazzo Estense la voce dei residenti. Ora l'Amministrazione dia risposte: ascoltare i cittadini non è un'opzione, è un dovere»
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