Alviti 6
Un fantasma. Come lo può essere solo un tiratore senza un play. Nel secondo tempo due zampate, belle e importanti: eccoti, Davide.
Duke 6
È un’altalena fatta a giocatore di basket. Ed è difficile prendere una posizione numerica su di lui, come del resto domenica scorsa. È volitivo in entrata, ma spesso va a sbattere contro muri non così invalicabili all’apparenza. Il tiro non c’è, la difesa sì, ma qualche primo passo altrui se lo perde. Manda palloni alle ortiche (una sola certezza: del regista ha poco…) ma ne gioca anche di finissimi, come nell’ultimo quarto. Facciamolo abituare: chi il basket l’ha giocato solo in America, o quasi, quando viene di qui scopre tante di quelle cose… (che non pensava di poter scoprire negli infiniti pascoli della “supposta” patria del basket…)
Villa 7
Per un giocatore che la profondità del roster edificato quest’anno sembrava poter relegare unicamente al ruolo di “sventolatore” di asciugamani sudati, questi nove minuti tutti garra nell’emergenza di Scafati sono da incorniciare.
Nikolic 7
Silenzioso, importante, già indispensabile. I suoi solidi sette rimbalzi riequilibrano una battaglia delle carambole che anche oggi avrebbe potuto essere perdente. Alla faccia di chi per anni si è ostinato a convincerci che mettere un “tre” a fare il “quattro” fosse la stessa cosa…
Hale 8,5
Venticinque punti e sette assist e un saluto agli analfabeti cestistici di Masnago (pochi ma ahinoi ce ne sono...) che domenica scorsa l’hanno fischiato… Ma come si fa? Sarebbe bastato avere anche solo qualche rudimento (cioè quel poco che abbiamo noi…) sulle sue caratteristiche, sul suo passato, sul suo status e sul basket in generale per esimersi dal farlo… Ma tant’è… Oggi vendetta consumata, come scorer ma anche come regista all’occorrenza: la sua costruzione è pulitissima (zero perse) e coinvolge finalmente anche i lunghi.
Librizzi 7
Una scossa che cammina, il capitano. E stavolta il vortice delle rotazioni kastritiane non lo fa perdere: quando rientra nell’ultimo quarto, lo fa per mandare Scafati al tappeto con due dei suoi dardi.
Renfro 7,5
Totale (risparmiamo qualche parola per le prossime volte…).
Kamagate 6,5
La nostra cara nonna Gemma from Casbeno, quando doveva descrivere qualcosa di non esattamente bello ed elegante, “sparava” una metafora in dialetto che suonava più o meno così: «L'è tajaa giò cont la scüra», «È tagliato giù con l’accetta». L’abbiamo pensata quando il nostro un paio di volte ha sfiorato appena il ferro dopo essersi svitato sul perno… Ok, questa è la tecnica. Il resto - la presenza, l’importanza, il coinvolgimento - cresce.
Roby 4
E.T. telefono casa?
Ikangi 6
Stopper alla Pasquale Bruno.














