L’Epatologia dell’ospedale di Gallarate protagonista alla Conferenza Monotematica dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (Aisf), dedicata alla steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), che si è svolta a Palermo il 24 e 25 settembre.
A presentare un particolare caso clinico sulla tossicità da tè verde, un integratore alimentare ampiamente utilizzato anche dalle persone affette da questa patologia, è stata la dottoressa Cinzia Simoni, responsabile dell’attività ambulatoriale dell’Unità Operativa di Medicina e dell’Ambulatorio di Malattie del Fegato.
«La gestione della MASLD sta cambiando rapidamente, con un approccio sempre più personalizzato e attento alle caratteristiche di ogni singolo paziente», spiega la dottoressa Simoni.
In questa direzione si inserisce l’attività dell’Epatologia di Gallarate, che dispone di un Ambulatorio di II livello dedicato alla steatosi epatica. Il percorso prende in considerazione non solo la salute del fegato, ma anche i principali fattori di rischio e le eventuali patologie associate, per offrire una valutazione complessiva del paziente.
Un ulteriore punto di forza è la disponibilità di un FibroScan di ultima generazione, che consente di valutare in modo non invasivo la fibrosi del fegato e della milza e di contribuire alla corretta stadiazione della malattia.
È inoltre in fase di realizzazione un percorso multidisciplinare dedicato alle persone con MASLD, con l’obiettivo di integrare competenze e professionalità diverse e offrire una presa in carico sempre più completa, in linea con una visione globale della malattia e con le esigenze di cura di ogni paziente.
«La partecipazione dell’Epatologia di Gallarate alla Conferenza Aisf sulla MASLD testimonia il valore della competenza clinica e dell’attività specialistica sviluppata all’interno della nostra Azienda - conclude la Direttrice Sanitaria di Asst Valle Olona, Francesca Crespi -. Siamo orgogliosi di questo risultato. La steatosi epatica è una patologia sempre più diffusa e complessa, che richiede una presa in carico capace di andare oltre il solo dato epatico. Per questo stiamo investendo in percorsi dedicati, tecnologie diagnostiche avanzate e nella costruzione di una rete multidisciplinare, con l’obiettivo di accompagnare ogni paziente attraverso un percorso personalizzato».















