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Calcio | 15 settembre 2026, 08:35

LA LETTERA «Mi abbono al Varese, nonostante tutto, e alla prima in casa ritrovo una squadra senza attributi... Così si rischia l'Eccellenza»

Ci scrive Claudio dopo la partita persa al Franco Ossola contro la Pro Sesto e spezza la cortina di silenzio e buonismo che circonda i biancorossi: «Ho acquistato per l'ennesima volta l'abbonamento perché credo nella maglia e mi ritrovo davanti ai soliti errori, la formazione sbagliata e una prestazione quasi da zero tiri in porta alla prima casalinga. Gli unici giocatori con la "cazzimma" erano in panchina o giocano nel Pavia...»

La Pro Sesto vince, il Varese sta a guardare: ma non a tutti quelli che erano presenti al Franco Ossola va bene così...

La Pro Sesto vince, il Varese sta a guardare: ma non a tutti quelli che erano presenti al Franco Ossola va bene così...

Vero, diretto e duro come un tifoso del Varese è sempre stato e dovrebbe sempre essere. In cambio di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo, anche in questi sette anni in Serie D capaci di allontanare passioni ed emozioni di tre quarti di città: chi è sempre stato accanto ai biancorossi e anche quest'anno ha sottoscritto l'abbonamento non smette di arrabbiarsi di fronte all'anonimato e a partite inquietanti, per le prospettive che lasciano, come la prima in casa al Franco Ossola persa 0-2 con la Pro Sesto.

E così Claudio, presente anche sabato scorso a Masnago, scrive a VareseNoi per dire la sua, ben lontana dal piccolo coro conformista e plaudente di coloro a cui va sempre tutto bene, anche quando bisognerebbe far scattare l'allarme di fronte a una squadra incompleta e che in un girone durissimo, così com'è stata costruita può rischiare grosso.

Ecco la sua lettera:

Riflessioni di inizio stagione.

Come tutte le stagioni, ci si decide anche quest'anno a sottoscrivere l’abbonamento perché si crede nella maglia, certamente molto meno nei componenti della società che attualmente portano in campo i colori biancorossi. Gli obiettivi dichiarati sono meno eclatanti e pomposi di quelli delle ultime stagioni: forse è un bene, si pensa all'inizio, ma sicuramente è qualcosa che non rappresenta lo spirito del Varese, in serie D da molti anni. 

Dopo un buon esordio in coppa, ricadiamo nei soliti ripetuti errori: dopo un pareggio in Romagna contro una squadra di categoria inferiore, la reazione della società è quella di appellarsi alla giustizia sportiva e preannunciare reclamo per alcuni numeri di maglia diversi da quelli in distinta degli avversari, oppure guardare al rigore dell'1-1...

Prima annuale al Franco Ossola: schieriamo una formazione chiaramente sbagliata e non tiriamo mai in porta se non in due occasioni (se vogliamo chiamarle così ). Mi si chiederà: perché già critico alla prima in casa sulla formazione? 

Perché i tre più "cazzuti" del Varese che si sono infervorati di più per il non gioco sono: 1) Malinverno (non un fenomeno di giocatore ma uno che mette sempre l’anima su ogni pallone; 2) Molinari (mai fermo in panchina, carica i compagni e lo inseriamo a 3 minuti dalla fine a giochi conclusi); 3) un terzino di Varese che ora gioca a Pavia che è sempre collegato per sapere il risultato della squadra della sua città e che nulla ha da invidiare ai terzini visti in campo con la Pro Sesto. 

Caro Varese, caro Ciceri, caro Battaglino, se l’obiettivo di quest’anno è salvarsi, è il caso di mostrare carattere e attributi: altrimenti, giocando come sabato scorso e perdendo punti al Franco Ossola si scende, anzi si torna, dritti in Eccellenza.

Claudio

Redazione


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