Nessun passo indietro definitivo, ma una battuta d’arresto forzata che ha congelato l’intera procedura. Negli ultimi giorni erano circolate voci circa una presunta retromarcia dell’amministrazione comunale sull’esternalizzazione degli asili nido Boschessa e Ferrario a Busto Arsizio, il cui passaggio a una gestione privata in appalto era stato deliberato dalla giunta nella primavera del 2026. A fare chiarezza e a sgombrare il campo da equivoci è l’assessore alle Politiche educative, Chiara Colombo, spiegando come la gara non sia affatto stata annullata per scelta politica, bensì bloccata da intoppi burocratici durante la fase dei controlli amministrativi.
La macchina dell’appalto si è infatti inceppata nel momento della verifica dei requisiti. Dopo la stesura della prima graduatoria provvisoria, dagli accertamenti condotti dagli uffici tecnici sono emerse criticità nella domanda inoltrata dal soggetto risultato primo in classifica. Di fronte a queste non conformità rispetto alle normative vigenti, l’ente locale ha dovuto procedere d’ufficio all’esclusione del concorrente dalla procedura di gara. Un atto dovuto che ha aperto una fase di incertezza, i cui tempi potrebbero dilatarsi da un singolo mese fino a coprire l’intero anno educativo; l’iter per l’affidamento del servizio, quindi, resta formalmente sospeso.
In questo quadro di stallo burocratico, con il nuovo anno scolastico alle porte, Palazzo Gilardoni si è trovato nella necessità di garantire la ripartenza regolare e puntuale dei due plessi per il primo giorno di settembre. La scelta adottata dall’amministrazione è stata quella di mantenere la continuità educativa ripartendo con lo stesso personale comunale già in servizio l'anno precedente. Una soluzione ponte, che potrebbe protrarsi per tutti i mesi a venire se i tempi della giustizia amministrativa dovessero prolungarsi, adottata con uno scopo preciso: evitare qualsiasi ricaduta negativa sugli utenti più piccoli.
Sul punto, l’assessore Colombo sottolinea con forza la linea seguita dall’amministrazione: «Per noi l’importante sono i bimbi. Abbiamo lasciato gli stessi insegnanti dell’anno scorso proprio per mantenere il contesto della scuola: conoscono già i bambini e riescono a gestirli al meglio». Un’impostazione volta a preservare la sfera emotiva e relazionale all’interno delle strutture, mettendo al riparo l’attività educativa dalle dispute legali tra operatori economici: «Siamo partiti con l’intento comunque di preservare il benessere del bimbo, non devono subire loro queste questioni tecniche». Colombo rimarca inoltre come, pur nella naturale capacità di adattamento tipica della prima infanzia, l’attenzione dell'assessorato rimanga focalizzata sulla qualità dell’accoglienza: «A quell’età la scuola rappresenta il punto di riferimento fondamentale e le maestre offrono un grande affetto, che i piccoli sanno condividere».
Per spiegare nel dettaglio l'accaduto ed evitare fraintendimenti, l'amministrazione ha promosso un momento di confronto diretto prima della ripresa delle attività. Lo scorso 31 agosto, nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli, si è svolta un’assemblea congiunta che ha visto la partecipazione di circa ottanta genitori dei due nidi, insieme al personale docente. Durante l'incontro, l'assessore e la dirigenza hanno ripercorso le tappe amministrative, illustrato le ragioni dell'esclusione del primo classificato e rassicurato sulla presenza delle educatrici storiche. Un dialogo aperto dal quale non sono emerse rimostranze da parte delle famiglie, che hanno accolto positivamente la trasparenza delle comunicazioni e la continuità garantita ai figli.
Per ora, dunque, la Boschessa e il Ferrario proseguono la loro attività secondo il modello consolidato, mentre la contesa sulla gestione futura resta affidata ai tecnicismi della burocrazia e ai tempi dei tribunali.














